Ieri pomeriggio a San Siro è andata in scena una delle partite più belle e folli degli ultimi anni di Serie A, con Inter e Napoli che non si sono risparmiate. Ad uscire vittoriosa è stata l’Inter di Chivu grazie ad una rimonta clamorosa conclusasi al 90° con il gol di Lautaro Martinez dopo un errore clamoroso di Anguissa sotto porta.
La cosa che emerge da San Siro, oltre alla forza dell’Inter che ha giocato una gran partita, è l‘incapacità dell’ Allegri negli ultimi tempi nel leggere la partita.
TIRAR FUORI HOJLUND E’ UN CRIMINE
Il Napoli inizia il secondo tempo alla grande, fa due gol in tre minuti con Politano e Hojlund ma poi fa ciò che non devi fare mai a San Siro: chiudersi dietro. E’ qui il primo errore di Allegri. Infatti tre minuti dopo l’Inter accorcia grazie a Lautaro Martinez. In questo caso l’errore è di Politano che si addormenta e battezza fuori il pallone sul quale Di Marco si avventa e mette in mezzo il pallone dell’1-2.
L’errore forse ancor più grave però è stato tirare fuori Rasmus Hojlund autore di una partita clamorosa fino a quel momento, l’unico in grado di portare a spasso Akanji e compagni. L’ex Manchester United ha doti incredibili nel reggere il contatto fisico, è un armadio, non lo sposti mai inoltre è dotato di una velocità fuori dalla norma ed è bravissimo nell’attaccare la profondità. Toglierlo per mettere Lucca è incomprensibile, soprattutto visto il momento della partita. Anche a livello di mentalità Lucca non è Hojlund, l’italiano non tiene una palla, non va a battagliare ed è molle. Il suo compagno di reparto è esattamente l’opposto. Il lavoro che fa Hoijlund nel proteggere il pallone, il modo in cui lo protegge è di tutt’altro livello. Capisco la stanchezza, ma tirarlo fuori è stato uno degli errori capitali di Allegri.

VALE LA PENA INSERIRE IN QUESTO MOMENTO KEVIN DE BRUYNE?
Allegri al 62° decide di sostituire Vergara e Politano per inserire De Bruyne e Neres. Vergara ha disputato una partita a due facce nel ruolo di mezz’ala: bravo nell’andare con forza e convinzione sugli avversari, meno bene invece nel gestire il pallone tra i piedi. Di fatto però la gamba ce le metteva sempre. Quando è entrato De Bruyne, invece gli azzurri hanno perso quell’intensità che avevano prima a centrocampo. Il belga in questo momento sembra non avere il passo e dal mio punto di vista non è ancora a suo agio negli schemi di Allegri. Ieri era una partita in cui si correva tanto e De Bruyne in questo momento fisicamente non sembra esserci. E’ qui che si vede il guizzo dell’allenatore, se pensi che in questo momento non abbia il passo lo lasci in panchina, anche se si chiama Kevin De Bruyne.
Che De Bruyne non sia al top lo si vedeva anche dalla scorsa partita con il Como, è monoritmo e non è brllante. Penso che non si possa discutere questo e dal mio punto andranno fatte delle valutazioni sul lungo periodo perché dopo l’infortunio grave dello scorso anno il belga non è più lui.
L’INGRESSO DI BADIASHILE E L’ABBASSARSI TROPPO
All’80° Allegri decide di passare al 3-5-2 togliendo dal campo Lobotka e Allison Santos inserendo Gilmour e Badiashile. Il passaggio a questo modulo è stata la condanna definitiva per il Napoli. Se vuoi sopravvivere in questi casi, quando la squadra di casa deve recuperare devi giocare, non arroccarti dietro. In questo modo mandi un messaggio indiretto alla squadra. L‘Inter infatti poi assedia ancora di più e chiude gli azzurri nella propria area, anche se poi concede ripartenze potenzialmente letali. Il gol del 3-2 però è sintomo di come il chiudersi in aria di rigore sia ormai passato di moda.
Soprattutto va detto che negli ultimi due anni le squadre di Allegri difendono male. Lo abbiamo visto negli ultimi tre mesi al Milan e lo stiamo vedendo in queste prime tre giornate con il Napoli. Negli ultimi due anni ho sentito dire dall’allenatore italiano spesso la frase “non abbiamo la percezione del pericolo“. E’ vero ma la colpa è dell’allenatore, è lui che deve mettere i suoi giocatori nelle migliori condizioni per difendere.
E adesso parliamo dell’ingresso di Badiashile che è stato pessimo. L’ex Chelsea si perde per qualche istante Marcus Thuram, istanti che sono fatali perché il francese taglia, l’ex Chelsea è in ritardo e il giocatore dell’Inter punisce. Ma non solo perché si vede che non è ancora a suo agio ed è ampiamente indietro di condizione visto il fatto che all Chelsea era fuori rosa praticamente da due anni. Qui la colpa è della dirigenza del Napoli, non capisco il perché di andare su un profilo del genere.
La questione dei cambi sbagliati da parte di Allegri è una cosa che ci portiamo indietro già da un anno, quando era al Milan. Molte volte i suoi cambi sono stati tardivi o deleteri, che portavano le sue squadre ad abbassare ancora di più il baricentro e a subire troppo. Questa eccessiva voglia di proteggere il risultato in questo modo non paga più, lo abbiamo visto ad esempio nell’ultima giornata di campionato tra Milan e Cagliari, dove dopo il primo gol fatto si è arroccato dietro. Adesso per sopravvivere bisogna provare a giocare, anche se l’avversario è più forte. Ieri le uscite dal basso in casa Napoli sono state pessime, con gli azzurri che hanno faticato troppo. Anguissa e lo stesso Lobotka non sono riusciti a gestire la pressione dei nerazzurri e da giocatori esperti come loro non te lo aspetti. Malissimo tecnicamente entrambi e ad oggi non vedo grandi capacità di costruzione in casa Napoli, complice il fatto che i difensori centrali non dispongono di grande tecnica, se poi ci aggiungi che non ci sono neanche le idee… .
Se Anguissa avesse messo dentro quel pallone al 90° probabilmente parleremmo di altro, ma la realtà ci dice che il Napoli non difende bene, è fragile , neanche Allegri sta riuscendo a dare quella sicurezza che serve. Per dire che siamo alla fine di un ciclo è troppo presto, ma la sensazione è che bisogni ri-iniziare da capo. La stagione del Napoli parte in salita.

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