CHAMPIONS LEAGUE: L’ORGOGLIO DELLE ITALIANE
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Dopo l’eliminazione dell‘Inter per mano del Bodo Glimt, toccava ad Atalanta e Juventus rispondere presente ed evitare che per la prima volta nella storia del calcio italiano, nessuna squadra si qualificasse agli ottavi di finale di Champions League.
Entrambe chiamate a rimonte complicatissime visti i risultati dell’andata, i bergamaschi infatti dovevano ribaltare uno 0-2 contro il Dortmund, mentre i bianconeri sono chiamati a una rimonta ancor più complicata visto il 5-2 maturato in Turchia.
UNA DEA MIRACOLOSA
L’Atalanta di Palladino era la squadra italiana che aveva d’avanti a se forse l’avversario più complicato, visto che il Borussia Dortmund è una squadra abituata a giocare le fasi finali di questa competizione e visto anche l’ottimo periodo di forma. Nonostante ciò però ha disputato una partita stellare e ha fatto capire sin dall’inizio che la qualificazione agli ottavi era già tutt’altro che scritta.
L’avvio di partita dei nerazzurri è stato clamoroso, una sorta di onda gigante con il Borussia Dortmund che è affogato praticamente sin da subito. Già al 4° minuto Zalewski mette alla prova Kobel con una sorta di tiro cross sul quale lo svizzero è costretto a mettere le mani. La dea spinge tanto e due minuti dopo Zalewski innesca Bernasconi, il quale mette in mezzo e trova Scamacca che spinge il pallone in rete portando i suoi subito sull’1-0. L’asse Bernasconi-Zalewski-Scamacca mette in estrema difficoltà la difesa dei tedeschi e solo una grande parata di Kobel evita il gol, stavolta a Zalewski, dopo una splendida azione corale. Al 45° Zappacosta raccoglie un pallone sporco dal limite, calcia e complice una deviazione di Bensebaini batte Kobel facendo esplodere il suo popolo e soprattutto portando i suoi sul 2-0, che significa parità nel computo totale.
Il Borussia Dortmund nella ripresa prova ad alzare il ritmo e al 53° arriva la prima vera grande occasione dei tedeschi con Beier che scappa via a Kolasinac con d’avanti a sé un autostrada, il classe 2002 arriva d’avanti al portiere e colpisce un palo clamoroso. L’Atalanta però continua la sua partita asfissiante e al 57° un gran cross tagliato di De Roon trova Pasalic che conferma le sue grandi doti di inserimento e porta i suoi sul 3-0, che vorrebbe dire qualificazione. Kovac per provare a rimettere in partita i suoi, decide di mandare in campo Chukwuemeka, Fabio Silva, Yan Couto e soprattutto Adeyemi. Grazie a queste mosse aumenta l’imprevedibilità, la qualità e la velocità nel fraseggio del Dortmund.
La New Balance Arena è una bolgia, ma dopo l’ennesimo gol subito i tedeschi iniziano a giocare e a rendersi pericolo soprattutto con Guirassy e Fabio Silva che d’avanti alla porta sprecano due ghiottissime chance, complici però le grandi parate di Carnesecchi. L’avanzare dei gialloneri crea apprensione a Palladino che fatica a prendere le contromisure, e al 75° i timori dell’allenatore ex Fiorentina trovano conferma quando Adeyemi dopo una grandissima azione personale spara un siluro sotto l’incrocio e porta i suoi sull’1-3 che vorrebbe dire supplementari.
Dopo il gol del Dortmund naturalmente la partita scende d’intensità, con entrambe le squadre che hanno tutto l’interesse nel portarla ai supplementari. Al 94°, a recupero ormai quasi scaduto, Kobel sbaglia il rinvio in uscita e serve involontariamente Pasalic, che a sua volta serve Krstovic che però non riesce ad arrivare sul pallone per via di un intervento molto pericoloso di Bensebaini, che con una “tacchettata” colpisce sia pallone che testa dell’attaccante montenegrino. L’arbitro inizialmente giudica l’intervento sul pallone ma poi viene richiamato dal Var, e non può far altro che cambiare la decisione assegnando il calcio di rigore alla dea. Sul dischetto si presenta Lazar Samardzic che con un rigore da giocatore vero batte Kobel e fa esplodere di gioia i suoi tifosi portando i suoi sul 4-1. Gol che significa ottavi di finale
L’Atalanta è riuscita in un’impresa clamorosa, rimontando una squadra probabilmente più forte e lo ha fatto con una prestazione da grandissima squadra. I bergamaschi hanno giocato una gara senza paura, portando avanti il loro calcio intenso e rapido. Una gara che ha fatto capire ancora di più quanto Kolasinac sia fondamentale per questa squadra, l’ex Arsenal porta ruvidità ed estrema pulizia tecnica, fa sempre la cosa giusta. Molto molto bene anche Zalewski che si conferma l’intoccabile di Palladino, il polacco riesce a dare equilibrio alla squadra visto il suo applicarsi molto in fase difensiva, ma in avanti è comunque sempre una spina nel fianco con la sua capacità di saltare l’uomo e rifinire.
Prestazione enorme anche di Lazar Samardzic che ha fornito una prestazione veramente di altissimo livello. La giocata all’81° con la quale salta Bensebaini e poi tira fortissimo merita vendetta. La personalità con cui calcia il rigore al 97° minuto spedendo il pallone sotto l’incrocio è da giocatore speciale. Il serbo però non deve fermarsi qui e deve inanellare una serie di prestazioni positive, poiché il suo più grande limite al momento è la costanza di rendimento.
L’Atalanta ha battuto il Borussia Dortmund grazie all’intensità, al coraggio, ha sovrastato i tedeschi dal punto di vista fisico sin dall’inizio della partita. E questo per il calcio italiano è una novità. In questi giorni si è parlato tanto della bassa intensità del calcio italiano, beh ieri sera anche noi siamo riusciti a farci valere sotto questo aspetto.

LA JUVE HA UN PASSO DALL’IMPRESA
Juventus invece che si è dovuta arrendere al Galatasaray di Victor Osimhen, fornendo però una prestazione di assoluto livello e rispecchiando il motto del club “fino alla fine”. Una Juventus davvero eroica quella di ieri sera all’Allianz Stadium, che nonostante i suoi limiti è arrivata ad un passo dall’impresa storica.
La Juve approccia molto bene alla gara, come ci si aspettava con i turchi sin dall’inizio in difficolta. I bianconeri nella prima frazione creano tante potenziali occasioni soprattutto con Coinceicao, che però non riesce mai a trovare la porta. Al 35° Kephren Thuram viene steso in area di rigore da Torreira e l’arbitro assegna il calcio di rigore. Sul dischetto arriva Locatelli che spiazza il portiere del Gala e ridà vita alla qualificazione. Sullo scadere della prima frazione arriva una clamorosa occasione per la Juve, stavolta con David che non riesce a spedire in rete un gran pallone di Yildiz. Il canadese ha ciccato in maniera clamorosa la palla, servendo involontariamente Thuram.
A due minuti dall’inizio della ripresa arriva l’episodio che di fatto compromettere partita e qualificazione, quando Kelly viene espulso per un fallo su Yilmaz. L’inglese e il turco si contendo un pallone aereo, e sulla ricaduta l’ex Newcastle cade male sulla caviglia del giocatore del Galatasaray, con l’arbitro che prima estrae il giallo, che comunque era il secondo e ciò significava comunque l’espulsione, e poi dopo esser stato richiamato dal Var estrae il rosso diretto. Una scelta discutibile vedendo la dinamica, dato che il bianconero non mostra nessuna intenzionalità nel colpire il suo avversario, e soprattutto era in caduta.
La Juventus incredibilmente però, dopo l’espulsione gioca addirittura meglio chiudendo il Galatsaray nella sua metà campo. Al 54° Yildiz dopo una grande serpentina non riesce a battere Cakir. La Juve riapre il discorso qualificazione al 70° quando Gatti porta i suoi sul 2-0, sfruttando l’assist di Kalulu con l’italiano che a porta vuota doveva spingere solo la palla in rete. Al 77° Thuram con una grande giocata penetra nella difesa avversaria, il francese si presenta d’avanti a Cakir e con un tocco morbido prova a scavalcarlo. Il pallone termina alto e il francese per tutta la serata non si darà pace, con le telecamere che lo immortaleranno con le lacrime sul volto. Al 79° arriva un’altra grande occasione per i bianconeri stavolta con Yildiz, che a porta spalancata colpisce un palo clamoroso.
All’81° arriva il clamoroso 3-0 della Juventus con Weston McKennie che sfrutta la sponda di Koopmeiners e e di testa a mezzo metro dalla porta non può sbagliare, mandando in delirio il popolo bianconero. La partita prende la direzione turca quando al 95°, durante il primo tempo supplementare Zhegrova spreca una clamorosa occasione d’avanti a Cakir. Il kosovaro sull’altezza del dischetto anzi anche più avanti, sbaglia clamorosamente la conclusione angolando troppo. Dopo il gol sbagliato da Zhegrova, il Galatasaray alza i giri del motore e va vicino alla rete con Elmali che manca clamorosamente l’assist di Sane. Al 105°, in pieno recupero, prima Adzic e poi Boga sbagliano l’uscita col pallone tra i piedi facendo ripartire l’azione degli aranciorossi, con Yilmaz che serve Osimhen che fredda Perin e fa calare il silenzio nello stadio. Anche l’errore di Gatti nel cercare l’anticipo su Osimhen va sottolineato, era meglio temporeggiare in quella occasione. Gli errori di Boga e soprattutto di Adzic mandano su tutte le furie Spalletti, con l’allenatore italiano disperato. Al 118° minuto arriva il punto finale sulla partita con Baris Yilmaz che si presenta d’avanti a Perin e lo fredda con un tiro che passa sotto le gambe del portiere ex Genoa. La partita termina 3-2, con i turchi che passano soprattutto grazie al 5-2 dell’andata.
La Juventus ha disputato una partita eroica, ai limiti della perfezione ma subisce l’ennesima delusione di questo periodo. I bianconeri hanno asfissiato il Gala sin dall’inizio, con una gara “spallettiana”, fatta di aggressività e verticalità. La gestione dei cambi, dal mio punto di vista anche oggi è stata errata con Adzic e Miretti che dal loro ingresso non hanno portato nulla, anzi hanno fatto danni.
Una Juventus che deve aver sicuramente il rammarico di non esser riuscita a passare il turno, visto anche l’avversario abbordabilissimo sulla carta. Il Gala ha mostrato notevoli lacune sotto il profilo difensivo, nonostante fossero in vantaggio di un uomo, hanno sofferto tantissimo e non ci hanno capito niente. Dal mio punto di vista difensivamente parlando sono una squadra debole, fragile che può essere battuta da chiunque. Discorso diverso invece per quanto riguarda l’attacco, dove hanno grandi interpreti e il gol alla fine te lo fanno sempre. Il parco attaccanti è davvero notevole.
La Juventus esce dal campo sì delusa, ma altrettanto convinta di aver dato tutto, di esser andata oltre i suoi limiti e da quella sensazione che questo gruppo nonostante le difficoltà non molla mai.

DIGNITA’
Questa è la parola che userei per descrivere la serata di Champions League delle due italiane, entrambe hanno dato tutto, con una che l’impresa l’ha fatta sul serio, mentre l’altra ci è andata davvero vicino. Dopo l’eliminazione dell’Inter contro il Bodo Glimt, martedì sera c’era la convinzione generale che l’Italia avrebbe scritto un nuovo record negativo della sua storia, beh dopo la serata di ieri sera possiamo tirare un sospiro di sollievo.
Adesso per l’Atalanta sarà durissima visto il fatto che ad attenderla ci sarà una tra Bayern Monaco ed Arsenal, due delle super favorite alla vittoria finale. Sono sicuro però che indipendentemente da chi sarà l’avversario, l‘Atalanta darà filo da torcere.
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