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SERIE A, MILAN E JUVENTUS: UN DISASTRO EPOCALE

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pierorutigliano19@gmail.com

L’ultima giornata di Serie A ha espresso i suoi durissimi verdetti, con Milan e Juventus ufficialmente fuori dalla Champions League a discapito di Roma e Como che compiono una vera e propria impresa. In questo articolo ci soffermeremo leggermente sulle partite di ieri delle due squadre, molto più approfondito sarà il focus su come sono arrivate queste due gloriose società a questo punto. Una giornata che passerà alla storia, visto che quello che abbiamo visto è ai limiti della realtà.

IL MILAN L’HA FATTA VERAMENTE GROSSA

Il Milan prima del fischio d’inizio della partita contro il Cagliari aveva praticamente due risultati su tre per ottenere la qualificazione alla prossima Champions League, era difficile pronosticare che i rossoneri non sarebbero riusciti a qualificarsi vista anche la vittoria importante sul campo del Genoa la scorsa settimana. Invece, è accaduto l’impensabile. I rossoneri disputano una partita orribile mettendo in mostra un atteggiamento ai limiti del ridicolo, giocando una partita priva di intensità( se non in qualche istante), priva di tecnica e pienissima di confusione. La squadra di Allegri parte alla grande segnando dopo appena 2 minuti con Saelemakers che stavolta davanti al portiere è freddissimo, poi però i rossoneri si spengono completamente e subiscono in maniera pesante il palleggio del Cagliari a San Siro. I rossoblu iniziano a creare pericoli su pericoli, con il centrocampo del Milan che non riesce a fare filtro e alla fine da palla inattiva arriva il gol del Cagliari con Borrelli bravo a sfruttare la mischia in area di rigore. Il Milan fa una fatica enorme nel tenere il pallone e creare occasioni, e quelle che crea le spreca clamorosamente come ad esempio quella capitata sui piedi di Nkunku e la testa di Fofana. Il centrocampista francese è l’emblema della stagione del Milan, fa sempre 30 ma non fa mai 31. Al 57° i rossoneri completano l’impresa subendo il gol del 2 a 1 di Juan Rodriguez, sempre da piazzato, il difensore sfrutta un rimpallo e da due passi la mette dentro. La squadra di Allegri  ha mezz’ora per fare un gol e in mezz’ora produce poco e nulla, non impegnando mai Caprile e anzi, ha rischiato di subire un’imbarcata se non fosse per i miracoli di Maignan. Neanche l’inserimento di Modric in campo provoca quella scintilla che sarebbe stata vitale. Il Milan perde clamorosamente 2 a 1, mancando in maniera incredibile la qualificazione alla Champions League.

Il Milan disputa una grandissima prima parte di stagione lottando punto a punto con l’Inter e giocando anche un discreto calcio. La seconda parte di stagione invece penso sia una delle peggiori seconde parti di stagione di sempre. Ha viaggiato al ritmo di una squadra che deve salvarsi, aveva circa 12 punti di vantaggio sulle inseguitrici e negli ultimi due mesi dilapida questi punti facendosi raggiungere e superare. E le colpe sono di tutti, anche di Allegri che nelle sue ultime esperienza ha disputato sempre delle pessime seconde parti di stagione. Il Milan non ha mai giocato un calcio stellare, ma era solido e quando ripartiva i suoi giocatori avevano le idee chiarissime. Tutto questo negli ultimi due mesi non c’è stato. Una squadra della caratura del Milan non può assolutamente subire sempre il palleggio degli avversari, anche di avversari molto ma molto più scarsi rispetto a loro. Non è accettabile subire così tanto il Cagliari in casa che non si gioca più nulla, non è possibile subire in casa il Parma di Cuesta che ha una delle medie sul possesso palla più basse d’Europa. Anche la testardaggine sul modulo non mi è piaciuta, Allegri avrebbe dovuto lavorare tanto sul 4-3-3 oppure su moduli che implicassero l’uso delle ali per valorizzare Pulisic e Leao, che sono i giocatori offensivi più importanti che ha a disposizione il Milan. Doveva trovare equilibrio e non l’ha trovato.

Il risultato raggiunto dal Milan è la somma di tutti i disastri compiuti dalla proprietà e dalla dirigenza rossonera degli ultimi 3 anni. Tre anni di disastri, di lotte interne dove ognuno pensava al suo orticello al posto di mettere il Milan come centro assoluto, di incompetenza totale con gente che non ha le competenze per fare determinati ruoli. Gerry Cardinale ha più volte sbagliato ad affidarsi a determinate persone e non sa minimamente cosa è il calcio europeo e cosa è il Milan. Quello che è uscito in queste due settimane sul club rossonero è una roba che personalmente non ho mai visto da nessuna parte. Senior Advisor che chiama i giocatori per dargli dei consigli e suggerendo di non ascoltare l’allenatore, allenatore che scatena la sua stampa andando contro A.D, Senior Advisor e Capo Scout, A.D che ne ha fatte di cotte e di crude portando il Milan sul baratro( ne avviamo già parlato qui). Ieri sera mi aspettavo che la proprietà parlasse, convocasse una conferenza stampa invece Cardinale e Ibrahimovic hanno deciso di scappare, e stamattina il capo di RedBird ha deciso di convocare 6/7 giornalisti a lui affini mancando totalmente di rispetto ai tifosi. Era d’obbligo che qualcuno della società parlasse e spiegasse cosa ne sarà del Milan. Cedere ogni anno i migliori, estirpare il milanismo dalla società, portare avanti le proprie battaglie, eliminare il calore di San Siro, fare del male al Milan perché questo hanno fatto porta inevitabilmente a questo.

Adesso il club è alla ricerca di A.D, D.S e allenatore con Gerry Cardinale che al momento è impegnato in una serie di meeting volti ad individuare le figure adatte, secondo la stampa si va verso la rimozione totale del board dirigenziale attuale e del lato sportivo con Furlani, Allegri, Tare e Moncada che lasceranno il Milan. A decidere le figure di A.D e D.S e di conseguenza anche l’allenatore saranno Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic. Ma a dover cambiare deve essere anche la mentalità di Cardinale che deve vedere il Milan non come un asset, perché stiamo parlando di sport dove la vittoria e il successo sportivo devono avere l’assoluta precedenza, anche perché più vinci e più sei appetibile agli investitori. Questo è il Milan, il Milan è sinonimo di vittoria. Per fare ciò deve investire seriamente e non cedere i migliori per finanziare il mercato, così non si va da nessuna parte e soprattutto ci vuole chiarezza sul chi fa cosa. Il Milan e i suoi tifosi meritano di meglio.

 

 

LA STAGIONE DELLA JUVENTUS E’ UN PROSEGUO DELLE SCORSE ANNATE

Anche la Juventus termina il campionato in maniera orribile, pareggiando nel derby di Torino per 2 a 2. Partita che tra l’altro sin da prima del fischi di inizio partiva con premesse pessime visto quello che è successo fuori dalla stadio con un tifoso juventino rimasto gravemente ferito negli scontri antecedenti alla partita. Sulla partita della Juventus c’è poco da dire, i bianconeri giocano un grande primo tempo andando in vantaggio con un gran gol di Vlahovic, crea varie occasioni e po ad inizio ripresa va sul 2-0 ancora con Vlahovic. Crollano poi, come al solito, totalmente intorno alle metà della ripresa subendo prima il gol dell‘1-2 da Casedei, e poi il pareggio di Che Adams nel finale dopo un assedio da parte dei granata. La Juventus termina la stagione al 6°posto, dopo un’annata piena di turbolenze e non degna della sua storia.

La situazione in casa Juventus è molto simile a quella del Milan, anche qui infatti abbiamo delle grosse criticità a livello societario. La stagione della Juventus parte male sin dalla fine dell’ultima giornata della scorsa stagione quando Elkann e Comolli confermano Igor Tudor, che poi viene esonerato dopo 8 giornate senza avere minimamente l’appoggio della società che in quel caso ha compiuto solo una scelta economica.. Il dirigente francese ha compiuto disastri su disastri, impossibile non ricordare la chiamata a Gasperini dove chiede all’allenatore ex Atalanta i motivi per il quale avrebbe dovuto assumerlo. Anche il mercato è stato fatto da lui e le scelte compiute sono superiori al limite della follia, ad esempio l’ingaggio di Jonathan David a parametro zero strapagandolo, oppure l’ingaggio per circa 45 milioni di Lois Openda che non ha portato nulla alla squadra bianconera, tanto da essere relegato a riserva da Spalletti. Impossibile non citare anche l’ingaggio di Zhegrova, tanto bello da vedere quanto inefficace, oppure anche l’ingaggio di Joao Mario poi spedito al Bologna.  Non vedevo un disastro del genere in casa bianconera da tempi immemori.  La Juventus in questo momento è in totale confusione e anche in questo caso non si capisce chi fa cosa. Modesto è il D.T è non si è mai visto, Ottolini è il D.S e non si è mai visto, Chiellini parla e parla ma non si capisce che ruolo abbia nella società. La scelta di Spalletti che sulla carta dal mio punto di vista era ottima, si è rivelata anch’essa sbagliata o perlomeno problematica. L’allenatore ex Napoli inizialmente ridà entusiasmo portando la Juve a giocare un bel calcio ma sin dal primo istante si sono notate le fragilità di questa squadra, che ogni volta che viene attaccata subisce in maniera pesante. Anche qui devo fare una critica all’allenatore, poiché anche in questo caso noto un non adattamento ai giocatori presenti in rosa. Spalletti prende la Juve in sesta posizione e termina la stagione in sesta posizione.

Anche la situazione tra l’allenatore e l’Amministratore Delegato è tutt’altro che rosea, con Spalletti che sta cercando in tutti i modi di spingere fuori Comolli. L’allenatore nel mercato invernale aveva chiesto espressamente una punta con determinate caratteristiche, il dirigente francese invece non gli ha portato un bel niente viste anche le stringenti regole che i bianconeri hanno nei confronti dell’Uefa. Ai bianconeri però, a Gennaio, era stato proposto Malen ma il dirigente bianconero ha preferito non procedere poiché non convinto. Altro aspetto è la questione spogliatoio che nel caso bianconero è molto molto tossica, dove ci sono vari gruppetti e non una squadra. Ci sono addirittura indiscrezioni che parlano di un gruppo “storico” che comanda e ha il lusso addirittura di entrare nelle scelte degli allenatori. Follia, la società deve fare la società, i calciatori devono fare i calciatori

LE COLPE SONO ANCHE DEI CALCIATORI

Enormi le colpe delle rispettive società, ma importanti sono anche le colpe dei calciatori che non hanno il bagaglio emotivo per giocare in determinate squadra. Locatelli, Fofana, Di Gregorio,Gatti, Tomori ecc… non sono giocatori che possono giocare nella Juventus e nel Milan. E’ un dato di fatto.  Sento sempre deresponsabilizzare i giocatori, ma in campo ci vanno loro e sono loro che ogni settimana mostrano di non avere gli attributi giusti per giocare in queste squadre. I giocatori delle suddette squadre in questo periodo preferiscono mettere storie che promuovano le loro attività o per ribadire il loro status, piuttosto che mostrare vicinanza ai tifosi che in questo momento stanno soffrendo, sportivamente parlando. IL MILAN E LA JUVENTUS SONO SQUADRE STORICHE, GLORIOSE, RAPPRESENTANO IL TOP DEL TOP, ed è meglio che i protagonisti in campo se lo mettano in testa.

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