Il match del sabato pomeriggio del weekend di Serie A ha visto affrontarsi il Genoa di Daniele De Rossi contro il Napoli di Antonio Conte, entrambi alla ricerca di una vittoria per continuare la corsa per i rispettivi obiettivi.
Le squadre arrivavano a questa partita con umori differenti, gli azzurri vengono da una sofferta vittoria contro la Fiorentina che ha dato un po’ di fiducia all’ambiente, mentre i rossoblu venivano da una sconfitta probabilmente ingiusta contro la Lazio, ricca di polemiche arbitrali.
UNA PARTITA RICCA DI EPISODI
Pronti via ed arriva subito il primo colpo di scena del match del Ferraris quando Alessandro Buongiorno, al 1° minuto, sbagliando il retropassaggio verso Meret serve involontariamente Vitinha che ne approfitta e si invola verso il portiere azzurro, che a sua volta lo stende causando un calcio di rigore.
Sul dischetto si presenta Ruslan Malinovskyi che batte Meret con un tiro centrale ma potente e manda in deliro il suo popolo. Il Napoli si risolleva e rientra in partita con il suo giocatore più forte: Scott McTominay. Lo scozzese entra sia nel gol del pareggio che nel gol del sorpasso. Prima ,calcia da fuori con un bel tiro potente che il portiere del Genoa respinge il pallone in maniera non perfetta, che finisce sui piedi di Rasmus Hojlund che porta i suoi sul pareggio. Poi ancora dalla distanza con un altro gran destro che stavolta batte Bijlow e che permette al Napoli di andare sul 2-1 nel giro di due minuti, tra il 19° e il 21° minuto.
La stagione del Napoli però è maledetta e lo scozzese a fine primo tempo è costretto ad abbandonare il campo a causa di un problema muscolare. Ennesimo infortunio per gli azzurri che stanno decisamente compromettendo la stagione. Qualche domanda bisognerebbe porsela poiché non può essere solo sfortuna.
Il secondo tempo vede ancora un avvio disastroso da parte di Buongiorno che sbaglia uno stop semplice sul quale si avventa Lorenzo Colombo che gli strappa il pallone e si invola in solitaria, Meret non può nulla e il Genoa pareggia. Al 75° arriva l’ennesimo colpo di scena del match ,quando Juan Jesus si fa sfilare Ekuban che gli passa d’avanti con il difensore brasiliano che lo stende ingenuamente beccandosi il secondo giallo, lasciando in 10 uomini la sua squadra.
Il Genoa però non riesce a creare occasioni da gol limpide, complice anche il fatto che Conte ridisegna bene i suoi inserendo Olivera al posto di un Giovane praticamente impalpabile. Il brasiliano era anch’esso subentrato a inizio frazione al posto di McTominay. Partita non brillante da parte sua.
Il Napoli inzia a “sgonfiare” il pallone, spezzettando parecchio il gioco e guadagnandosi tanti falli. Al 90° Meret rilancia immediatamente in avanti alla ricerca di Hojlund, pallone su quale arriva Ostigard che a sua volta sbaglia l’appoggio di testa verso il suo portiere regalando il corner al Napoli. Corner che risulterà fatale poiché dal suo sviluppo Vergara si guadagna un rigore in un contatto piuttosto leggero con Cornet.
L’arbitro viene richiamato dal Var e assegna il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Hojlund che calcia un rigore terribile ma sufficiente per battere Bijlow che praticamente se la butta dentro mandando in delirio i tifosi partenopei.

IL PROBLEMA ARBITRI VA AFFRONTATO IMMEDIATAMENTE
Se pensavamo che lo scorso anno fosse stato l’anno più duro dal punto di vista degli errori arbitrali, beh ci sbagliavamo. Quest’anno ci sono errori praticamente in ogni partita, errori che condizionano partite e inevitabilmente i campionati delle squadre.
Ci dovrebbero spiegare il perché non ci sia mai uniformità di giudizio. Prendiamo per esempio il contatto di questa partita tra Vergara e Cornet. L’attaccante del grifone non affonda il piede, il quale accarezza praticamente quello di Vergara e l’arbitro giudica che dal campo quello non è rigore vista l’intensità minima. Il Var però lo richiama, Massa cambia decisione e assegna il penalty.
Il Var nasce con l’idea che deve intervenire solo sul chiaro ed evidente errore, e questo non lo era, anzi non era proprio un errore. Episodi simili come ad esempio il contatto tra Coinceicao e Gila in Lazio-Juventus oppure il contatto che ha coinvolto Fullkrug e un difensore del Genoa, sono stati valutati in maniera diversa ed entrambi erano più evidenti del rigore assegnati ieri.
Il problema è la mancanza di uniformità di giudizio, e questo aumenta naturalmente i retropensieri. Ogni settimana ne succede una e non si capisce mai quale sia l’effettivo regolamento visto che ognuno lo interpreta a suo piacimento.
Sempre rimanendo in casa Genoa, la scorsa settimana il primo rigore assegnato a sfavore dei suoi è assolutamente incomprensibile, come trovo incomprensibile quello assegnato contro Bartesaghi nella sfida con la Roma e quello contro Bremer nel match di Coppa Italia contro l’Atalanta. I difensori colpiscono il pallone col braccio ma in tutti questi casi vengono colpiti in maniera accidentale, fortuita dove non hanno praticamente controllo per via della distanza troppo ravvicinata.
Il Var non deve essere una moviola e gli arbitri non devono avere un regolamento proprio dove ognuno deve avere una sua interpretazione. Le regole devono essere chiare. In un altro articolo andremo a parlare più approfonditamente di questa situazione e anche dell’atteggiamento spesso inopportuno degli arbitri durante le partite.

IL SOGNO SCUDETTO E’ ANCORA POSSIBILE?
La risposta oggettiva e più logica a questa domanda è: probabilmente no. Ma il Napoli sta dimostrando di non avere l’assoluta voglia di abdicare prima del previsto e di provare a restare in scia di Inter e Milan. Lo sta facendo tramite il gruppo che Antonio Conte ha portato ad essere praticamente la copia di se stesso.
Non stanno mollando di un centimetro nonostante tutti gli infortuni e questo va sicuramente sottolineato. Che sono un gruppo speciale lo si capisce anche dal trattamento che Conte e i suoi giocatori hanno dato a Buongiorno autore di una pessima partita ma in generale di una stagione difficile. Lo hanno incoraggiato ed abbracciato, bellissimo gesto.
In questo momento pensare di recuperare l’Inter è veramente difficile con i nerazzurri che hanno 6 punti in più e una partita in meno, quindi è molto difficile ma sono sicuro che la squadra non mollerà tanto facilmente.
Parlando invece di cose più concrete, questa vittoria è molto importante per quanto riguarda l’obiettivo Champions League. Grazie a questa vittoria gli azzurri si mettono un po’ più al sicuro e mettono pressione alle altre dirette concorrenti.
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