CHAMPIONS LEAGUE: MAN CITY-REAL MADRID: I BLANCOS VOLANO
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La partita di ritorno che mi incuriosiva di più era senza dubbio Manchester City-Real Madrid visto che i cityzens dovevano provare a ribaltare il risultato di 3-0 maturato dai blancos all’andata. Una partita che doveva mandare dei segnali in casa City, dall’altra parte invece il Real Madrid doveva comunque non sottovalutare la squadra di Guardiola nonostante il vantaggio di 3 reti, viste le enormi risorse della squadra blu di Manchester e mostrare che la strada intrapresa di Arbeloa è quella giusta.
LA PARTITA
Guardiola per provare a ribaltare questa partita decide di affidarsi a una formazione diversa dall’andata, sicuramente particolare e dal mio punto di vista non corretta viste le esclusioni e lo stato di forma di alcuni giocatori lasciati fuori. L’allenatore spagnolo schiera un 4-2-3-1 con Donnarumma in porta, difesa composta da Khusanov, Ruben Dias, Matheus Nunes, Ait-Nouri, a centrocampo invece c’è il duo Rodri–Bernardo Silva, sulla trequarti presenti Cherki, Reijnders, Doku alle spalle di Erling Haaland. Incomprensibile dal mio punto di vista lasciare fuori Semenyo che è il giocatore più in forma probabilmente della squadra. Una formazione quella di Guardiola molto offensiva e votata tutta all’ attacco.
Arbeloa invece che si schiera con un 4-4-2 e riconferma per 10/11 la formazione dell’andata: Courtois in porta, Huijsen, Rudiger, Alexander Arnold e Fran Garcia in difesa, a centrocampo invece una linea a 4 formata da Tchouameni, Guler, Valverde e Pitarch, in attacco invece presente Vinicius Jr e Brahim Diaz.
La squadra di Guardiola parte fortissimo e al 2° minuto hanno già un occasione con Cherki che calcia verso la porta e impegnando sin da subito con Courtois. Due minuti dopo c’è un’altra grande occasione per i cityzens stavolta con Rodri, che si inserisce e calcia forte verso la porta impegnando in maniera importante il portiere belga. Il Real dopo l’inizio forte dei padroni di casa prende le misure e al 18° arriva l’episodio che cambia il match quando Vinicius viene lanciato un profondità, punta la difesa avversaria, rientra e calcia sul palo opposto colpendo in pieno il palo e sempre sul proseguio dell’azione il brasiliano si ritrova di nuovo a calciare verso la porta con Bernardo Silva che salva sulla linea. Il salvataggio del portoghese però è con la mano, l’arbitro viene richiamato al Var e non può far altro che estrarre il rosso e assegnare il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Vini jr che stavolta spiazza Donnarumma e porta i suoi sull’1-0 chiudendo il discorso qualificazione. Il City subisce tantissimo il gol del Real, i blancos continuano a spingere e al 24° arriva una grandissima occasione con Vinicius che d’avanti a Donnarumma la manda in curva. Il brasiliano tre minuti dopo ha un’altra occasione stavolta ancora più grossa, infatti l’ex Flamengo viene messo in porta da Guler, con tutto lo specchio a disposizione ma sbaglia ancora mandando di un soffio a lato. Al 37° Tchouameni imbuca splendidamente per Brahim, il quale sguscia via ubriaca Ruben Dias e calcia verso la porta, ma Donnarumma para.
Il City nonostante l’inferiorità numerica prova a rimettersi in partita e lo fa con il suo bomber Erling Haaland che mette dentro il pallone dell’1-1, dopo essersi avventato su un cross sporco. Un gol da attaccante vero. Il secondo tempo per il Real è una passeggiata con i blancos che gestiscono bene la situazione di punteggio, concedendo il possesso palla al City e ripartendo appena possono. Nella seconda frazione il City ci mette tanto cuore e con la spinta dell’Etihad prova ad impensierire il Real ,ma non ci sono grosse emozioni se non alcuni tiri da fuori di Cherki e Rodri. Il Real al 93° si toglie addirittura lo sfizio di vincere all’Etihad Stadium grazie a Vinicius che con un bel piattone al volo spinge in porta il gran cross di Tchouameni, spiazzando Donnarumma.
Il Real Madrid per la quinta volta su sette in una fase ad eliminazione diretta elimina il Manchester City e vola ai quarti di finale dove con gran probabilità troverà il Bayern Monaco. Una sfida che si preannuncia stellare.

QUALIFICAZIONE SENZA STORIA
Al momento del sorteggio una buona maggioranza degli addetti dei lavori dava come favorito al passaggio del turno il Manchester City, avendo anche delle buone motivazioni. In primis lo slancio che il City aveva ripreso rimontando tanti punti all’Arsenal in Premier League rimettendosi con forza nella corsa al titolo, e anche per i tantissimi infortuni che i blancos hanno subito in quest’ultimo mese tra cui Mbappe e Bellingham.
I blancos però tra andata e ritorno hanno dimostrato perché sono il più grande club della storia e hanno demolito la squadra di Guardiola, soprattutto all’andata. Entrambe le gare hanno vista la squadra madrilena imporre la propria strategia con Arbeloa bravissimo a incartare Guardiola sia all’andata che al ritorno. Il punto chiave di questa doppia sfida è stata la tenuta difensiva, i blancos l’hanno fatta magnificamente, i cityzens non l’hanno fatta proprio. Questo grazie al centrocampo comandato da Tchouameni che ha giocato una doppia sfida stratosferica, come forse non giocava da tempo. Perfetto in tutte le fasi, e con Rudiger a guidare la difesa anche Huijsen ha ripreso slancio.
Vinicius jr dopo la vicenda deplorevole che lo ha coinvolto negli spareggi play-off contro il Benfica aveva una voglia matta di incidere e decidere, e lo ha fatto. Doppietta al ritorno e tutti a casa. Il brasiliano tra l’altro sembra essere tornato quello dei giorni migliori e questo fattore rischia di incidere tantissimo nella corsa al titolo.
E poi non si può non soffermarsi su Federico Valverde, l’uomo che ha cambiato la storia della qualificazione e che rischia di cambiare la stagione del Real Madrid. La prestazione dell’andata con forse la tripletta più bella di sempre, resterà nella storia di questa competizione. Al ritorno è stato meno appariscente rispetto all’andata ma ha disputato anche stavolta una partita perfetta. Il suo lavoro di copertura per aiutare Alexander-Arnold nella fase difensiva è uno dei punti chiave su cui Arbeloa ha costruito la qualificazione.
Le buone notizie per il Madrid però non sono finite qui visto che nel corso della partita di ritorno ha recuperato Mbappe e con Bellingham che sta tornando ad allenarsi con frequenza in gruppo e che quindi a breve tornerà a pieno regime. Adesso per i blancos ci sarà con molta probabilità il Bayern Monaco, in una sfida che sa molto di finale anticipata.

GUARDIOLA-CITY E’ ORA DI DIRSI ADDIO?
Sponda blues sono inevitabili le domande sul futuro di Pep Guardiola a maggior ragione dopo il tonfo in Champions League contro il Real Madrid. Tra l’altro va sottolineato che negli ultimi anni il City non ha mai superato gli ottavi di finale, inoltre l’anno scorso sono usciti addirittura agli spareggi play-off proprio contro il Manchester City. Una squadra che sembra aver perso il suo credo e che probabilmente ha bisogno di una ventata d’aria fresca.
In queste due sfide non c’è stato confronto, con Guardiola che non ha saputo preparare adeguatamente la fase difensiva lasciando praterie agli attaccanti blancos. Inoltre anche il suo atteggiamento in panchina non è più quello di qualche anno fa, infatti l’ex Barcellona sembra dismesso, spento, non ha più quel fuoco che ha fatto innamorare la tifoseria blu di Manchester. Anche le scelte di formazione sia all’andata che al ritorno portano dei dubbi e mostrano soprattutto confusione. Perché Semenyo è stato lasciato fuori? Perché Ait-Nouri non ha giocato nella partita d’andata? Perché non è stato affiancato accanto a Rodri un centrocampista che affiancasse lo spagnolo nella fase difensiva e che lo aiutasse visto che l’ex Atletico non è al meglio?.
La sensazione generale è che dopo splendidi dieci anni super pieni di successi è che per entrambi ci sia bisogno di una nuova sfida, di un rinnovamento, di una nuova era.
Il City tra l’altro nel giro di una settimana tra campionato e Champions League ha buttato tutto all’aria, con i cityzens che adesso hanno ben 9 punti di distanza dall’Arsenal in testa alla classifica e che quindi si concentreranno esclusivamente sulla Premier League e su Fa Cup ed Efl Cup. Se la rimonta in campionato pare impossibile, le vittorie dei trofei “domestici” invece potrebbero concludere il viaggio di Guardiola così come è iniziato: VINCENDO.
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