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FINALE CHAMPIONS LEAGUE: IL PSG VINCE ANCORA ED ENTRA NELLA STORIA

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pierorutigliano19@gmail.com

Alla Puskas Arena è andata in scena l’attesissima finale di Champions League tra i campioni in carica del Paris Saint Germain di Luis Enrique e i neo campioni d’Inghilterra dell’Arsenal di Mikel Arteta.  Le due squadre hanno disputato percorsi leggermente diversi, con i gunners che arrivano da imbattuti della competizione a questa gara e dopo essere arrivati primi nella league phase, discorso leggermente diverso per il Paris Saint Germain che nella fase a gironi ha perso due gare dando una sensazione di stanchezza , ma che ha fatto una straordinaria fase a eliminazione diretta battendo tutte le dirette concorrenti come ad esempio Bayern Monaco e Liverpool.

A questa gara le due squadre arrivano in maniera profondamente diversa, soprattutto a livello di energie poiché il Psg aveva praticamente vinto il campionato ad Aprile e ha potuto gestire le energie nel migliore dei modi, grazie anche al fatto che la Ligue 1 ha sempre privilegiato il Psg con il calendario, creando a qualche polemica. Discorso diverso per la squadra di Arteta che ha vinto il campionato all’ultimissima curva e viene da una stagione lunghissima, senza pause. Arrivano però comunque galvanizzati dalla vittoria della Premier League e questo poteva fare la differenza.

UNA PARTITA TESA E DI INTENSITA’ IN MEZZO AL CAMPO

Mikel Arteta per affrontare il suo connazionale decide di stupire un po’ con la formazione inserendo delle pedine che nelle ultime settimane non si erano viste, o almeno dall’inizio ,lo fa affidandosi al 4-2-3-1 e scegliendo Raya in porta, la coppia di centrali è la solita ossia Gabriel-Saliba, a sinistra c’è Hincapie che alla vigilia partita dietro Calafiori, sulla destra c’è Mosquera sorprendentemente titolare, a centrocampo la coppia di mediani è quella vista nelle ultime partite ed è formata da Lewis Kelly e la colonna Declan Rice, sulla trequarti ci sono Bukayo Saka, Odegaard e Trossard alle spalle dell’uomo delle finali Kai Havertz.

Luis Enrique invece si affida ai suoi titolarissimi e conferma in blocco l’undici visto nella finale di Monaco di Baviera contro l’Inter ad eccezione di Donnarumma andato via in estate a parametro zero. Lo spagnolo sceglie il suo 4-3-3 con Safonov in porta, Marquinhos e Pacho al centro della difesa, Hakimi sulla destra, Nuno Mendes sulla sinistra, a centrocampo troviamo Vitinha, Joao Neves e Fabian Ruiz in ballottaggio fino all’ultimissimo minuto con Zaire Emery, in attacco invece c’è la santissima trinità formata da Kvaratskhelia, Doue e il pallone d’oro in carica Ousmane Dembele.

La partita parte fortissimo, al 5° la partita viene stappata in maniera incredibile con Marquinhos che più o meno a metà campo nel tentativo di spazzare colpisce in faccia Trossard con il pallone che schizza sui piedi di Kai Havertz, il tedesco si lancia verso la porta di Safonov e lo fulmina con un gran tiro sotto la traversa portando i suoi sull’1-0.  Al 13° arriva la risposta del Psg con Doue, molto in palla, che imbuca alla grande l’inserimento di Fabian Ruiz, lo spagnolo però calcia largo. Che la partita non sarà bellissima lo si capisce subito anche per come ha deciso di affrontare la partita l’Arsenal, pressione forte e blocco basso. E’ una partita tosta, maschia, con tanti duelli a centrocampo e con poche occasioni, i parigini fanno tanta fatica a presentarsi dalle parti di Raya e ogni pallone in area per i giocatori del Paris Saint Germain trovava la ferocia di Gabriel e Saliba. Con circa il 24% di possesso palla l‘Arsenal va addirittura vicino al raddoppio, al 47°, quando Odegaard e Saka combinano sulla trequarti, l’inglese manda in porta Havertz, il tedesco calcia ma Marquinhos fa un intervento straordinario salvando tutto.

Il secondo tempo inizia più o meno con lo stesso spartito, anche se a dire la verità gli inglesi mettono in atto una pressione più alta andando a prendere i francesi sin dalla propria area di rigore. Al 62° arriva la sbandata di Mosquera che non segue bene lo scambia tra Dembele e Kvaratskhelia e atterra da dietro in maniera ingenua il georgiano causando un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Dembele che fredda Raya, fa esplodere di gioia i suoi tifosi e soprattutto porta i suoi sull’1-1. L’Arsenal inizia a sbilanciarsi un po’ sul finale di partita e il Psg ne approfitta andando a calciare più volte con Vitinha e Dembele senza però trovare la gloria. Al 76° Kvara fa una giocatona bruciando sul tempo Saliba portandosi avanti la palla con la testa e involandosi verso la porta di Raya, per fortuna dei gunners Lewis Kelly fa un recupero straordinario e con una deviazione sul tiro del georgiano salva tutto, con il pallone finito sul palo esterno. All’85° arriva un’altra grande occasione per i parigini con Barcola che viene lanciato da Fabian Ruiz sorprendendo la linea difensiva dell’Arsenal, il talento francese si invola in solitaria bruciando Saliba ma Raya fa un’uscita mostruosa, gettandosi sul pallone e salvando il risultato. All’89° altra occasione Psg con Doue che ne punta due e serve Vitinha, il portoghese calcia di prima e va vicinissimo all’incrocio dei pali. In pieno recupero l’Arsenal è ancora sbilanciato e viene ancora una volta bucato in ripartenza sempre con Doue che lancia in campo aperto Barcola, il classe 2002 però calcia male e la partita nei 90 minuti termina sul punteggio di 1-1, quindi si va ai supplementari.

I tempi supplementari vedono i gunners partire meglio, sembra che abbiano più energie rispetto ai rivali e al 101° una sgasata di Madueke mette in notevole difficoltà Nuno Mendes che atterra l’inglese a mio parere in modo scomposto. L’arbitro non fischia nulla ma quello dal mio punto di vista è calcio di rigore poiché l’inglese aveva rubato il tempo al portoghese. L’Arsenal però nei tempi supplementari ha un grande problema, ossia l’infortunio di Hincapie. L’ecuadoriano non ne ha più e fa fatica a muoversi, ma la mal gestione dei cambi di Arteta porta i gunners a giocare praticamente in inferiorità numerica con Hincapie che rimane in campo ma che gioca da fermo non riuscendo a muoversi. Qui si è vista la differenza tra un allenatore navigato come Luis Enrique abituato a giocare determinate partite, e Arteta che è alle prime armi nonostante un palmares già importante. Il Psg prova a sfruttare questa defaillance, ma fortunatamente per l’Arsenal i gunners reggono. Al 120° Gyokeres ha una grande chance per far vincere la partita ai suoi, semina il panico al limite dell’area di rigore, calcia ma l’intervento di Pacho salva la baracca. La partita va ai calci di rigore e vede trionfare i parigini grazie all’errore di Gabriel che calcia alto e fa esplodere di gioia i giocatori del Paris Saint Germain sotto la loro curva. I parigini vincono la seconda Champions League consecutiva, entrando nella storia di questa competizione al termine di un’annata lunghissima e destinata ad entrare nella storia.

IL PSG LO HA RIFATTO ANCORA

Qualche tempo fa su questo blog scrivevo “ IL PSG LO STA RIFACENDO ANCORA“, questo perché ho notato delle similitudini importanti tra la passata stagione e questa stagione. Fase a gironi altalenante, con picchi clamorosi e tonfi rumorosi, poi però quando conta gli uomini di Luis Enrique iniziano ad alzare il giro dei motori.Questo anche grazie alla preparazione di Luis Enrique svoltasi in quest’anno in maniera anomala visto che i parigini hanno terminato la stagione il 13 di Luglio dopo la finale del Mondiale per Club, e hanno ricominciato la loro stagione esattamente un mese dopo affrontando il Tottenham nella finale di Supercoppa Europea. Quindi pochissimi giorni di vacanza per i giocatori e praticamente nessuna possibilità di fare una preparazione adeguata. Luis Enrique è stato bravissimo nell’effettuare la preparazione tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, così facendo il Psg è arrivato al momento clou della stagione in palla.

Il Psg ha disputato una grande finale, diversa però da quella dello scorso anno dove aveva demolito l’Inter. Hanno dominato dal punto di vista del possesso palla, ben il 75% e hanno provato più volte a scardinare la muraglia dell’Arsenal provando con delle combinazioni ma senza sfondare. Il Psg le migliori occasioni le ha create nel secondo tempo quando dopo il pareggio, i gunners si sono sbilanciati e hanno concesso spazio alle ripartenze non sfruttate da Kvara e Barcola. La partita però dal mio punto di vista è stata vinta con i cambi, o meglio il timing dei cambi. Arteta quando i suoi non ne avevano più non aveva la possibilità di inserire nessuno, Luis Enrique invece è stato magistrale e lungimirante anche in vista dei calci di rigore. Poi vabbè anche l’atteggiamento dei calciatori è stato come al solito perfetto, abbiamo visto i tre attaccanti tornare nella propria area di rigore per recuperare il pallone e con Doue che insieme a Marquinhos è stato il migliore in campo. Il francese è stato il più pimpante e brillante dei tre d’avanti, ha svariato tantissimo per il campo, ha creato varie occasioni e ha sempre puntato gli avversari spesso saltandoli. A volte sembrava un centrocampista per la capacità e la conoscenza nel servire il pallone con i tempi giusti. Il difensore brasiliano invece ha fornito una prestazione da annali in questa competizioni, non ha sbagliato nulla ed è stato semplicemente perfetto. Pulito, elegante, capacità di impostazione, un difensore semplicemente incredibile e che merita quello che sta ottenendo anche per le grandi doti umane.

Il Psg inoltre, si sta dimostrando una squadra formidabile anche sui calci di rigore. Grazie a questo particolare, i parigini in questa stagione ottengono un trofeo per la quarta volta consecutiva: Supercoppa Europea contro il Tottenham, Supercoppa di Francia contro il Marsiglia, Coppa Intercontinentale contro il Flamengo e adesso la seconda Champions League consecutiva contro l’Arsenal. Un dato che dimostra la maturità, ma anche la consapevolezza raggiunta dalla squadra di Luis Enrique. Mi sento di dire che il Psg ha meritato la vittoria di questa competizione visto anche il percorso fatto dove sono stati battuti avversari di grande valore, uno su tutti il Bayern Monaco. Una doppia sfida intensissima e bellissima che rimarrà nella storia, che ci ha portato nel futuro. Calcio offensivo, 1 contro 1 continui, giocatori senza una vera e propria posizioni, dettare legge su qualsiasi in campo, scambi di posizioni queste sono le armi con cui Luis Enrique ha vinto e dominato ancora una volta.

Paris Saint Germain che grazie a questo trionfo entra nel ristrettissimo club di squadre che ha vinto la Champions League per due volte consecutiva, solo assieme al Real Madrid. Da quando è arrivato Luis Enrique il mondo del Psg è cambiato, no superstar dall’ego smisurato ma giocatori giovani, funzionali, forti che hanno voglia di spaccare il mondo. La cosa che mi preoccupa ma che allo stesso tempo mi affascina è che sono una squadra molto giovane e che come ha detto Doue nel post-partita è pronta per rivincere il prossimo anno. Congratulazioni a loro.

L’ARSENAL FA IL SUO MA NON E’ SUFFICIENTE

I gunners partono benissimo sbloccando la partita con un gol fortunoso di Kai Havertz, ma poi si consegnano totalmente nelle mani del Psg. Arteta fa bene a mettersi con il blocca passo e a rimanere comunque aggressivo nel pressing, ma quando i suoi avevano palla dovevano gestirla di più, abbassare il ritmo e imporre il proprio gioco al posto di spazzare sempre il pallone il più lontano possibile. Quelle volte che proponevano qualcosa in fase offensiva mostravano di avere le capacità di fare male alla difesa avversaria, o perlomeno di metterli in difficoltà. Francamente non ho capito il perché di certe scelte di formazione da parte di Arteta, mi aspettavo che Calafiori partisse titolare proprio per gestire meglio il possesso, per dare più imprevedibilità alla manovra e mi aspettavo anche Timber dall’inizio al posto di Mosquera, visto che comunque poi l’olandese la sua oretta di partita se l’è fatta. All’uscita delle formazioni ho subito detto che il Psg la partita la poteva vincere sul mismatch tra Mosquera e Kvara, non l’ha vinta ma così è stati visto che il rigore nasce dall’ingenuità del colombiano che segue malissimo Kvara nello scambio con Dembele.

Altro errore di Arteta è stata la gestione dei cambi e non l’ho capita. Ha inserito troppo tardi dal mio punto di vista Eze che poteva dare quel qualcosa in più sulla trequarti offensiva, errore ancora più grave è il non avere cambi durante i tempi supplementari giocando praticamente i 30 minuti restanti con un uomo in meno visto l’infortunio di Hincapie. Mi aspettavo una partita più coraggiosa, più arrembante ma così non è stato e questo è un peccato anche se capisco il piano partita di Arteta con i suoi che hanno difeso benissimo, e di questo gli va dato atto.

La stagione dell’Arsenal rimane comunque straordinaria, con i gunners che hanno vinto una storica Premier League dopo ben 22 anni di attesa al termine di una cavalcata bellissima e di una lotta serrata contro il rivale principale degli ultimi anni che inevitabilmente ha tolto energie. Hanno disputato due finali che seppur perse possono permettere al gruppo di crescere ancora e di fare quello step successivo anche in Europa. I gunners comunque escono da imbattuti nei 90 minuti dalla Champions League, non avendo perso neanche una partita e questo dimostra la solidità di questa squadra che dal punto difensivo dal mio punto di vista è indubbiamente la squadra di migliore del mondo. Miglior difesa in Premier League, miglior difesa in Champions League penso non serva altro per dimostrare la mia tesi. Non so cosa potrà portare il mercato in casa Arsenal, ma i gunners sono sulla strada giusta per trionfare anche in Europa. Congratulazioni anche ai gunners che hanno disputato una stagione che rimarrà nella storia.

Arsenal’s English midfielder #10 Eberechi Eze takes a penalty during the penalty shootout during the UEFA Champions League final football match between Paris Saint-Germain (PSG) and Arsenal FC at the Puskas Arena in Budapest on May 30, 2026. (Photo by FRANCK FIFE / AFP)

 

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