Il match probabilmente più atteso di questa 29esima giornata di Serie A era il big match dell’Olimpico tra Lazio e Milan visto che i rossoneri venivano dalla vittoria del derby e visto anche che, sabato l’Inter aveva perso punti contro l’Atalanta a San Siro nel match terminato per 1-1. Una partita che poteva riscrivere la storia di questo campionato e che i rossoneri non dovevano assolutamente sbagliare.
Lazio invece che praticamente non ha da chiedere più nulla a questo campionato vista la distanza importante dalle altre concorrenti per un posto in una coppa europea. Biancocelesti che però solo( così pare) per questa giornata riabbracceranno il pubblico che tornerà a riempire lo stadio per far sentire la sua vicinanza alla squadra di Sarri,e che quindi avranno una motivazione in più.
LA PARTITA
Sarri affronta questa partita pieno di mancanze visti i numerosissimi infortuni che hanno colpito i biancocelesti. Per fronteggiare il Milan l’allenatore toscano schiera un 4-3-3 composto da: Motta in porta, Provstgaard, Gila, Marusic e Nuno Tavares in difesa, a centrocampo ci sono Patric adattato come mediano, Taylor e Dele Bashiru, in attacco invece c’è il tridente composto da Maldini-Isaksen- Zaccagni.
Allegri invece conferma in toto la squadra che ha vinto e convinto nel derby con un’unica eccezione, ossia Jashari al posto di Rabiot squalificato.
La Lazio di Sarri parte molto bene soprattutto sulla fascia di Isaksen, con il danese che con la sua rapidità e con la sua potenza di corsa mette sin da subito in difficoltà Estupinan prendendolo spesso alle spalle. Ad avere la prima vera grossa occasione è però il Milan, al 22°, proprio con Estupinan che taglia dietro Isaksen e colpisce di testa da ottima posizione, palla che però esce di pochissimo. La risposta della Lazio arriva due minuti dopo con Taylor che da posizione impossibile calcia fortissimo e centra in pieno la traversa. Il vantaggio biancoceleste arriva con la giocata citata all’inizio, palla per Isaksen alle spalle di Estupinan, il giocatore della Lazio sorprende l’ecuadoriano e si lancia verso Maignan, lo batte e porta i suoi sull’1-0.
Il Milan nella ripresa entra un po’ meglio e cinque minuti dopo la ripresa una buona combinazione tra i rossoneri permette a Pulisic di arrivare al tiro, Motta però respinge bene e salva i suoi. Un minuto dopo arriva un’altra grande occasione per il Milan stavolta con Fofana che di testa da ottima posizione colpisce di testa troppo debolmente. Il secondo tempo è prettamente a stampo rossonero con i ragazzi di Allegri che però impegnano poco Motta, i rossoneri ci proveranno tante volte con Modric, Pulisic e Jashari ma senza mai andare veramente vicino al bersaglio.
I rossoneri perdono meritatamente 1-0 contro una Lazio molto rimaneggiata sprecando una grandissima occasione di riaprire tutto e fanno aumentare i rimpianti di una stagione che poteva essere diversa, con qualche accorgimento in più.

MILAN MOLLE, MAI CATTIVO E CON ALLEGRI IN CONFUSIONE
La partita del Milan è stata deludente sotto tantissimi punti di vista ma quello che personalmente mi ha deluso di più è la mancanza di mordente, di ferocia agonistica da parte di una squadra che aveva un’occasione unica di riaprire il campionato. Con tutto il rispetto per la Lazio, ma una squadra così in difficoltà va sbranata. Il Milan in quasi tutta la partita, tranne negli ultimi venti minuti, non è mai riuscito a vincere le seconde palle, e dal mio punto di vista questo aspetto ieri sera poteva essere un punto chiave vista la non grandissima imponenza fisica che i rossoneri avevano sul campo. Il giro palla della squadra rossonera è stato sempre molle, compassato, a tratti snervante. I rossoneri non sono riusciti ad approfittare delle numerosissime assenze biancocelesti, non hanno mai messo sotto pressione Patric adattato a mediano che quando veniva messo pressato andava in palese difficoltà.
Altro aspetto negativo della serata di ieri è stata la formazione iniziale e la gestione della partita da parte di Allegri. Il dare fiducia a Estupinan dopo il derby ci può anche stare, ma Bartesaghi stava bene e da sicurezza, e lo abbiamo visto quando è entrato in campo, con i rossoneri che hanno preso altro brio dopo che l’italiano ha sostituito l’ecuadoriano. Il cambio di Leao è un altro momento della partita che non ho capito, infatti il portoghese è vero che non stava giocando una partita brillantissima ma negli ultimi minuti si era mosso molto bene e stava facendo dei movimenti interessanti con Pulisic che non lo ha praticamente mai servito mandando in bestia Leao e tifosi. In quel momento andava tolto l’americano poiché in questo momento non è assolutamente al meglio e sembra aver perso fiducia, oppure Saelemakers che è sempre stato in difficoltà sin dall’inizio della partita, inoltre sarebbe stato interessante vedere Leao nel suo ruolo naturale.
Altro cambio che non ha capito è quello di Fofana per far subentrare Nkunku e passare ad un 4-2-3-1 con il francese trequartista. Il francese fino a quel momento era uno dei migliori dei rossoneri e stava giocando molto bene con quantità e qualità, cercando spesso il passaggio in verticale e accelerando le operazioni della squadra di Allegri. La confusione nella serata di Allegri la si capisce anche dal fatto che nel secondo tempo si son cambiati tre moduli: dal 3-5-2 al 4-2-3-1, dal 4-2-3-1 al 4-3-3. Insomma confusione e perdita anche di centimetri dentro l’area visto che erano usciti Tomori e Leao. L’evidenza più importante della serata rossonera riguarda l’assenza di Rabiot con il francese che porta la squadra su un’altra dimensione. Senza di lui il Milan perde qualità, potenza, centimetri, capacità di ribaltare l’azione, ma questo lo sapevamo già.
Il Milan spreca una grandissima occasione di accorciare sull’Inter e vede avvicinarsi pericolosamente il Napoli di Antonio Conte che adesso dista solo 1 punto.

IL PUBBLICO RIANIMA LA LAZIO
La Lazio invece disputa una partita seria sospinta da un pubblico straordinario come non si vedeva da anni. Una squadra che anche nei momenti di difficoltà della partita è stata spinta dalla sua curva e che ha cercato in tutti i modi di portare a casa i risultati. Molto bravo Sarri nel capire quale sarebbe potuto essere il punto chiave della partita, ossia la palla alta alle spalle di Estupinan. I biancocelesti hanno disputato un ottimo primo tempo, mentre nella ripresa si sono trincerati nella propria area di rigore e hanno respinto tutto ciò che potevano respingere.
A dar risalto ancora di più alla vittoria della Lazio ci sono le numerosissime assenza nel reparto difensivo e a centrocampo, con l’allenatore ex Napoli che ha dovuto adattare Patric d’avanti alla difesa. Molto bene per buona parte della partita Nuno Tavares che solo negli ultimi 20 minuti ha iniziato a mostrare i suoi limiti difensivi nella partita, per il resto però è stato un treno. Partita incredibile invece da parte di Gila che non ha sbagliato praticamente nulla, perfetto nelle letture e nei tackle, inoltre mostra un attaccamento alla causa non indifferente.
Per la Lazio la qualificazione all’Europa resta un miraggio visto che i biancocelesti distano ancora 7 punti dall’Atalanta settima in classifica, questa vittoria però dara benzina per il finale di stagione. Una domanda che mi faccio però riguarda la tifoseria: perché scegliere di entrare contro il Milan e disertare tutte le altre partite compreso il sentitissimo derby con la Roma?.
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