MONDIALI: MESSI, MESSI, MESSI
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La giornata di ieri passerà alla storia, già perché quell’alieno di Leo Messi ha scritto un’altra pagina di questo meraviglioso sport che è il calcio. C’era tantissima attesa sull’Argentina campione in carica in questo Mondiale e soprattutto su Leo Messi. In molti si chiedevano se fosse ancora in grado di reggere a determinati ritmi dopo aver deciso di lasciare il calcio europeo per andare in MLS all’Inter Miami. Beh direi che è ancora in grado, anzi è ancora il migliore.
L’esordio contro l’Algeria è stato memorabile, tripletta e aggancio a Miroslav Klose a quota 16 gol, fino a quel momento miglior marcatore di sempre della storia dei Mondiali. Il fenomeno argentino dimostra ancora di avere una classe senza tempo, e nonostante fisicamente non sia più in grado di correre come un cavallo per 90 minuti dimostra di essere semplicemente più intelligente degli altri e riesce a gestirsi nei 90 minuti alla perfezione grazie al radar che ha in testa. E poi la qualità superiore che possiede, quella non cambierà mai neanche a 90 anni.
SEMPRE PIU’ MESSI, SEMPRE DI PIU’ IL MIGLIORE DI SEMPRE
La partita contro l’Austria era attesissima, poiché se la pulga avesse segnato sarebbe diventato il miglior marcatore di sempre della storia dei mondiali e anche perchè avrebbe permesso all’Argentina di chiudere con una giornata di anticipo il discorso qualificazione alla fase ad eliminazione diretta. L’Argentina parte bene e si conquista subito un calcio di rigore con Lautaro Martinez che viene atterrato in area da due avversari. Sul dischetto si presente naturalmente Leo Messi che calcia malissimo e sbaglia incredibilmente il calcio di rigore. I fenomeni però non stanno troppo a piangersi addosso, anzi questa versione di Messi sembra leggerissima, sembra non portare più nessun peso sulle spalle dopo la vittoria del Mondiale in Qatar nel 2022. Al 38° il mondo si ferma e la storia viene scritta: Messi dal limite dell’area, dalla sua mattonella calcia alla perfezione verso l’angolino e mette a referto il suo 17° gol nella storia dei Mondiali, diventando il miglior marcatore di sempre della competizione. La parte finale dell’azione tra l’altro, ricorda terribilmente la rete del 2-3 al Bernabeu contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo nel 2017, dove Leo venne servito da Sergi Roberto nella stessa maniera in cui Medina lo ha servito ieri e la piazzò alla stessa identica maniera all’angolino.
L’Argentina dipende totalmente dal suo leader, quando c’è lui si sentono più forti, infonde fiducia e lo si vede sin dal riscaldamento. Il gruppo di Scaloni poi è eccezionale, lo protegge sempre e loro si affidano totalmente a lui. Siccome un gol non bastava, Messi ne fa un altro in pieno recupero siglando la rete del definitivo 2-0 e soprattutto è il suo 18esimo gol in un Mondiale. Un gol di cattiveria pura, è bello vedere un giocatore di 39 anni ribattere con così tanta foga su una respinta.
Messi si è presentato a questo Mondiale in condizioni perfette, nonostante avesse avuto un piccolo problema nel ritiro pre-Mondiale. Ciò che ci ha fatto vedere nelle prime due partite ha sorpreso un po’ tutti poiché in molti si aspettavano che questo per lui fosse un Mondiale dove ormai non aveva più nulla da chiedere e che quindi avrebbe inciso un po’ meno. Beh, è tutto il contrario. Come detto prima la cosa che stupisce è la leggerezza mentale che lui ha e che gli sta facendo godere quest’ultimo suo Mondiale in maniera migliore rispetto alle precedenti avventure. Sono ben 5 le reti in queste 2 partite, che lo collocano anche come l’attuale capocannoniere del Mondiale, giocatore senza senso.
A stupire è anche la condizione fisica, l’alieno di Rosario è tirato a lucido e lo dimostra il primo passo con cui accelera, quando parte è letteralmente imprendibile. Con il passare degli anni lo scatto sul lungo è inevitabilmente diminuito, ma sul corto non lo prendi mai e poi lui ha una capacità unica nel primo controllo che di fatto gli fa saltare solo col controllo due avversari.
In questi giorni sono molti i paragoni con Cristiano Ronaldo che non ha iniziato molto bene il suo Mondiale nonostante l’età simile, e in molti si chiedono come faccia Messi a reggere ancora a certi ritmi. La risposta è semplice: Messi non fa del fisico il suo migliore aspetto, Messi non ti fa solo l’ala ma ti viene dentro al campo, ti fa il playmaker, ha una qualità superiore a chiunque altro nei piedi e nella testa che gli fa sopperire l’avanzamento dell’età. Cristiano Ronaldo invece è un giocatore sì con un enorme talento ma che fa dell’aspetto fisico la sua arma principale, se perde la capacità dello scatto, di elasticità( come è normale che sia) è inevitabilmente che ci sia questo calo. Ma è un calo che come detto in un precedente articolo, parte dal Mondiale in Qatar. Messi è mobile, Ronaldo è statico e quindi di facile lettura per i difensori, e oltre a ciò Messi vince anche il duello sulla condizione fisica con l’argentino notevolmente più in palla rispetto al portoghese. Un’altra grande differenza che c’è tra i due è di come i due gruppi squadra abbiano accolto i due: Messi osannato dal suo popolo e dalla squadra, Cristiano Ronaldo invece viene visto come un peso poiché è un giocatore che va più dietro ai record, al segnare, che a creare un gruppo per una vittoria storica e le dichiarazioni di questi giorni lo dimostrano. L’Argentina si affida totalmente a Messi trattandolo come se fosse un Dio, il Portogallo invece serve Ronaldo come se fosse un obbligo e non lo riconosce come leader tecnico della squadra.
I paragoni ormai sono inutili e nonostante io non abbia mai visto Maradona se non tramite qualche video, dal mio punto di vista siamo d’avanti al più forte di tutti i tempi. La longevità, i record, ma soprattutto le emozioni che ti da quando riceve il pallone tra i piedi sono impareggiabili ed è abbastanza oggettivo dire che sia il miglior calciatore di tutti i tempi. Quello che sta facendo in quest’ultimo Mondiale è emozionante e un po’ mi provoca già tristezza poiché sappiamo tutti che questa è la sua The last dance. Non vederlo più dipingere calcio sarà un trauma, ma averlo vissuto nel suo “prime” e vederlo tutt’ora giocare ai massimi livelli è comunque bellissimo ed emozionante poiché solo quando si ritirerà capiremo cosa ha fatto Messi non solo nel mondo del calcio ma in generale nel mondo dello sport, come ha ispirato le persone e quali sono gli standard che lui ha fissato. Grazie mamma per avermi fatto nascere nell’era di Lionel Andres Messi Cuccittini.

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