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CHAMPIONS LEAGUE: FLICK NON IMPARA LA LEZIONE, SIMEONE RINGRAZIA

pierorutigliano19@gmail.com

L’attesissimo ritorno dei quarti di finale di Champions League tra l‘Atletico Madrid del cholo Simeone e il Barcellona di Hansi Flick è finalmente arrivato. Una partita fondamentale per tutte e due le squadre, dopo una settimana piena di polemiche da parte del Barcellona che ha presentato un reclamo ufficiale alla Uefa per l’episodio che ha visto Pubill sistemare il pallone con la mano a gioco ripreso. Ricorso naturalmente respinto da parte dell’Uefa che ha definito ciò inammissibile.

L’andata ha visto la squadra di Simeone prevalere per 2-0 grazie alla perla su punizione di Julian Alvarez e grazie al gol di Sorloth, una partita dominata sul piano del possesso e delle occasioni da parte del Barcellona ma che ha dovuto fare i conti con l’espulsione di Cubarsi che ne ha condizionato la gara. Ai blaugrana serviva un’impresa per poter qualificarsi alla semifinale, impresa che per poco non è arrivata e la colpa è ancora del come ha preparato questa partita Flick.

UNA GARA AD ALTISSIMO TASSO TECNICO

Simeone per affrontare la sfida di ritorno si affida agli stessi uomini che hanno compiuto l’impresa la scorsa settimana al Camp Nou: Musso in porta, coppia di centrali formata da Lenglet e Le Normand, a sinistra c’è Ruggeri, sulla destra Molina, a centrocampo la coppia di mediani è formata da Koke e Llorente, sulla fascia destra c’è l’insostituibile Simeone, a sinistra invece troviamo Lookman, coppia d’attacco composta dal solito duo Alvarez-Griezmann.

Hansi Flick invece cambia un po’ rispetto alla formazione d’andata e schiera: Garcia in porta, Kounde sulla destra, al centro ci sono Gerard Martin ed Eric Garcia, Cancelo sulla sinistra, stavolta la coppia di centrocampo è formata dal rientro a pieno regime di Gavi e assieme a lui c’è Pedri, sulla trequarti troviamo al centro Dani Olmo, a sinistra Fermin, a destra Lamine Yamal e come punta centrale stavolta c’è “il tiburon” Ferran Torres. Una formazione ben diversa rispetto all’andata, con Lewandowski che si accomoda in panchina insieme a Rashford e Gavi che viene schierato di nuovo dal primo minuto per la seconda volta consecutiva dopo il suo infortunio.

La partita inizia subito con un pressing forsennato da parte del Barcellona che dopo 30 secondi ha già la prima occasione di passare in vantaggio con il solito Lamine Yamal, che semina il panico con una serpentina e fa partire una gran conclusione dal limite dell’area sulla quale Musso è costretto a calare la prima grande parata della serata. Al minuto la partita è già esplosa, Lenglet si impappina con la palla tra i piedi, si gira e nel tentativo di servire il suo portiere trova sulla traiettoria Lamine Yamal che nel frattempo stava incrociando, la palla arriva sui piedi di Ferran dopo aver sbattuto sul 10 del Barcellona, il quale manda in porta proprio il fuoriclasse spagnolo che è freddissimo e fa passare il pallone sotto le gambe di Musso, rimettendo subito in piedi il discorso qualificazione. Bravissimo in questo caso Lamine Yamal a capire già le intenzioni del difensore francese. L’avvio forsennato del Barcellona non termina qui anzi, la squadra di Flick continua a pressare fortissimo e al 9° ha già l’occasione per pareggiare il punteggio totale con Dani Olmo che viene servito in maniera splendida da Yamal, il fantasista ex Lipsia non riesce però a battere Musso che cala un’altra grande parata. Al 24° il Barcellona ha già ripreso in mano il discorso qualificazione grazie a Ferran Torres che dopo esser stato servito da Dani Olmo fa partire una conclusione delicatissima che si insacca sotto l’incrocio e stavolta Musso non può farci veramente niente . L’Atletico perde un altro pallone in uscita, stavolta con Le Normand che serve inavvertitamente Yamal, il quale manda in porta Fermin con un esterno clamoroso , il fantasista colpisce di testa ma trova uno strepitoso intervento di Musso.

Da quel momento in poi però l’Atletico Madrid sospinto dal Wanda Metropolitano reagisce e al 30° sferra il colpo decisivo con una grande azione che sembra semplice ma che in realtà è difficilissima. Molina dialogo con Griezmann, il francese con un pallone delizioso fa correre Marcos Llorente che con un inserimento trova le praterie, lo spagnolo serve in mezzo Lookman che è glaciale e batte Johan Garcia. Un’azione bellissima, ma facilitata dall’approccio difensivo della squadra di Flick che come sempre concede tanto spazio agli avversari.

La ripresa inizia con un Atletico molto compatto che qappena può colpisce, al 51° infatti Griezmann serve Julian Alvarez che d’avanti a sé ha tanto campo, l’argentino se lo prende tutto e serve Lookman che fa partire un gran destro che sfiora il palo. Il Barca torna a pressare forte e riesce a trovare il gol del 3-1 con Ferran Torres, lo spagnolo è però in fuorigioco e quindi è tutto da rifare. Al minuto 74 l’Atletico Madrid ha una grandissima occasione per pareggiare grazie a una lunga rimessa laterale che genera scompiglio nell’area dei catalani con il pallone che finisce sui piedi di Le Normand che calcia a botta sicura, ma trova una strepitoso e dico strepitoso intervento di Johan Garcia che tiene a galla i suoi.

Al 76° arriva l’episodio che di fatto fa pendere con ancora più forza la lancetta della qualificazione verso la squadra biancorossa di Madrid. I colchoneros sviluppano una buona azione sulla destra, Llorente trova un’ottima traccia per servire Sorloth che sorprende Eric Garcia, il quale stende il norvegese ormai involatosi verso la porta. Più o meno la stessa dinamica che ha portato all’espulsione Cubarsi all’andata e infatti l’epilogo è lo stesso: Tourpin viene richiamato dal Var e non può far altro che espellere il calciatore blaugrana. Al minuto 96° il Barcellona con Araujo ha l’ultimissima occasione per portare il match ai supplementari, l’uruguaiano colpisce di testa ma il pallone termina alto.

L’Atletico fa l’impresa, butta fuori il Barcellona e adesso sogna in grande. I blaugrana invece masticano amaro, consapevoli di essersi complicati la vita ancora una volta con le loro stesse mani.

Barcelona’s Spanish forward #10 Lamine Yamal celebrates scoring his team’s first goal during the UEFA Champions League quarter final second leg football match between Club Atletico de Madrid and FC Barcelona at Metropolitano Stadium in Madrid on April 14, 2026. (Photo by Thomas COEX / AFP via Getty Images)

COME LO SCORSO ANNO

Guardando le due partite contro l’Atletico Madrid e la conseguente eliminazione, è impossibile non notare delle somiglianze con la semifinale di Champions League dello scorso contro l’Inter. Somiglianze che dal mio punto di vista sono abbastanza nette. La squadra di Flick crea tantissimo, gioca molto meglio dall’avversario ma poi viene punita sempre nella stessa maniera. Se si guardano i gol subiti in queste due sfide contro l‘Atletico, e i gol subiti con l‘Inter lo scorso anno si può non notare che sono praticamente gli stessi. Gli avversari si buttano nella linea molto alta del Barcellona e puniscono, questo avviene soprattuto quando ci sono avversari sopra la norma come ad esempio Atletico e Inter.

E’ vero, la squadra blaugrana è una delle squadre più belle va veder giocare nel panorama mondiale perché è una squadra che abbina l’intensità con la grandissima capacità tecnica di cui dispone, e vederli giocare ti riappacifica col calcio. Gli inserimenti sono fatti alla perfezione, il pallone viene dato sempre con i giri giusti e hanno giocatori con davvero tanta personalità, ma la linea di difesa altissima ti espone a tantissimi rischi inutili che alla fine ti compromettono in parte la stagione. Giocare in questo modo è nobile, ma è un sinonimo di autolesionismo. Non è possibile che ogni volta che gli avversari sparino un pallone a caso verso la difesa del Barcellona i tifosi inizino a sudare freddo. Questa squadra ha un potenziale altissimo ed è un peccato vederla uscire già adesso dalla competizione poiché penso che con qualche accorgimento difensivo questa squadra possa arrivare fino in fondo alla competizione.

Flick lo capisco, è un allenatore che non accetta compromessi ma va detto che è molto arrogante non imparare mai dai propri errori, semplicemente perché insieme a te ci rimettono anche altre persone che in te credono tantissimo. E’ uno dei migliori allenatori in circolazione e dovrebbe capire che questo modo di difendere ti farà fare si grandi partite, ma difficilmente ti farà alzare una Champions League, in questa competizione le squadre sono semplicemente più forte da quelle che vengono incontrate di solito, hanno un livello tecnico più alto. A volte, come in questo caso, fare un gol in più degli avversari non basta. Peccato perché mi sarebbe piaciuto vedere Yamal arrivare in fondo alla competizione, lo spagnolo se lo meriterebbe e in questa stagione è cresciuto tantissimo. Le due partite da lui giocate sono da giocatore che fa un altro sport rispetto agli altri, dribbling, esternate perfette, spettacolo puro. Peccato.


Barcelona’s Spanish forward #10 Lamine Yamal celebrates scoring his team’s first goal during the UEFA Champions League quarter final second leg football match between Club Atletico de Madrid and FC Barcelona at Metropolitano Stadium in Madrid on April 14, 2026. (Photo by Thomas COEX / AFP via Getty Images)

SIMEONE SENTE QUALCOSA DI SPECIALE

Se nello sport qualcuno piange, vuol dire che quel qualcuno ha vinto e sta festeggiando.Questo è il caso di Simeone che ha preparato alla perfezione questa doppia sfida. Due partite giocate con una metodologia “ibrida”: difesa allo stato puro( la sua versione più vecchia) abbinata a grandi giocate di squadra dall’alto tasso tecnico e dall’altissima intensità(la sua versione più recente). L’azione del gol di Lookman è davvero bella, sembra facile ma in realtà non lo è.

Per arrivare perfettamente preparati a queste due partite ha deciso di lasciare da parte completamente il campionato e a dimostrarlo sono i risultati: 3 sconfitte nelle ultime 3 partite ci campionato, dove inoltre ha spesso lasciato a riposo i titolari. Scelta forte che alla fine ha premiato. Simeone che in questo periodo ha ritrovato uno dei suoi fedelissime e una delle bandiere del club: Koke,ritornato titolare dopo l’infortunio di Barrios, autore di due buone partite e facilitato dall’aiuto di Marcos Llorente che è stato un vero e autentico treno in entrambe le sfide.

Quello che probabilmente ci tiene più di tutti e Antoine Griezmann che sta disputando una seconda parte di stagione clamorosa, queste due partite ne sono la dimostrazione. Non sbaglia nulla e fa delle giocate semplicemente fuori dal mondo. Il pallone con cui manda Llorente nell’occasione del gol è favoloso, roba che pochissimi eletti possono fare. Come ben sappiamo al termine della stagione abbandonerà l’Atletico Madrid per andare in MLS dall’Orlando City,dopo 10 anni( con la parentesi Barcellona) di grandi emozione che lo hanno consacrato come uno dei giocatori più forti della sua generazione . Giocatore che con i club ha raccolto poco rapportato alle potenzialità, quanto se la meriterebbe una Champions League. Goditi quest’ultimo ballo e portaci con te.

A sentire che c’è un’aria speciale lo ha confermato il diretto protagonista, infatti nel post gara Simeone ai microfoni di Sky Sport ha detto che quest’anno sente un’aria diversa e sente di poter fare la storia. Ad attendere i colchoneros probabilmente ci sarà l’Arsenal, una sfida senza nessun vero favorito e la possibilità di arrivare fino in fondo per Simeone e i suoi ci sono eccome. Alla fine l’Atletico Madrid delle 3 sfide con il Barcellona tra campionato ne vince solo una, quella più importante.

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