CHAMPIONS LEAGUE, BARCELLONA-ATLETICO MADRID: ENNESIMO HARAKIRI?
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Dopo la giornata di martedì che ci ha regalato i successi del Bayern Monaco sul Real Madrid e dell’Arsenal sullo Sporting Lisbona, è di nuovo tempo di Champions League e quest’oggi parleremo della partita del Camp Nou tra Barcellona e Atletico Madrid. Una partita che sta diventando un classico di questa stagione viste le già numerose volte che si sono scontrate le due squadre.
Gara 1 sabato sera è stata vinta dal Barcellona con un gol nel finale di Lewandowski che ha ipotecato la Liga per i blaugrana, quest’oggi però la posta in palio forse è ancora più alta, con gli uomini di Simeone che hanno già fatto lo scherzetto alla squadra di Flick eliminandoli dalla Coppa del Re, dimostrando soprattutto di potergli fare male.
CUBARSI INCASINA IL BARCELLONA
Per affrontare questa partita Flick decide di schierare la formazione migliore possibile al momento, formazione dettata per forza di cose dalle assenze di Raphinha e De Jong, e anche dalle condizioni non ottimali di alcuni elementi. Schiera il suo classico 4-2-3-1 composto da: Garcia in porta, Martin e Cubarsi centrali, sulla fascia destra troviamo Kounde, sulla sinistra Cancelo, a centrocampo c’è il duo Pedri-Eric Garcia, sulla trequarti ci sono Olmo, Yamal e Rashford alle spalle di Robert Lewandowski.
Il Cholo Simeone invece stravolge la formazione rispetto a sabato, anche perché nel match di campionato ha deciso di far riposare molti titolari. Schiera il suo solito 4-4-2 formato da: Musso in porta, Molina sulla destra, centrali ci sono Le Normand e Hancko, sulla sinistra c’è l’italiano Ruggeri, a centrocampo al centro troviamo la coppia Koke-Llorente, sulla destra c’è il titolatissimo Simeone, a sinistra invece gioca Lookman, coppia d’attacco formata da Griezmann e Alvarez.
Come preventivabile il Barcellona parte fortissimo e ha subito una grandissima occasione quando l’Atletico sbaglia in fase di costruzione, la palla finisce sui piedi di Yamal che serve Rashford, l’inglese calcia ma trova le mani di Musso. L’Atletico risponde al Barca con il suo uomo più forte, Julian Alvarez semina il panico sull’esterno dell’area di rigore, ne salta un paio, si accentra e calcia però troppo centrale, trovando una parata facile di Johan Garcia. Al 13° arriva un’altra occasione per i blaugrana ancora con Rashford che calcia al volo, con il pallone che termina di poco al lato. Al 30° Pedri con una visione clamorosa trova Rashford che calcia ma trova una grandissima parata di Musso. Un minuto dopo Yamal mette in mostra un altro pezzo di bravura clamoroso quando decide di saltarne tre con l’elastico in area di rigore e per poco non segna un gol da sballo.
Al 40° arriva l’episodio che cambia la partita e che rischia di indirizzare fortemente la qualificazione. L’Atletico Madrid sorprende la difesa del Barcellona con un pallone in profondità sul quale si avventa Simeone, il quale sorprende Cubarsi che atterra l’argentino e si becca il sacrosanto cartellino rosso. Da quella punizione al limite arriva il gol dell’Atletico con Julian Alvarez che la infila sotto l’incrocio, togliendo le ragnatele e portando soprattutto i suoi sull’1 a 0. Un primo tempo dominato in gran parte dai blaugrana che hanno creato tante occasioni, con Yamal che ha fatto il fenomeno, ma con la squadra di Flick che ancora una volta viene purgata sui suoi limiti.
Il secondo tempo si prospetta complicatissimo e Flick per tentare di sopravvivere inserisce Gavi al posto di un Pedri un po’spento, sposta Rashford punta al posto di Lewandowski inserendo Fermin Lopez. La prima occasione della ripresa è del Barcellona con Yamal che al 50° mette in porta Rashford con un esterno paradisiaco, l’inglese prova a saltare Musso ma ci riesce solo parzialmente, e calcia sull’esterno della rete. L’ex Manchester United ci riprova due minuti dopo stavolta da punizione, anche questa volta trova Musso che devia la sua conclusione potentissima sulla traversa. Il secondo tempo vede il Barcellona controllare il gioco, con l’Atletico sempre guardingo e pronto a sfruttare le ripartenze, al 70° arriva il raddoppio dei colchoneros con Sorloth dopo una bellissima azione partita da Grizou che sventaglia verso Ruggeri, l’ex Atalanta mette un gran pallone in mezzo sul quale si avventa il norvegese che batte Garcia e porta i suoi sul 2-0. Il Barcellona gioca un secondo tempo di cuore, creando occasioni importanti su palla inattiva ma paga dazio l’errore di uno dei suoi gioielli, adesso ai blaugrana servirà un miracolo al ritorno al Wanda Metropolitano.

YAMAL IN “GOD MODE” NON BASTA, IL BARCA CONTINUA A PAGARE LA SUA OTTUSITA’
Il Barcellona disputa una buonissima partita, anzi ottima se consideriamo che hanno giocato per 50 minuti in 10, crea tanto, ha il controllo del gioco eppure ha perso 2-0. Lamine Yamal ha giocato una partita straordinaria, trascinando i suoi e lo ha fatto con delle giocate che in questo momento nessuno nel panorama mondiale è in grado di replicare, o quantomeno avvicinarsi. L’elastico in mezzo a tre, la serpentina in mezzo a mezzo Atletico Madrid nel finale, l’esternata che ha messo in porta Rashford. Giocate di un giocatore superiore, mi è piaciuta tantissimo la voglia e la rabbia che ci ha messo, peccato perché meritava un finale diverso.
La squadra blaugrana continua a pagare in campo internazionale la sua filosofia di gioco, in particolare quella del suo allenatore che non accetta compromessi. La difesa altissima in Champions League è un’arma difficilmente sostenibile fino in fondo e l’Atletico era già riuscito a trovare le sue vulnerabilità visto che in Coppa del Re non troppo tempo fa nella gara d’andata gliene ha infilati quattro in un tempo. Gli avversari con più qualità riescono spesso a trovare la combinazione giusta, poiché alla fine si tratta “solo” di servire con i tempo giusti i compagni che si buttano dentro. Magari contro le squadre non dotate di altissima qualità è una cosa che può funzionare e che ti permette un’immediata riconquista del pallone, ma contro le squadre superiori alla norma sono dolori.
Adesso al ritorno la squadra di Flick dovrà rimontare due reti e sarà durissimo considerando che la squadra di Simeone giocherà in casa in un Metropolitano che sarà infuocato, inoltre dovrà provare la mission impossible senza il suo totem difensivo.
IL CHOLO TORNA “VECCHIO STAMPO” PER UNA NOTTE
Simeone invece affronta questa sfida affidandosi alla sua vecchia versione di se stesso, squadra stretta e compatta, ripartenze fulminee. L’Atletico Madrid fa la sua partita, difende bene anche se concede qualcosa, ma a dir la verità è inevitabile quando ci sono certi giocatori contro. Il Cholo forse è l’allenatore più bravo nell’aver capito i tempi della difesa blaugrana e ogni volta che li becca contro lo dimostra. Quando si affrontano queste due squadre spesso per Flick sono dolori.
Sugli scudi Antoine Griezmann, il grande ex, che gioca una partita straordinaria, dettando legge e gestendo il pallone e i tempi della squadra in maniera perfetta. Il secondo gol nasce da una sua straordinaria sventagliata per Ruggeri, un gesto tecnico difficilissimo fatto sembrare la cosa più facile del mondo. Uno dei miei più grandi rimpianti è come è finita la storia tra Grizou e il Barca. Julian Alvarez invece si conferma essere giocatore da notti speciali, l’argentino indirizza la partita con un autentico gioiello su calcio di punizione e disputa una partita di livello altissimo. Stesso discorso fatto per il suo collega di reparto: gestisce i tempi, gesti tecnici fenomenali e tanta personalità. Sono ben 9 in 12 partite i gol messi a segno in questa Champions League
Il risultato dice che l’Atletico ha grandissime chance di approdare alle semifinali e al ritorno mi aspetto una partita in un clima incandescente dove probabilmente servirà la partita più cholista possibile.
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