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TORINO, LO SPROFONDO NEL BARATRO CONTINUA

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pierorutigliano19@gmail.com

In casa Torino sono giorni/ore/ mesi roventi con la tifoseria granata che dopo l’ennesima forte delusione è definitivamente stanca. L’umiliante sconfitta per 6-0 subita per mano del Como è un ulteriore boccone amaro da mandare giù e probabilmente mette definitivamente fine al rapporto già molto complesso tra Cairo e la tifoseria granata.

UN CAMPIONATO DISASTROSO

La sconfitta con il Como è l’ottava sconfitta nelle ultime undici partite e complici questi risultati di fatto la squadra di Baroni adesso si trova per forza di cose invischiata nella lotta per la salvezza. Le performance della squadra granata preoccupano e non poco. Poca voglia, poco attaccamento alla maglia, poca lotta e pochissima qualità.

La combo di questi fattori può essere devastante, il Torino sembra una squadra molle che non combatte e sembra non avere minimamente le armi per rialzarsi da questo momento.

Il reparto difensivo dei granata è un disastro, la squadra di Baroni infatti è la più perforata del campionato, sono ben 40 i gol subiti da Vlasic e compagni. Nonostante la difesa a 3 e quindi una maggiore copertura, fare gol al Torino in questo momento è una delle cose più facili sul pianeta.

Anche la fase offensiva non è un granché , con i granata che rientrano tra i peggior attacchi del campionato. In questo caso stanno influenzando tanto gli infortuni che stanno capitando a rotazione: prima Zapata e poi Simeone. Il colombiano tra l’altro viene anche dato come possibile partente.

vlasic

UN CALCIOMERCATO DA ANNI DISASTROSO COL SEGNO +

E’ chiaro che le colpe maggiori di questi risultati ma in generale degli ultimi anni della squadra granata non sono attribuibili ad allenatori e giocatori ma bensì al proprietario e presidente Urbaino Cairo. Il presidente granata sono anni che non ha più le risorse per potenziare e gestire una società importante come il Torino.

Di fatto le ultime sessioni estive sono praticamente mirate sulle plusvalenze e accomunate dal segno +, cedendo ogni anno i pezzi migliori sostituendoli con scommesse che nella maggior parte dei casi non si rivelano minimamente adeguate. Negli ultimi due anni il Toro è stato di fatto “smembrato” del suo DNA, i granata hanno perso due colonne come Alessandro Buongiorno e Samuele Ricci che sentivano la responsabilità e sapevano benissimo cosa volesse dire portare una maglia del genere.

Oltre a loro ci sono anche altre cessioni che pesano come un macigno sul raggiungimento degli obiettivi sportivi della squadra e sono quelle di Raoul Bellanova e Vanjia Milinkovic Savic. Giocatori importanti mai degnamente sostituiti. Se prima galleggiavi tranquillamente a metà classifica finendo anche nella parte sinistra della classifica, adesso per forza di cose ti ritrovi invischiato nella lotta salvezza.

Quest’estate nonostante i 42 milioni incassati dalle cessioni ,l’acquisto più oneroso della squadra granata è stato Zakaria Aboukhlal per 8 milioni dal Tolosa. Dietro di lui c’è Franco Israel prelevato dallo Sporting Lisbona per 4 milioni di euro.

Il 99% gli acquisti di quest’estate si sono rivelati completamente sbagliati che hanno abbassato ulteriormente il livello della squadra. Il portiere uruguaiano si sta rivelando un disastro, posizionandosi molto in basso nella classifica riguardante la percentuali di parate e dando sempre la sensazione che qualsiasi tiro possa finire dentro. Ha fatto talmente male che è stato sostituito dal secondo portiere Paleari.

Aboukhlal è invece una sorta di oggetto misterioso, spesso infortunato e quando sta bene comunque il campo lo vede poco. Inoltre quando chiamato in causa mostra di non essere adatto al livello della Serie A.

Per non parlare del fatto che sostituire Alessandro Buongiorno con Maripan e Coco suona quasi come una bestemmia.

SCELTE ERRATE E CADUTE DI STILE

In questi anni notevoli sono le figuracce che la società ha collezionato. Impossibile dimenticare il litigio in ritiro tra Juric e l’allora direttore sportivo Davide Vaganti con i due che sono praticamente arrivati alle mani.

Oltre a ciò c’è anche la questione allenatore da affrontare con i granata che in circa 21 anni hanno cambiato guida tecnica per ben 18 volte. Non è stata mai data praticamente a nessuno la possibilità di portare avanti un progetto. Per rimanere in tempi recenti, faccio fatica a capire l’esonero di Paolo Vanoli avvenuto la scorsa estate.

L’attuale tecnico della Fiorentina nonostante una rosa completamente distrutta e dei risultati altalenanti è riuscito comunque a portare i suoi all’ 11° posto. Ed è strano vedere che nonostante Baroni stia collezionando figuracce su figuracce stia ancora li sulla panchina.

Anche il ritorno di Gianluca Petrachi non sta dando i risultati sperati. Il Ds aveva annunciato una rivoluzione per il mercato di gennaio, al momento però più che rivoluzione il mercato del Toro sta vivendo un momento prolungato di stallo. Questo perché il neo Ds ha messo sin da subito fuori rosa alcuni elementi senza però trovargli prima una sistemazione , di fatto bloccando totalmente il mercato.

L’esempio migliore è Kristjan Asllani preso in prestito dall’Inter nell’estate passata. L’albanese non ha mai convinto e inoltre percepisce un ingaggio importante. Per tali motivazione il neo Ds lo ha di fatto estromesso dalla lista Serie A pensando che sarebbe stato più semplice trovare degli accordi con Inter e giocatore.

Naturalmente è andata male e il giocatore è ancora lì fuori rosa. Altri esempi sono Niels Nkounkou e Cristiano Biraghi.

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VENT’ANNI DI NULLA E UN RAPPORTO CON LA TIFOSERIA AI MINIMI STORICI

La presidenza Cairo però ha radici più profonde ed è impossibile non fare riferimento alla anche mancanza di infrastrutture che attanaglia il club granata. Il solo stadio Filadelfia come centro di allenamento non può essere adeguato per una società come il Torino. Inoltre il club avrebbe necessariamente bisogno di un nuovo stadio, con il Grande Torino totalmente inadatto per gli standard moderni.

Cairo continua a ribadire che il club non è in vendita e che lui è molto legato alla causa Toro, parole però che vanno in contrasto con i fatti. E’ triste vedere uno dei club più importanti della storia del calcio italiano in questa situazione senza apparentemente una via di fuga.

La conseguenza di tutto quello descritto fino ad adesso è un rapporto ormai completamente deteriorato con la tifoseria granata. I tifosi non mancano di far sentire il proprio disappunto sulla gestione Cairo con cortei e striscioni a volte molto duri. Il tifo granata è stato tanto paziente negli anni ma purtroppo ha dovuto arrendersi alla triste realtà. Celebri sono gli striscioni “CAIRO VATTENE

Penso che il Presidente Cairo dovrebbe farsi da parte e ad aprire a nuovi investitori. In questo momento non ha le risorse necessarie per sostenere un club di Serie A, ed è secondo me giusto valutare la cessione del club.

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