MONDIALI, TURCHIA: CHE DELUSIONE GULER E COMPAGNI
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Nonostante manchi ancora parecchio alla fine del torneo e nonostante siamo solo alla fase a gironi abbiamo già la più grande delusione(a meno di calamorosi disastri) del Mondiale: la Turchia di Vincenzo Montella, prima eliminata del Mondiale. Una nazionale che partiva con grandi aspettative considerando l’ottimo girone di qualificazione fatto e soprattutto per il livello della rosa sulla carta molto alto. I turchi hanno alcuni dei talenti migliori del panorama europeo come ad esempio Arda Guler, Kenan Yildiz, Can Uzun, Baris Yilmaz ed inoltre hanno giocatori con esperienze importanti come Hakan Calhanoglu, Zeki Celik e tanti altri. Oltre a ciò avevano sempre sulla carta, un girone ampiamente alla portata con U.S.A, Paraguay ed Australia.
Tutto faceva presagire ad una grande avventura, l’ambiente era carico come poche altre volte, il lavoro di Montella era stato fino ad una settimana fa eccezionale, rosa talentuosa come poche altre volte nella storia, girone abbordabile e soprattutto c’era la sensazione di poter stupire. Io stesso mettevo la Turchia, insieme alla Costa d’Avorio, come la grande outsider del torneo.Invece il campo ci ha detto altro e ci ha detto ancora una volta che nel calcio moderno la carta, le griglie di partenza non contano più nulla.

TANTI TIRI MA…
Le due gare disputate sin qui dagli uomini di Montella contro Australia e Paraguay sono praticamente identiche: tanto possesso, tanti tiri da fuori, occasione clamorose mancate, gol al primo tiro subito. La Turchia ha calciato tantissimo verso la porta avversaria, ben 62 volte nelle due partite ma dal mio punto di vista è mancata nella creazione di vere grandi occasioni. Se si guardano gli Expected Goals si può pensare che io sia un folle, soprattutto guardando quelli della seconda partita, ma la verità è che i turchi per scardinare difese molto chiuse e con blocchi bassi come quella australiana e quella paraguaiana avevano bisogno di creare occasioni pulite che gli permettessero di segnare, e così non è stato. La Turchia ha provato a sfruttare le grandi doti balistiche dalla distanza di Arda Guler e di Hakan Calhanoglu ma entrambi hanno sparato a salve. Certo va sottolineato che i turchi hanno avuto grandissime occasioni nelle due partite come quella di Guler contro l’Australia dove la stella del Real Madrid calcia troppo debolmente e centrale da posizione ottima( sul dischetto), oppure il palo-traversa colpito da Muldur dagli sviluppi da calcio piazzato contro il Paraguay, le due clamorose occasioni di Gul e l’occasione enorme sciupata da Can Uzun sempre contro il Paraguay.
Nella seconda partita, complice l’espulsione assurda di Almiron, la Turchia aveva tutti i mezzi per ribaltare la partita ma dal mio punto di vista è mancata una cosa essenziale, che è quella che è mancata in tutta la fase a gironi: la cattiveria agonistica. Tante conclusioni stilisticamente belle da vedere, ma poco efficaci, non c’è stato nessun giocatore voglioso di spaccare la porta. La Turchia ha indubbiamente giocato meglio delle due avversarie, ma questo è anche normale vista la caratura delle squadra, ma ha fatto troppo poco per le potenzialità che ha e soprattutto non avevano la voglia di spaccare il mondo. Ripeto poche occasioni veramente pulite per far gol e quelle che ha avuto, soprattutto con il Paraguay, le ha sprecate per una grande mancanza di questa squadra: il centravanti.
Altro fattore che ha inciso è indubbiamente la fase difensiva che nelle poche volte che è stata punzecchiata è stata disastrosa. Il primo gol subito contro l‘Australia è emblematico: occasione Guler, portiere serve difensore che trova in mezzo al campo Okon Egstler, lancio lungo verso Irakunda, gol. E’ stato tutto troppo facile. Il calcio turco in questi anni sta producendo tanti talenti interessanti dal centrocampo in su, ma per quanto riguarda il reparto difensivo sono messi male. Vedendo le squadre turche nelle competizioni europee quest’anno questo è un fattore lampante. Nonostante ciò però, mi aspettavo che Montella sistemasse un po’ questo problema e bisogna dire che nell’ultimo anno tolta l’imbarcata subita contro la Spagna nel girone di qualificazione, il lavoro del tecnico italiano sembrava funzionare. Ma quando il livello si è alzato, quando la pressione è aumentata la difesa ha fatto acqua.
LE GIOVANI STAR NON INCIDONO
Dalle giovani star turche mi aspettavo un Mondiale completamente diverso soprattutto da Arda Guler e Kenan Yildiz, entrambi alla prima apparizione nel massimo stage mondiale. Il madridista ha giocato nel complesso due buone gare ma gli errori sottoporta hanno per forza di cose un peso. Discorso diverso per Kenan Yildiz che gioca un Mondiale anonimo complici i problemi fisici che si porta da un po’ di tempo. Si vede che non è al meglio e soprattutto per lui si deve valutare un cambio di posizione dal mio punto di vista. Il fantasista juventino è un giocatore che in questo momento sembra essere ingabbiato su quella fascia sinistra e soprattutto, gli hanno preso le misure. E’ difficile saltarne sempre tre o quattro a meno che non sei Yamal. Andrebbe spostato al centro per garantirgli un po’ più di libertà, capacità di fare male, di incidere tra le linee perché ha le qualità per farlo. In questo momento in quella posizione è sprecato.
Non sono state solo le giovani star a deludere, ma anche alcuni senatori della squadra ed è impossibile non nominare Hakan Calhanoglu. Il centrocampista dell’Inter gioca due buone gare, ma non basta. Mi aspettavo che nel momento del bisogno la risolvesse con un tiro da fuori dei suoi, ma così non è stato. Su di lui ho un pensiero da sempre controverso, ossia che è un giocatore che nel momento che deve incidere, che ci sono aspettative su di lui, delude e questa è una sua costante nella carriera. Questo doveva essere il Mondiale della sua consacrazione ai massimi livelli, ma così non è stato e dal mio punto di vista questo è Hakan Calhanoglu. Tanta qualità, tanta tecnica, ma poca personalità.

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