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SERIE A, INTER IN FUGA, MA IL NAPOLI NON MOLLA

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pierorutigliano19@gmail.com

Dopo la settimana durissima per tutto il calcio italiano con l’ennesima qualificazione al Mondiale mancata, è ora di ributtarsi sulla Serie A e la 31esima giornata del nostro campionato aveva dei match importanti da offrire che potevano riscrivere la storia di questo campionato. In parte lo ha fatto, ma è oggettivo dire che questa giornata di Serie A ha lanciato spedita al comando una squadra.

Inter- Roma e Napoli-Milan erano queste le due partite di cartello, partite fondamentali per tutte e quattro le squadre coinvolte, partite che in un certo senso hanno sancito in maniera probabilmente definitiva il destino di queste squadre.

INTER TUONANTE

La domenica di Pasqua si chiude con il match di San Siro tra l’Inter di Chivu e la Roma di Gian Piero Gasperini, partita che in caso di sconfitta dei nerazzurri ci avrebbe regalato un finale di campionato spettacolare. L’Inter però annienta la Roma grazie ad un secondo tempo spettacolare. I nerazzurri partono fortissimo come spesso ultimamente gli capita, e vanno subito in vantaggio con il rientrante capitano Lautaro Martinez che con un gran destro di prima sotto la traversa batte Svilar. I nerazzurri nei primi 15 minuti creano varie potenziali occasioni ma non riescono a concludere, questo permette alla Roma di entrare piano piano in partita e di prendere campo. I giallorossi iniziano ad essere pericolosi e a creare i presupposti per il gol andando ad impegnare Sommer.

Al 40° una bella azione della Roma conclusasi con il colpo di testa di Mancini porta la squadra di Gasperini sul pareggio. Bella la palla di Soule per Rensch, bellissima la palla dell’olandese per Mancini che batte agevolmente Sommer. Pareggio giusto per quello che si è visto in campo. Poi però in pieno recupero arriva il fulmine di Hakan Calhanoglu,che dai 30 metri spara un bolide che si insacca alle spalle di Svilar, che qualche colpa sul gol ce l’ha. Va detto che il tiro del turco era fortissimo e rimane un grandissimo gol.

La Roma nella seconda frazione si scorda totalmente di scendere in campo, conseguenza del gol subito in pieno recupero nel primo tempo, e subisce un’imbarcata importante. La squadra di Chivu nel giro di dieci minuti chiude la pratica prima con Lautaro che dopo una sgasata di Thuram, spiazza Svilar e poi con Thuram che da calcio piazzato batte ancora il portiere serbo complice un atteggiamento difensivo dei giallorossi semplicemente disastroso. Chiude i giochi Barella che porta i suoi sul 5-1. Inutile il gol di Pellegrini che fissa il risultato finale sul 5-2.

La vittoria dell’Inter è stata tuonante, importante ed un chiaro messaggio alle rivali. Una vittoria che lascia poco spazio ai sogni altrui. Certo i nerazzurri sono una squadra tutt’altro che perfetta, come dimostra la fase centrale del primo tempo dove hanno subito troppo la Roma, ma sono una squadra ben rodata e dove i componenti si conoscono benissimo ormai da anni.

Da questa serata oltre alla vittoria l‘Inter si porta tante cose buone. Il ritorno ruggente di Lautaro Martinez che si conferma l’unico vero insostituibile nei nerazzurri, oppure il ritorno a buoni livelli di Marcus Thuram che dopo mesi ai limiti del disastroso disputa una grande partita condita da 1 gol e 2 assist. Oltre ai numeri però è sembrato un giocatore ritrovato anche a livello fisico. Una vittoria che indica chiaramente chi è il favorito e fallire anche stavolta è quasi impossibile.

IL NAPOLI NON MOLLA

Il big match più atteso era senza dubbio quello del Maradona tra il Napoli di Antonio Conte e il Milan di Massimiliano Allegri. Si scontravano rispettivamente la terza e la seconda forza del campionato, una partita che poteva lanciare entrambe le squadre e che doveva fornire chi sarebbe stato il vero competitor dell’Inter.

E’ stata una partita molto tattica e molto equilibrata con un primo tempo che ha visto i rossoneri giocare meglio e che hanno praticamente giocato con un 4-3-3. Hanno avuto occasioni importanti con Pavlovic e Nkunku che però non sono stati cinici. Il Napoli nella prima frazione crea pochissimo con Giovane che da punta ha faticato moltissimo, di fatto i difensori rossoneri se lo sono mangiato sportivamente parlando. L’unica occasione degli azzurri nella prima frazione la crea Spinazzola che con un gran tiro da fuori per poco non trova il jolly.

Il secondo tempo è uguale al primo , molto tattico, molto lento, con nessuna delle due squadre che voleva fare il primo errore. L’errore però lo fa Allegri al 62° quando decide di passare in maniera definitiva al 3-5-2 sostituendo Saelemakers con Athekame. Il belga fino al quel momento in fase offensiva stava giocando praticamente da esterno alto con Tomori che ha ricoperto il ruolo di terzino destro. In fase difensiva invece ricopriva il ruolo di esterno a tutta fascia e la squadra passava al suo classico modulo. Con questo cambio, il Milan in fase offensiva è stato praticamente nullo con l’obiettivo chiaro da parte di Allegri di portarsi a casa il punticino.

Antonio Conte invece la partita la voleva vincere e per sopperire al mismatch tra De Winter e Giovane decide di inserire Alisson al posto del brasiliano, spostando McTominay nel ruolo di 9 e mettendo Alisson Santos esterno. Mossa decisiva, con gli azzurri che da quel momento riescono a creare presupposti per impensierire la retroguardia rossonera. Il gol del vantaggio e del definitivo 1-0 lo segna Matteo Politano al 79° proprio grazie alla fascia sinistra del Napoli, con Alisson che serve l’inserimento di Olivera, il quale mette una palla in mezzo che De Winter spizza male e finisce sui piedi di Politano, che da posizione ravvicinata batte Maignan. In questa occasione ci sono vari errori da parte dei giocatori del Milan, il più importante è quello di Fofana che nell’aiutare Athekame nel raddoppio lascia spazio ad Oliveira il quale si inserisce poi effettuerà il cross che porta al vantaggio. Anche la spizzata di De Winter non è stata perfetta, e oltre a ciò anche la mancata uscita di Maignan su un pallone lento è da considerarsi un errore.

Allegri per rimediare decide di inserire negli ultimi dieci minuti Leao e Loftus Cheek. Il portoghese va a ricoprire il ruolo di ala sinistra, con Pulisic che va a destra anche lui subentrato negli ultimi quindici minuti. I rossoneri creano impulsi pericolosi da quando si è passati al 4-3-3 ma il tempo è poco e i rossoneri non riescono a battere Milinkovic Savic. Il Napoli vince 1-0, supera proprio i rossoneri al secondo posto e tiene aperta una piccola porticina sul campionato.

Non è stata una partita esaltante, ha vissuto di fiammate di singoli e la differenza l’ha fatta la gestione dei cambi da parte di Antonio Conte, con Allegri che dal mio punto di vista li ha sbagliati tutti. Il Milan dal mio punto di vista se avesse inserito prima Pulisic e Leao avrebbe avuto ottime chance di fare bottino pieno, invece il braccino corto ha fatto la differenza. Il 3-5-2 dei rossoneri annulla tutti i pregi dei giocatori offensivi ed esalta i loro difetti.

Napoli invece che con il cuore e la voglia di tenere un minimo aperto il campionato vince una partita importantissima e lo fa nonostante l’assenza dell’ultim’ora di Rasmus Hojlund, Vittoria che porta gli azzurri a -7 dall’Inter capolista, naturalmente stiamo parlando di una rimonta ai limiti del possibile. Però comunque mette pressione e sappiamo benissimo che l’Inter sotto pressione va un po’ in difficoltà.

CALENDARI A CONFRONTO

Naturalmente a così poche giornate dal termine è opportuno fare dei confronti sul calendario. Calendari che a dire la verità che sono abbastanza simili, entrambe hanno delle insidie da affrontare ma che sono alla portata. Entrambe dovranno affrontare Bologna, Como e Lazio e dal mio punto di vista sarà proprio il Como a decretare chi sarà Campione.

La prossima giornata sarà fondamentale per il destino del campionato con i comaschi che ospiteranno l‘Inter domenica sera. Qualora i nerazzurri dovessero vincere, il campionato dal mio punto di vista sarebbe finito, in caso di sconfitta invece beh le cose cambierebbero un po’. Attenzione però perché anche il Napoli è atteso da una trasferta insidiosa, quella di Parma. La squadra di Cuesta è in un periodo negativo e ha bisogno di un risultato positivo per di fatto chiudere i discorsi sulla sua permanenza in Serie A.

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