IL MIRACOLO CAPO VERDE NONOSTANTE L’ELIMINAZIONE
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La sorpresa più bella di questo Mondiale è stata indubbiamente Capo Verde, che stanotte è stata ad un passo dall’eliminare l’Argentina campione del mondo in carica di Leo Messi. La nazionale capoverdiana ha disputato un grande Mondiale dimostrando come un paese di soli 530.000 abitanti possa dire la sua e dare fastidio alle più grandi nazionali del pianeta. L’esordio contro la Spagna è l’esempio perfetto: gli spagnoli dominano e creano, Capo Verde resiste. E’ proprio questo che ha reso bcosì speciale in questa sua avventura: la resistenza.
Guardando il girone composto da Spagna, Uruguay, Arabia Saudita e Capo Verde in molti li davano come quarta forza ed era più che lecito visto la rosa, almeno sulla carta. Invece hanno sorpreso tutti e fatto grandi prestazioni grazie al loro blocco basso, capacità di chiudere tutte le linee non permettendo fraseggi facili e grazie anche all’estrema rapidità degli esterni come Ryan Mendes e Giovane Cabral. Una nazionale che non ha superstar o talenti in rampa di lancio, ma è una squadra che ci ha messo il cuore e come detto tante volte è questo particolare a fare la differenza nel calcio. I capoverdiani però non sono solo blocco basso, infatti con il pallone tra i piedi ci sanno fare nonostante a volte creino un po’ di confusione, la loro arma principale erano i contropiedi o riuscire ad attivare gli esterni d’attacco che dispongono di rapidità, dribbling e quindi capacità di sparigliare le carte.
La partita di stanotte contro l’Argentina è stata un passo in avanti rispetto a tutte le altre partite del girone, soprattutto nel secondo tempo. Nel primo tempo qualcosa la provavano a fare ma quando arrivavano nei pressi dell’area di rigore risultavano sempre imprecisi. Nel secondo tempo invece complice il dover riprendere il risultato sbloccato dall’ennesima perla assoluta di Leo Messi, hanno dovuto alzare il baricentro e di pericoli o potenziali pericoli ne hanno creati molti. Capo Verde capisce che per fare male all’albiceleste è necessario andare a puntare Medina e creare lì la superiorità numerica. E’ da li che creano i maggiori pericoli ed è da lì che arriva il gol di Duarte, Medina stringe troppo e semplifica il lavoro di Mendes che ha tempo per pensare e mettere dentro il pallone su cui arriva Duarte che batte il Dibu Martinez con un bel diagonale. La partita va ai supplementari, l’Argentina va di nuovo avanti con Lisandro Martinez ma loro non mollano e ritornano ancora una volta in partita, stavolta grazie al giocatore del Benfica Sidny Lopes Cabral che dall’esterno dell’area di rigore punta Mac Allister, lo salta con facilità e fa partire un destro che si insacca sotto l’incrocio. Indubbiamente uno dei gol più belli del Mondiale. Poi sul finale arriva il definitivo 3-2 dell’Argentina grazie all’autogol di Borges che sul colpo di testa di Romero devia la palla con la mano rendendo impossibile l’intervento di Vozinha.

IL “FENOMENO” VOZINHA
L’eroe indiscusso del Mondiale capoverdiano è stato indubbiamente Vozinha portiere 40 enne attualmente svincolato. Dopo la prima partita con la Spagna, dove il portiere ex Chaves ha fatto ben 7 parate, risultando il migliore in campo è esploso a livello mediatico. E’ diventato non solo l’eroe della nazionale, ma è diventato l’eroe di tutti. Vedere un 40enne fare parate importantissime come quelle contro la Spagna, oppure contro l’Argentina dove ne ha fatte addirittura 8 di parate, ha catturato per forza di cose l’attenzione di tutti, sui sociale prima aveva poche migliaia di follower adesso invece è arrivato a quota 20,9 mln di follower, per farvi capire più follower di società come Milan e Inter, più dell’Argentina e di tantissimi top calciatori e squadre di livello mondiale. Incredibile.
Togliendo ciò, il Mondiale del portiere capoverdiano è stato un percorso incredibile, anche la partita di stanotte contro l’Argentina lo ha visto come assoluto protagonista dove ha reso la vita difficile a Messi e compagni. Ha parato di tutto e lo stesso Messi a fine partita è andato da lui facendogli tanti complimenti, rimanendo addirittura shockato dal fatto che avesse 40 anni, i due poi si sono anche scambiati la maglia. Se Capo Verde è arrivato al punto di poter pensare di eliminare l’Argentina campione in carica lo deve soprattutto a lui. Sarà interessante capire adesso che prospettive di carriera ci sono per lui nonostante l’età.

NEL CUORE DI TUTTI
A fine partita i capoverdiani scoppiano in lacrime perché sentivano di potercela fare, di poter sorprendere ancora ma la verità è che ad aver vinto sono loro. Poche volte abbiamo visto un piccolo paese sorprendere e far parlare di sé come Capo Verde, poche volte abbiamo visto una squadra guadagnarsi la simpatia di tutti, poche volte siamo rimasti sorpresi così tanto. Capo Verde è una squadra che non ha nemmeno un giocatore dei top campionati europei, ma ha dimostrato che il calcio oggi è in continua crescita in tutti i continenti, in tutti i luoghi del mondo e il gap rispetto a prima è sicuramente meno evidente.Questo ce lo dice anche il tabellone degli ottavi di finale che vede solo 7 squadre su sedici provenire dal continente europeo, ce lo dice anche la sfida tra Germania e Paraguay che ha visto soccombere i tedeschi. Adesso con competenze tattiche riesci ad essere in partita contro chiunque, nel calcio attuale non ci sono più partite facili e scardinare i blocchi bassi è diventato complicato per chiunque.
Capo Verde è la perfetta rappresentazione del perché i Mondiali sono la competizione sportiva più bella che esiste sulla faccia della terra. Il Mondiale è magia pura, è il luogo dove tutti possono sognare, è d0ve l’Arabia Saudita può vincere contro l’Argentina che poi sarebbe diventata campione del mondo, è dove il Giappone può eliminare la Germania, è dove il Paraguay fa fuori la Germania di Nagelsmann, è dove il Costa Rica può battere l’Italia, è semplicemente la competizione dove tutto può accadere.
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