REAL MADRID, UN CROLLO INASPETTATO?
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In Spagna, precisamente nella sponda blanca di Madrid, si stanno susseguendo una serie di episodi che negli ultimi dieci e passa anni non si erano praticamente mai verificati. E’ già perché il Real Madrid sembra essere incappata in una di quelle stagioni tragicomiche, dove al minimo errore c’è una punizione esemplare.
Il crollo e la conseguente eliminazione alla prima di Alvaro Arbeloa contro l’Albacete, diciassettesimo in Segunda Division, è solo l’ultima goccia di un vaso che trabocca già da un po’.

E’ STATO DATO IL GIUSTO TEMPO A XABI ALONSO? E SOPRATTUTTO E’ STATO PIENAMENTE SOSTENUTO DALLA DIRIGENZA?
Quando penso all’esonero dell’ ex allenatore del Bayer Leverkusen mi pongo sempre queste domande e per entrambe la risposta è: no. L’ex allenatore del Madrid avrebbe meritato decisamente bisogno di più tempo perché comunque il Madrid veniva da un’annata anonima per i suoi standard, e soprattutto era all’inizio di un nuovo ciclo.
In quest’estate si è avviata una sorta di rivoluzione che ha visto andare via dei totem e sono arrivati giocatori molto promettenti e forti che però non hanno idea di cosa significhi indossare certe maglie.La squadra ha perso un leader tecnico e non solo come Luka Modric, ed inoltre ha perso un madridista come Lucas Vasquez. Giocatori importantissimi a livello internazionale e che soprattuto potevano fare da chioccia ai tanti giovani appena arrivati per via della loro leadership.
E attenzione non bisogna fermarsi solo a questi due poiché l’emorragia inizia sin da subito dopo della finale di Champions League vinta contro il Borussia Dortmund, quando Toni Kross decide di ritirarsi al suo apice.
Per una squadra come il Real Madrid perdere due giocatori come Luka Modric e Toni Kross nel giro di un anno è come darsi la zappa sui piedi. Oltre ad essere i migliori nei loro ruoli erano inoltre persone straordinarie che d’avanti al loro ego mettevano sempre la squadra e che sapevano bene cosa significasse giocare nel Real.
Se pensiamo al centrocampo odierno oggi abbiamo tanti grandi giocatori come: Valverde, Bellingham, Guler, Tchouamenì, Camavinga, Ceballos. Quanti di loro però hanno le qualità morali di quelli che c’erano prima?. Forse uno, forse due. E attenzione questa mancanza non si riferisce solo al centrocampo, ma è un discorso che si può ampliare praticamente a tutti i reparti.
Inoltre è stato chiaro a tutti sin dai primi passi falsi che Xabi Alonso non è stato praticamente mai sostenuto a pieno da Florentino Perez e dai suoi uomini. Il calcio travolgente visto a Leverkusen è una tipologia di calcio che richiede tempo e che ha soprattutto bisogno degli uomini adatti. Il suo gioco ha bisogno di giocatori mobili, capaci di scambiarsi le posizioni e che gioca coralmente. Questo al Madrid non è possibile, e in quanto non è possibile avrebbe meritato molto più tempo per cercare di cambiare il modo di giocare della squadra e proporre un qualcosa di nuovo.
Dirigenza che tra l’altro non ha mai appoggiato il tecnico, non intervenendo mai e schierandosi sempre dalla parte dei giocatori. Il tecnico è sempre stato visto da alcuni dei giocatori presenti in rosa come una sorta di sergente di ferro, con lo spagnolo aveva delle regole ben precise che dovevano essere assolutamente rispettate.
Naturalmente i giocatori sono andati dalla dirigenza lamentandosi delle metodologie dell’allenatore spagnolo dicendo che loro hanno vinto tanto e lo hanno fatto senza tutte queste restrizioni. La dirigenza però ha scelto di schierarsi con i giocatori lasciando di fatto l’allenatore da solo.
Bisognerebbe spiegare ai giocatori, Vinicius in primis, però che gran parte dei meriti li ha gente che non c’è più e che senza di loro difficilmente avrebbero raggiunto quello che hanno raggiunto.
UN DESTINO GIA’ SCRITTO
Sin da prima della finalissima di Supercoppa contro il Barcellona la sentenza era già scritta: in caso di sconfitta il tecnico iberico sarebbe stato esonerato. Il Real Madrid perde la finale per 3-2 dopo una bellissima partita che avrebbe potuto anche avere un destino diverso se Carreras in pieno recupero non sbagliasse da 2 metri tirando debolmente nelle braccia di Johan Garcia.
Il Madrid però anche in questa partita mostra le lacune che ha sin dalla scorsa stagione, ossia una difesa colabrodo e un centrocampo che non riesce a prendere il controllo del gioco, anzi sembra molto passivo.
Questo significa che probabilmente è un errore di progettazione, in quanto per me manca un giocatore in grado di prendere il pallino del gioco, di guidarla e anche di essere presente in fase difensiva. Tchouameni questo non riesce ancora a farlo. Inoltre un’altra attenuante per il tecnico è la questione infortuni che dall’anno scorso attanaglia i blancos. Troppi per poter essere sempre competitivi.
Tra l’alto è sin da metà novembre che il tecnico viene messo in discussione e che ogni singola partita veniva valutata come l’esame finale. Questo mostra un mancanza di progettazione e il non avere per nulla pazienza anche nei confronti di un allenatore fenomenale ma giovane. Meritava sicuramente più rispetto viste le enormi imprese fatte nei suoi primi due anni da allenatore di una prima squadra.

E’ IL MOMENTO DI CEDERE VINICIUS?
Questa è la domanda che molti di noi si fanno sin dall’approdo del fuoriclasse francese Kylian Mbappe. E’ chiaro che i due vivono una convivenza forzata e che quello che ci stia rimettendo di più sia il brasiliano. Il brasiliano seppur fortissimo non è al livello del francese e questo lo fa soffrire, prima la stella era lui adesso no.
Questo fattore può sembrare quasi irrisorio ma invece fa tantissimo poiché Vinicius ha un carattere particolare e polemico. Questa sofferenza del brasiliano viene anche sfruttata dagli avversari che durante le partite tendono a rimarcare spesso che il francese sia meglio di lui.
Inoltre anche il rapporto che ha con il calcio spagnolo e con le tifoserie avversari è già molto compromesso per via degli orribili insulti razzisti da lui ricevuti e anche per via dei suoi atteggiamenti discutibili nei confronti di esse.
Dal mio punto di vista la cessione sarebbe la soluzione migliore per entrambe la parti. Il brasiliano ha bisogno di vita nuova, di nuove sfide e per rendere al meglio deve sentirsi la stella della squadra cosa che al Real Madrid non è più. A giovarne sarebbe anche il Madrid che con il ricavato della sua cessione potrebbe prendere un grande centravanti di ruolo riportando Mbappe nella sua posizione preferita.
Tra l’altro si parla da un po’ del possibile approdo di Erling Haaland, con Vinicius Jr che verrebbe ceduto per fare spazi al norvegese. Vedremo.
L’ESORDIO DA HORROR CONTRO L’ALBACETE
La notizia della settimana per il calcio spagnolo, e non solo, è quella dell’eliminazione dei blancos contro l’Albacete. Il Real Madrid ha perso malissimo in pieno recupero e si è fatta sovrastare in alcuni momenti della partita, da una squadra 17esima in classifica in Segunda Division. Se provi a raccontarlo a qualcuno che non ha visto la partita non ci crede, anzi ti da del pazzo.
Giocatori molli, che difendono malissimo e singoli totalmente in appanno. Ingredienti per una seconda parte di stagione disastrosa.
CHI SARA’ IL POST ALONSO?
Domanda a cui ancora non c’è risposta , anzi al momento sono molte le nubi attorno al futuro allenatore dei blancos. Il preferito e il sogno è Jurgen Klopp che però continua a ribadire che vuole mantenere gli impegni presi con Red Bull continuando a declinare le avance di Florentino Perez. Al momento sembra che a traghettare la squadra fino a fine stagione sarà proprio Arbeloa, ma l’esordio da horror contro l’Albacete mette tutto ancora più in discussione.
Secondo te chi sarà il futuro allenatore dei blancos?.
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