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SERIE A, MILAN: UN CROLLO CHE PREOCCUPA

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pierorutigliano19@gmail.com

Questa giornata per il Milan di Massimiliano Allegri poteva essere un giornata chiave, in un senso o nell’altro poiché vincendo avrebbe chiuso ogni discorso, in caso di sconfitta però le inseguitrici si sarebbero potute avvicinare pericolosamente. La partita contro l’Udinese di Runjaic poteva essere una partita trappola, è alla fine tale si è rivelata.

I ROSSENERI SOCCOMBONO A ZANIOLO E COMPAGNIA

Allegri questa partita l’ha preparata in modo diverso dal punto di vista tattico, infatti l’allenatore ex Juventus ha deciso di accontentare il popolo è ha scelto di schierare un 4-3-3 con il tridente composto da Pulisic a sinistra, Leao al centro e Saelemakers a sinistra. Col senno di poi è facile dire cosa non è andato, ma durante la gara si è notata la totale impreparazione dei giocatori rossoneri nel giocare in questa maniera, sembravano essere sempre fuori posizione e dei pesci fuor d’acqua. Ogni volta che i giocatori dell’Udinese saltavano la prima pressione, che spesso era fatta male, d’avanti a loro c’erano le voragini e soprattutto mancare erano le marcature preventive.

Sul primo gol ad esempio, Pavlovic non riesce ad abbattere Karlstrom, l’ 8 dell’Udinese serve Zaniolo che d’avanti a se ha tantissimo campo che l’italiano giustamente si prende e va in porta, con Atta che rifinisce complice la deviazione di Bartesaghi. Sul secondo gol se notiamo bene, vediamo che Modric sbraccia dopo che Keinan Davis riesce a vincere il duello col croato e con Pavlovic e serve uno Zaniolo completamente solo che ha tutto il tempo di sistemarsi il pallone e mettere un cioccolatino per la testa di Ekkelenkamp. Udinese che ha avuto veramente tante occasioni durante la partita per ampliare il vantaggio, con i rossoneri inermi se non fosse per qualche sporadica occasione creata più dai singoli che dalla squadra. Il terzo gol subito dai rossoneri è molto simile ai precedenti, recupero palla su Rabiot nel cerchio di centrocampo, la squadra rossonera era già in proiezione offensiva, questo significa che d’avanti ai giocatori bianconeri c’erano le praterie, Atta ne approfitta e fa 3-0. Un risultato durissimo.

Da questa partita si può trarre un significativo insegnamento: mai dare ascolto alla gente che non sa con che cosa ha effettivamente a che fare. Noi siamo bravissimi dal divano a dire che il Milan dovrebbe giocare col 4-3-3, con Leao e Pulisic nei loro ruoli ecc… ma la realtà è che questa squadra non è in grado di sostenere tre attaccanti, come ampiamente dimostrato lo scorso anno e che solo chi ci lavora tutti i giorni può capirne le dinamiche. Il lavoro che non fanno Pulisic e Leao in fase difensiva fa tutta la differenza del mondo, in questo caso in negativo.

E’ vero che il 3-5-2 toglie molta imprevedibilità ai rossoneri e “silenzia” i giocatori offensivi del Milan, ma è altrettanto vero che da stabilità e sicurezza alla retroguardia rossonera. Quello che si è visto sabato non è per niente un segnale incoraggiante per i tifosi rossoneri, personalmente mi ha preoccupato molto la dichiarazione di Rabiot che ha affermato che si è persa la voglia di correre gli uni per gli altri. Ok il Milan avrà perso le sue possibilità di giocarsi lo Scudetto, ma i rossoneri non devono assolutamente perdere di vista qual’è l’obiettivo cardine della stagione, ossia la qualificazione alla prossima Champions League.

AC Milan’s Youssouf Fofana during the Serie A soccer match between Ac Milan and Udinese at the San Siro Stadium in Milan , north Italy – Saturday , April 11 , 2026 . Sport – Soccer . (Photo by Spada/LaPresse)

I NUMERI DELLA CRISI

Il Milan con questa sconfitta è entrato ufficialmente in crisi, una crisi conclamata dai risultati e anche dalle polveri bagnate dell’attacco rossoneri. La squadra di Allegri in questo girone di ritorno viaggia ad una media di 1,75 punti a partita, una media nettamente inferiore rispetto ai 2,1 punti a partita nel girone di andata. Questo calo è molto simile all’ultimo Allegri della Juventus, infatti i bianconeri sotto la sua ultima gestione spesso partivano a razzo facendo grandi gironi di andata per poi calare in maniera importante nel girone di ritorno. Per i rossoneri questa è la quarta sconfitta nelle ultime sette partite. In queste sette partite il Milan non è riuscito a segnare nemmeno un gol in quattro partite, le conseguenze sono ovvie.

Anche la fase difensiva dei rossoneri in questo periodo è in flessione visto che nelle ultime tre partite ha subito ben 6 reti, una media di due gol a partita. Anche la gestione degli uomini offensivi mi lascia perplesso, sabato mi aspettavo che Gimenez partisse titolare o perlomeno fosse impiegato nel corso della partita, invece Allegri ha scelto di non schierarlo preferendogli Fullkrug. Una scelta completamente incomprensibile per me visto il non apporto dato dal tedesco e il rientro in buona condizione del messicano.

SAN SIRO FISCHIA

Ad aver peggiorato il pomeriggio rossonero ci ha pensato San Siro che ha fischiato forte la squadra al finire della prima frazione e soprattutto al fischio finale. Il pubblico di San Siro è un pubblico magnifico che in questi anni ha sostenuto in tutto e per tutto la squadra, sabato invece probabilmente è stato toccato il limite massimo e qualcosa potrebbe essersi rotto. Questo è un aspetto che per forza potrebbe incidere e non poco sulla testa dei calciatori. Il tifoso del Milan è stanco della mediocrità, della proprietà e di tutto quella che ruota attorno al club, e ieri ne ha dato la dimostrazione.

Discorso a parte lo merita Rafael Leao che al momento dell’uscita è stato subissato di fischi probabilmente per la prima volta da quando veste la maglia del Milan. Il portoghese ha giocato una pessima partita divorandosi un gol che era più facile da segnare che sbagliare, ha sbagliato tantissime giocate e fatto confusione in mezzo al campo. Lo stesso Leao era molto arrabbiato con se stesso al momento della sostituzione per via della sua partita , e i fischi di San Siro diretti a lui in questo momento potrebbero incrinare quel rapporto magnifico che aveva con la tifoseria rossonera. In questi anni il portoghese è stato uno dei beniamini della curva, questo grazie alle sue giocate e soprattutto grazie ad un amore da parte sua incondizionato verso il Milan. La curva rossonera nel corso degli anni gli ha dedicato addirittura dei cori, cosa che solo in pochi possono vantare.

Il Milan però per concludere bene la stagione ed evitare di fare la storia in negativo deve assolutamente ritrovare il Leao migliore possibile, poiché il portoghese è semplicemente fondamentale per la squadra. Poi a fine stagione sarà opportuno sedersi e decidere quale deve essere il suo futuro, e dal mio punto di vista la separazione è l’opzione migliore per entrambi le parti coinvolte.

Adesso il Milan non può più sbagliare ma per sua fortuna il suo destino è ancora tutto nelle sue mani.

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