PREMIER LEAGUE, TOTTENHAM: COSA PUO’ PORTARE TUDOR?
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Dopo la sconfitta subita per mano del Newcastle, la dirigenza del Tottenham ha deciso di esonerare Tomas Frank e di affidare la panchina a Igor Tudor con un contratto fino a fine campionato senza possibilità di rinnovo.
L’avvio di Igor Tudor non è stato sicuramente dei migliori vista la sconfitta subita nel North London Derby per mano dell‘Arsenal con un secco 1-4, subito d’avanti alla propria gente. Ci sono però delle attenuanti, ossia: tantissimi infortuni soprattutto in difesa e il fatto che è arrivato da pochissimo. Andiamo a vedere però cosa può portare l’allenatore croato al Tottenham e come può farlo uscire da acque pericolose.
COSA PORTA DI PARTICOLARE ALLE SUE SQUADRE?
Igor Tudor in tutti i suoi recenti incarichi è sempre subentrato a stagione in corso impattando sempre immediatamente sulle sue squadre, come ad esempio Lazio e Juventus. Il tecnico croato ha sempre portato aggressività alle sue squadre, grinta e spirito combattivo ma non solo. Infatti, oltre a ciò le sue squadre hanno praticato un calcio spesso gradevole dal punto di vista offensivo.
Il suo è un calcio rapido e aggressivo con la fase di pressing che è fondamentale nel suo piano tattico. Tutte le sue squadre hanno nel pressare subito l’avversario in fase di costruzione il suo marchio di fabbrica. Subito dopo aver riconquistato palla le sue squadre tendono a verticalizzare immediatamente , evitando il possesso palla.
Il suo modulo diciamo “di punta”è il 3-4-2-1 con gli esterni che giocano un ruolo fondamentale, per esempio nella Juventus abbiamo visto Nico Gonzalez a tutta fascia, stesso discorso vale per Cambiaso. Entrambi sono giocatori di gamba, e per lui questo è un aspetto fondamentale.
Naturalmente per giocare un calcio così aggressivo e intenso servono dei difensori molto abili fisicamente e con capacità di rincorrere per tutto il campo l’avversario. Va sottolineato come il suo sia un gioco molto dispendioso e che senza determinati tipi di giocatori è difficile reggere 90 minuti.
Quindi riassumendo il suo è un calcio di transizione rapide, verticalità, aggressivo e intensità. Questo mix ha portato comunque a fargli fare delle ottime esperienze ad come ad esempio quelle sulle panchine di Hellas Verona e Marsiglia.
Tutti questi elementi sono perfetti per il Tottenham dal mio punto di vista, poiché gli spurs con la difesa al completo sono in grado di reggere questa tipologia di gioco. Con la qualità di giocatori come Xavi Simons e Lucas Bergvall, ad esempio la verticalizzazione immediata sui piedi di Kudus o di Kolo Muani dal mio punto di vista sarebbe un’arma molto importante in questo finale di stagione.
La rosa al completo è strutturata quasi perfettamente sullo stile di gioco di Igor Tudor. Nel reparto difensivo abbiamo giocatori fisici e intensi come ad esempio Van De Ven e Romero; sulle fasce abbiamo qualità e quantità come Pedro Porro e Destiny Udogie, a centrocampo gente “dura” come Palinha, mentre in attacco c’è il suo pupillo Kolo Muani che sotto la sua guida ha ripreso a splendere.
Probabilmente il reparto meno adatto al suo tipo di calcio è il centrocampo, con gli spurs che si hanno tanta fisicità ma pochissima qualità tolto Palinha.
Penso però che sotto la sua guida giocatori come Bentacur, Kulusevski,Xavi Simons e lo stesso Kolo Muani possano rendere al massimo. Soprattutto gli ultimi due che nella gestione Frank si erano un po’ persi, soprattutto l’attaccante francese spesso in competizione con Richarlison e Solanke. Con Tudor può far rivedere ciò che abbiamo visto in Italia con la Juventus, sempre sotto la sua guida ossia gol, qualità e capacità nel far salire la squadra. Inoltre anche le sue doti nel pressare subito l’impostazione avversaria sono fondamentali.
Naturalmente ci sono dei contro, il principale è la tenuta nei 90 minuiti poiché come detto prima, il suo è un calcio molto dispendioso dal punto di vista fisico. Oltre a ciò, quando ci sono difese chiuse le sue squadre fanno un po’ fatica a trovare l’incastro giusto.

UNA SITUAZIONE NON FACILE
Al suo arrivo agli spurs la situazione del club è tutt’altro che rosea, con il Tottenham che a momento ricopre la 16esima posizione distante solo 4 punti dal West Ham terz’ultimo in classifica.
Oltre alla situazione di classifica c’è anche il problema infortuni che sta attanagliando non solo l’ultima stagione, ma in generale anche le ultime stagioni del club. Gestione degli infortuni criticata ampiamente non solo dai giornali ma anche dagli stessi giocatori, come ad esempio Romero che ha criticato pubblicamente la gestione dello staff medico. Perdere giocatori chiave ogni settimana non può essere altro che un fattore.
Oltre a ciò anche la situazione dirigenziale è tutt’altro che stabile dato che l’addio e le modalità di addio di Paratici non sono piaciute particolarmente alla presidenza del Tottenham. Oltre a ciò la squadra è ampiamente demoralizzata, con parecchi elementi che stanno rendendo al di sotto delle aspettative.
UN DESTINO GIA’ SEGNATO
Il destino dell’allenatore croato è praticamente già scritto vista la durata del contratto, che è di soli 4 mesi, e visto anche il fatto che non c’è nessuna opzione di rinnovo per il suo contratto. Tudor continua ad assumersi la sua etichetta da “traghettore”, ma a differenza delle altre volte dove c’era la possibilità di continuare comunque il suo percorso tramite il raggiungimento di alcuni obiettivi, questa volta ha scelto coscientemente, volendo provare a tutti i costi l’avventura nel campionato più bello del mondo.
Per quanto riguarda la panchina del Tottenham in vista giugno, sono tanti i nomi che si stanno facendo e sono tanti gli allenatori che si stanno offrendo tramite procuratori. La dirigenza degli spurs però ha già stilato una short list composta principalmente da due allenatori: Roberto De Zerbi e il ritorno di Mauricio Pochettino.
Il croato però in questi ultimi mesi della stagione deve mettersi in mostra e salvare a tutti i costi il Tottenham, cercando di plasmare la squadra secondo le sue idee, che dal mio punto di vista possono essere ottime in un campionato intenso, fisico come la Premier League. Inoltre c’è anche una fase finale di Champions League da giocare nella miglior maniera possibile, facendo sognare alla sua gente altre notti come quella di Bilbao.
Secondo te il Tottenham riuscirà a salvarsi sotto la guida di Tudor?
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