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EUROPA LEAGUE, ASTON VILLA: UNA RIMONTA TUONANTE

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pierorutigliano19@gmail.com

Al Villa Park è andata in scena una partita importantissima, forse la più importante da almeno due decadi a questa parte per entrambe le squadre. L’Aston Villa di Emery prima di questo ritorno della semifinale di Europa League contro il Nottingham Forest partiva da una posizione di leggero svantaggio visto la sconfitta maturata al City Ground per 1 a 0.

Per il Nottingham vincere questa partita significava giocarsi fino alla fine le possibilità di qualificarsi in Champions League dopo un campionato pieno di difficoltà , e soprattutto tornare ad alzare un trofeo importante. Per i villans invece terminare con questa stagione con un trofeo di questa caratura e una qualificazione in Champions League tramite campionato certificherebbe il lavoro magnifico svolto da Unai Emery in un’annata difficile soprattutto dal punto di vista societario.

UNA PARTITA SENZA STORIA

Unai Emery decide di sorprendere tutti con una formazione particolare, sulla carta si schiera con il suo classico 4-2-3-1 con Martinez in porta, Cash sulla destra, Digne sulla sinistra, al centro la coppia di difensori centrali è formata da Pau Torres e Konsa, a centrocampo il duo di centrocampisti è formato dal solito Youri Tielemans e dalla sorpresa Lindelof, di professione difensore centrale schierato nei due di centrocampo, in avanti il tridente sulla trequarti è composto da Rogers, McGinn e Buendia alle spalle del super bomber Ollie Watkins.

Il Nottingham Forest, invece, si presenta a questa partita con una defezione importantissima visto l’infortunio alla testa piuttosto serio subito da Morgan Gibbs-White durante l’ultima partita di campionato contro il Chelsea. Vitor Pereira sceglie di affidarsi ad un 4-4-1-1 composto da Ortega in porta, la coppia di centrali è formata da Milenkovic e Morato, sulla destra troviamo Cunha, a sinistra c’è Williams, a centrocampo la coppia di centrocampisti centrali è formata da Anderson e Dominguez, sulla destra a fare l’esterno c’è Hutchinson, sulla sinistra McAtee, sottopunta troviamo Igor Jesus alle spalle di Chris Wood.

Che non ci sarebbe stata storia lo si capisce sin dai primi istanti di gioco con l‘Aston Villa che pressa qualsiasi cosa e che ha tanta tanta grinta. I villans mettono sin da subito alle strette il Nottingham pur non riuscendo a concludere in occasioni da rete i molti buoni presupposti creati. A sbrogliare la situazione ci pensa Emiliano Buendia, che al 35° con una giocata nello stretto di altissimo livello salta due avversari, si porta sul fondo e mette un pallone in mezzo che non vedeva l’ora di essere spinto in porta, Watkins non manca l’appuntamento e porta avanti i suoi, pareggiando il risultato nella doppia sfida. Una giocata alla Neymar, alla Cherki, una giocata alla Fifa Street. Il primo tempo si conclude con la squadra di Emery che spinge con ancora più insistenza verso la porta di Ortega.

Il secondo tempo si apre con un’enorme ingenuità di Milenkovic che trattiene in maniera molto prolungata Pau Torres, causando un ingenuo calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Buendia che corona la sua prestazione con un calcio di rigore perfetto che porta i suoi sul 2 a 0 e soprattutto in vantaggio nella doppia sfida. Al 70° arriva forse l’unica vera occasione del Nottingham Forest con Wood che si divora il gol del 2-1 a tu per tu con Emiliano Martinez, l’australiano non calcia benissimo e il portiere argentino riesce a respingere il pallone con il piedone. I padroni di casa chiudono definitivamente i giochi al 76°, quando Pau Torres pesca con un gran lancio Morgan Rogers che si appoggia a Watkins, l’inglese serve con i tempi giusti McGinn che apre il piattone e con un gran destro a giro batte Ortega. La serata di grazia dello scozzese non si conclude qui visto che pochi minuti più tardi batte ancora una volta Ortega, stavolta con un tiro sul primo palo, dopo un recupero palla sulla trequarti del Nottingham da parte della squadra di Emery. I villans battono i reds per 4-0 in un ritorno senza storia e che indica chiaramente chi è la grande favorita nella finale.

IL RE DI COPPA

Questa ennesima finale di Europa League conquistata da una squadra di Emery cementifica chi è il vero re di questa competizione. Detiene già adesso il record di ben 4 Europa League vinte con le sue squadre(Villareal, Siviglia,) e adesso vuole fare la storia di un altro club. Il percorso sulla panchina dell’Aston Villa è un percorso di altissimo livello, sempre in crescendo portando un club che era in totale decadenza ai vertici del calcio inglese nel giro di pochissimi anni. L’Aston Villa è un osso durissimo per chiunque, anche per club più blasonati come ad esempio il Paris Saint Germain che lo scorso anno per eliminare ai quarti di Champions League gli inglesi ha dovuto sudare le cosiddette sette camicie.

La partita d’andata era troppo brutta per essere vera , la sfida di ritorno invece è stata una rappresentazione dei giorni migliori dell’Aston Villa. Va sottolineata anche la non prestazione della squadra di Nottingham che ha disputato una non partita, colma di paura questo grazie anche all’assenza di Gibbs-White leader assoluto della fase offensiva della squadra. Qualità, aggressività, determinazione e una fase difensiva impeccabile hanno permesso ad Emery di approdare in finale dove ci sarà la sorpresa della competizione: il Friburgo di Vincenzo Grifo. Una partita alla portata ma che non va sottovalutata visto che l’Aston Villa non vince un trofeo dal 1996( quella volta fu la League Cup contro il Leeds), e chi se non Emery per sfatare questo tabù e riscrivere ancora una volta la storia.

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