L’ ARSENAL B VALE L’INTERA SERIE A
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Il martedì di Champions League constata ancora una volta quanto il calcio inglese sia superiore e non di poco sulla Serie A e in generale su tutto il calcio europeo, con qualche piccola eccezione.
La sfida cartello del martedì di Champions era senza dubbio Inter-Arsenal, con gli inglesi già agli ottavi grazie ad un rullino di marcia perfetto, mentre per quanto riguarda i nerazzurri era fondamentale almeno ottenere un punto per cercare di rimanere nelle prime 8 e di evitare i play-off.
IL TURNOVER DI ARTETA
Mikel Arteta stavolta schiera un Arsenal diverso dal solito con una formazione totalmente inedita piena di “seconde linee” se così si possono chiamare. A rimanere fuori dai titolari sono il capitano Odegaard, Gyokeres, Gabriel, Rice, Calafiori(infortunato). L’Inter invece schiera i tutti i titolarissimi tranne Calhanoglu che è alle prese con un infortunio muscolare.
La squadra di Arteta nonostante il turnover presenta dei giocatori di altissimi livello che non fanno sentire nessuna differenza tra titolari e “riserve”. Mikel Merino, Martin Zubimendi, Eberechi Eze, Christian Mosquera, Gabriel Jesus, Myles Lewis-Kelly e oltre a loro mancavano anche Piero Hincapie e Noni Madueke che l’allenatore spagnolo ha deciso di far riposare completamente.
Il tridente dell’Arsenal martedì sera era Gabriel Jesus, Saka, Trossard mentre a centrocampo c’erano Merino, Zubimendi ed Ebe. In questi due reparti 5/6 dei giocatori appena citati non sono titolarissimi e spesso partono dalla panchina. In Serie A se una qualsiasi squadra delle 20 partecipanti avesse a disposizione tali giocatori, non solo sarebbero titolarissimi ma vincerebbe con molta probabilità il campionato a gennaio.

L’ARSENAL STRITOLA I NERAZZURRI SIN DAL PRIMO SECONDO
La partenza dell’Arsenal è fortissima con i gunners che vanno a prendere la squadra di Chivu dall’area di rigore e giocano con un’intensità elevatissima. L’Inter nei primissimi minuti non riesce praticamente mai a costruire dal basso per via di una pressione feroce recuperando palloni importanti e mettendo subito i presupposti per portarsi in vantaggio.
Vantaggio che arriva al 9° minuto con Gabriel Jesus che raccoglie un pallone sporco di Timber e batte Sommer. L’Inter però reagisce bene al vantaggio e pareggia pochi minuti con Sucic dopo un contropiede un po’ confuso ma efficace, con il croato che con uno splendido piazzato batte Raya.
L’Arsenal però non si scoraggia e continua la sua grandissima prima frazione ritornando alla carica con Eze che un minuto dopo il pareggio nerazzurro va vicino nuovamente al pareggio sprecando da ottima posizione.
Vantaggio che arriva al 31° con la specialità della casa: il calcio d’angolo. Saka batte sul secondo palo, sponda di Trossard in mezzo e Gabriel Jesus da due passi non può sbagliare. Schema uscito come al solito in maniera perfetta, che conferma i gunners come la squadra più forte del pianeta in questo fondamentale.
Il secondo tempo invece vede i gunners abbassarsi leggermente concedendo praticamente zero, se non una bellissima giocata di Pio Esposito che stava per trovare un grande gol. A metà secondo tempo l’Arsenal però cala gli assi, facendo subentrare Rice, Martinelli, Gabriel e Gyokeres. Proprio lo svedese chiuderà il match con il gol del 3-1 dopo uno splendido contropiede innescato da una bella esternata di Martinelli.
Se pensiamo che l’Inter, che è la squadra italiana che negli ultimi ha fatto i migliori cammini europei, ha schierato i titolarissimi mentre Arteta ha addirittura deciso di far riposare quasi tutti i suoi migliori uomini vincendo 3-1 e fornendo una prestazione di altissimo livello tecnico e fisico, beh viene da sorridere.
Il confronto tra rose è totalmente impari con i gunners che spendono centinaia di milioni a sessione, mentre i nerazzuri ma in generale tutte le squadre italiano sono costrette a mercati al risparmio.
L’Arsenal vince e continua la sua marcia perfetta in Champions League con 7 vittorie su 7, 20 gol fatti e solo 2 subiti. Sconfitta che inguaia l’Inter che a meno di clamorosi miracoli dovrà affrontare i play-off, terza sconfitta nelle ultime tre in Champions ed ennesimo big match perso. Ormai non è più un caso.

IL GAP ENORME CON LA SERIE A
La partita di ieri sera conferma per l’ennesima volta quanto ormai il gap tecnico ed economico con la Premier League sia ormai dilagato e difficilissimo da colmare. Vedere alzarsi dalla panchina Rice, Gyokeres, Martinelli, Gabriel è sicuramente impressionante. Il costo dei cartellini dei giocatori appena citati si attesta sui 400 milioni, e se pensiamo che a disposizione c’erano anche Odegaard, Madueke ecc… viene solo da sorridere.
Il prodotto Premier League per la Serie A è ormai inarrivabile. Il confronto tra i diritti tv è impietoso: in Premier League sono stati distribuiti alle squadre circa 3,4 miliardi di euro mentre in Serie A circa 900 milioni di euro. Una distanza abissale e imbarazzante.
Se prendiamo i dati della stagione 24/25 possiamo notare come il Southampton ultimo in classifica e retrocesso abbia incassato circa 160 milioni di euro, mentre l’Inter prima in Serie A per ricavi ha ricevuto solo 81 milioni di euro.
Inutile fare il confronto con Arsenal, Liverpool, United ecc… perché sarebbe impietoso. L’ultima in classifica del campionato inglese ha percepito circa il 60% in più rispetto alla squadra italiana prima nella classifica di diritti tv.
La Serie A sta pagando appieno il “sistema Italia” dove il progresso è un utopia e se qualcuno prova a fare qualcosa di nuovo viene rallentato e fermato a tutti i costi. Basti vedere a che punto siamo con la costruzione dei nuovi stadi, con gli Europei del 2032 che rischiano di scivolarci via. Burocrazia, contestazioni senza motivazione da parte di associazioni, nonnismo. Siamo stanchi di tutto ciò.
La Premier League è il massimo perché sono stati capaci di rinnovarsi in continuazione, di portare il calcio su un altro livello con impianti futuristici che hanno permesso di aumentare i ricavi e di conseguenza aumentare le risorse da spendere sul mercato e fornire infrastrutture all’avanguardia.
Basti pensare alla quantità e alla qualità di giocatori che i club inglesi forniscono alla Nazionale , mentre noi siamo alla continua ricerca di un miracolo.
Gap che però sta aumentando non solo con i club inglesi ma che sta aumentando anche con alcuni club spagnoli e tedeschi. Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid sono inavvicinabili per i club italiani.
Tutte queste società e in generale i club inglesi hanno dei comuni denominatori: impianti nuovi e settori giovani estremamente floridi. In Italia non c’è nessuna delle due qualità appena citate. Fin quando ci saranno persone al comando che tengono a cuore solo la loro poltrona nulla cambierà.
Serve gente giovane, fresca e aperta mentalmente che ci permetta di iniziare almeno a pensare di com colmare quel gap.
Dimmi cosa ne pensi qui sotto e ricordati di seguirmi su X.
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