L’ARSENAL LO STA RIFACENDO ANCORA
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In casa Arsenal si sta per verificare l’ennesimo psciodramma della sua storia, con i gunners che al posto di dare l’accelerata decisiva stanno rallentando pericolosamente, come già accaduto più volte negli anni. Nelle ultime 3 partite di Premier League i gunners non sono riusciti a portare a casa neanche una vittoria rimettendo in gioco un Manchester City disastrato e l’Aston Villa di Emery.
STAVOLTA NON CI SONO SCUSE
Nelle ultime tre annate la squadra di Arteta si è sempre posizionata in seconda posizione mancando sempre di pochissimo l’obiettivo. Nell’annata 22/23 la squadra di Arteta aveva raggiunto un vantaggio di 8 punti sul Manchester City di Pep Guardiola, e anche nell’annata 23/24 i gunners sono riusciti a portarsi a casa un sostanzioso vantaggio sul City, stavolta di 6 punti. In entrambi i casi però l’Arsenal è stato rimontato e ha ancora una volta visto gli avversari alzare al cielo la Premier League.
Se le altre volte i gunners erano “giustificati” per il fatto che comunque le dirette concorrenti come Man City e Liverpool fossero più avanti, stavolta scuse non ce ne sono. L’Arsenal ha per l’ennesima volta fatto un mercato aggressivo e ha puntellato la rosa dove occorreva farlo.
All’Arsenal, tolto il reparto difensivo, non ci sono titolarissimi per via dell’altissimo livello tecnico che la squadra presenta, questo dovrebbe far capire che rosa abbiano a disposizione.

UN MERCATO CON UN SOLO OBIETTVO
La sessione estiva di calciomercato dell’Arsenal aveva un solo grande obiettivo: vincere la Premier League. Il Ds Berta ha portato all’Emirates Viktor Gyokeres, Eberechi Eze, Martin Zubimendi, Piero Hincapié, Christian Mosquera, Kepa Arrizabalaga e Christina Norgaard per un totale di 346 milioni di euro.
La qualità dei giocatori e la somma spesa sono chiari indicatori di cosa voglia e deve assolutamente raggiungere la squadra del nord di Londra. Attenzione però perché questo è un progetto che parte da lontano e anche le sessioni di mercato estive precedenti a questa sono state molto onerose.
Sin dall’arrivo dello spagnolo sulla panchina dell’Arsenal i gunners hanno speso tra gli 1,1 e gli 1,17 miliardi di euro vincendo 1 FA CUP e 2 Community Shield. Troppo poco se si considera la spesa.
IL PROBLEMA PUNTE
In questi anni vedendo giocare l’Arsenal abbiamo avuto tutti l’impressione che a questa squadra mancasse solo quel centravanti capace di mettere a segno numeri importanti e che ti facesse vincere le partite sporche. Impressione che anche il Ds Berta ha avuto sin dal suo arrivo e per sopperire a ciò è andato a prendere uno dei top 3 attaccanti del pianeta: Viktor Gyokeres dallo Sporting Lisbona.
L’impatto però non è stato quello che molti si aspettavano con lo svedese che sta faticando molto. Il “cannibale” sta faticando anche perché dal mio punto di vista non viene messo nelle condizioni di esprimersi al meglio, infatti il lo schema offensivo principale dei gunners è incentrato sulle ali.
Questo toglie di fatto l’ “aria” all’attaccante che fa della velocità, del cinismo, della forza fisica e della capacità di mangiarsi l’erba in campo aperto le armi principali del suo repertorio. Oltre a ciò c’è anche il fatto che di palloni realmente puliti gliene arrivano davvero pochi.
Prima dell’arrivo del migliore marcatore dell’anno solare, al suo posto c’erano attaccanti con caratteristiche diverse come Gabriel Jesus e Kai Havertz che facevano giocare la squadra in un certo modo. Anche loro però a livello realizzativo hanno faticato parecchio.
I due attaccanti appena citati giocavano e giocano da falso 9 facendo forse girare meglio la squadra ma mancando spesso l’appuntamento del gol. Sembra di vedere lo stesso percorso fatto dal suo maestro Guardiola con il City, con l’allenatore spagnolo che con il passare del tempo si è accorto della mancanza di una punta di alto livello che permettesse di raggiungere i massimi obiettivi possibili. Appena colmata questa lacuna con l’acquisto di Haaland il City ha vinto la Champions League, e no non è un caso.
Mikel Arteta però non è riuscito ad integrare lo svedese come Guardiola lo ha fatto con il norvegese e questo è un problema enorme. Va anche sottolineato che al momento sembra che la sua squadra non abbia grandissimi schemi offensivi per andare a fare male agli avversari. L’arma offensiva maggiormente efficace dei gunners, al momento, sono i calci piazzati e questo non è sicuramente un bene.
Anche i numeri testimoniano che c’è un problema attaccanti da affrontare, infatti possiamo notare che gli attaccanti abbiano gli stessi gol segnati dei centrocampisti: 15 a testa con Gyokeres miglior marcatore della squadra con 5 gol, primato condiviso con Leandro Trossard.
Se da un lato possiamo pensare che ciò è un bene poiché il gioco di Arteta premia gli inserimenti di Merino e dei suoi compagni di reparto, dall’altro lato però è indiscutibile pensare che se si vogliono alzare trofei gli attaccanti devono fare quello per cui vengono pagati: segnare.
Spesso vediamo la squadra di Arteta costruire il gioco sulle ali, cercandole di isolarle per permettere di puntare gli avversari e al contempo vediamo spesso il terzino che taglia dentro. Questo ormai gli avversari lo hanno capito e serve qualcosa di nuovo.

ANCHE QUEST’ANNO TROPPI INFORTUNI
Un’altra costante di queste annate sono gli infortuni. Anche quest’anno sono tantissime le problematiche fisiche che stanno colpendo i gunners con infortuni piuttosto lunghi che condizionano inevitabilmente la stagione. Sarebbe interessante capire il perché di tutti questi infortuni.
ADESSO NON SI PUO’ PIU’ SBAGLIARE
L’Arsenal in caso di vittoria contro il Manchester United avrebbe avuto l’occasione di chiudere di fatto la Premier League invece così non è stato. Inoltre il City nelle ultime 5 partite ne ha vinte solo una ed è proprio in questo periodo che la squadra di Arteta avrebbe dovuto effettuare lo strappo decisivo. Invece così non è stato, anzi.
Complice un Manchester City non irresistibile questo deve essere l’anno dell’Arsenal, non ci sono più scuse. L’Arsenal ha tanto talento, una rosa di altissimo livello con ricambi all’altezza ma sembra soffrire terribilmente la pressione quando la posta in palio si alza. Qui deve essere bravo l’allenatore ad entrare nelle teste dei giocatori e permettere a loro di fare quello step in più.
L’Arsenal non vince la Premier League dalla stagione 2003-2004, ben ventidue anni senza alzare al cielo il massimo trofeo inglese, troppo per un club del genere. E chissà che la panchina di Arteta non inizi a traballare in caso di ennesimo obiettivo mancato.
Pensi che ce la farà l’Arsenal ad alzare finalmente la Premier al cielo?
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