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SERIE A, CORSA CHAMPIONS: E’ BAGARRE TOTALE

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pierorutigliano19@gmail.com

La 36esima giornata di Serie A per quanto riguarda la corsa Champions League poteva rivelarsi una giornata spartiacque oppure poteva rimettere in gioco tutti. E alla fine così è stato. Prima di questa giornata il Milan aveva bisogno di 6 punti per la matematica qualificazione, la Juventus 8, mentre la Roma dipendeva e dipende tutt’ora dai risultati delle altre due.

IL TONFO CLAMOROSO DEL MILAN A SAN SIRO

La partita contro l’Atalanta per la squadra di Massimiliano Allegri era diventata la partita della stagione, visti gli ultimi due tremendi mesi in campionato che hanno compromesso la corsa Scudetto e soprattutto rischiano di compromettere la corsa per un posto valido per la prossima Champions League,che fino a qualche settimane fa sembrava più che blindata. I rossoneri giocano una partita a due facce, partono discretamente bene ma poi subiscono l’Atalanta e mostrano dei problemi più mentali che fisici. La difficoltà fisica è una conseguenza della difficoltà mentale. L’Atalanta segna al primo affondo con Ederson dopo una situazione rocambolesca, con i giocatori rossoneri che guardano il brasiliano calciare nonostante fossero loro in netta superiorità numerica. Il secondo gol è più o meno la stessa cosa visto che i giocatori del Milan non intervengono con decisione su Zappacosta ,che si presenta d’avanti a Maignan e segna con una facilità disarmante. Nei giocatori del Milan si nota la paura, sembrano aver perso tutte le certezze dopo la sconfitta di marzo con la Lazio, che in quel momento poteva valere lo scudetto. Il 3-0 dei bergamaschi è la pietra tombale sulla partita dei i rossoneri, che subiscono l’ennesima ripartenza e con Raspadori che batte un Maignan colpevole in questo caso, con un tiro forte sul primo palo. La partita del Milan è stata brutta brutta, appena prova a cambiare abito subisce enormemente senza avere equilibrio, mostra tutti i suoi limiti e non ha un minimo di gioco. Quando arrivano nei pressi dell’area di rigore non sanno mai cosa fare, non riempiono l’area di rigore e non hanno nessuna trama offensiva. Altro fattore comune in questa stagione, soprattutto in questo finale di stagione è l’approccio disastroso della squadra rossonera alla partita. Molli, lenti, prevedibili, senza mordenti e giustamente adesso San Siro fischia forte.

Dopo il 3 a 0 dei bergamaschi il Milan incredibilmente inizia a giocare e a creare tante occasioni con Carnesecchi che si supera più volte. I giocatori rossoneri giocano un finale pieno di voglia con Nkunku trascinatore che crea svariate occasioni, con Rabiot che prova a risollevare i suoi compagni e con un atteggiamento generale della squadra completamente diverso rispetto ai precedenti sessanta minuti. E’ questo che è inspiegabile, come può una squadra risvegliarsi solo dopo aver preso una batosta del genere, i nerazzurri hanno banchettato sul Milan nella prima ora di gioco. Il gol di Pavlovic e Nkunku nel finale stavano per confezionare una rimonta clamorosa con i rossoneri che negli ultimissimi minuti di gioco ha avuto un’occasione enorme per pareggiare con Gabbia e Fullkrug che si disturbano a vicenda, con il tedesco che colpisce male mandando di pochissimo il pallone a lato.

Più della partita però, penso sia doveroso parlare di quello che sta succedendo fuori dal campo, visto che il tifo del Milan nelle ultime settimane si è unito mai come prima d’ora per criticare aspramente e fortemente la proprietà, mettendo nel mirino soprattutto la figura dell’A.D Giorgio Furlani. L’amministratore delegato del Milan si è visto dedicare una coreografia con i cellulari che recitava ” GIORGIO FURLANI OUT”. Furlani è una figura molto controversa nell’ambiente Milan visto quello che ha fatto. Ha influenzato molto spesso il mercato rossonero senza averne le competenze e soprattutto fregandosene delle richieste dell’allenatore e facendo i “suoi” affari”,ha sempre scavalcato e fatto fuori alcune componenti della società che non erano d’accordo con lui, ha annullato e posto limiti assurdi ad una tifoseria che era una delle più riconosciute d’Europa, ha tolto totalmente il milanismo dalla squadra prima cacciando Maldini e poi anche con delle cessioni dolorose come quelle di Tonali, Theo Hernandez, Kessie, Reijnders per il puro fattore economico, ha privilegiato sempre il risultato economico al risultato sportivo. Il Milan deve vincere ed essere sempre competitivo, da quando è arrivata la proprietà RedBird questo non è più avvenuto. Questo in una società del blasone e del livello del Milan non è accettabile e la tifoseria tramite una raccolta firme che ha coinvolto 46 mila persone per far dimettere l’A.D, tramite una protesta fortissima allo stadio proseguita nel pre e nel post anche fuori dallo stadio facendo sapere il suo pensiero alla proprietà. Nei prossimi giorni arriverà un articolo incentrato sul Milan, sulla proprietà RedBird, sul ruolo di Furlani con dei retroscena importanti e clamorosi.

Il Milan esce da questa partita completamente distrutto, con un ambiente spaccato a metà e con una qualificazione alla prossima Champions League appesa ad un filo. L’unica speranza per il Milan di qualifcarsi alla Champions League è la reazione finale, nervosa. Se Allegri riuscisse a portare quell’energia vista nel finale sin dall’inizio della partita le cose potrebbero cambiare. Senza due vittorie nelle prossime due contro Genoa e Cagliari, il Milan non si qualificherà alla prossima Champions League dopo aver avuto 12 punti di vantaggio sulla Roma e 11 sulla Juventus.

JUVENTUS E ROMA GODONO

A godere dell’ennesimo passo falso del Milan sono state naturalmente Juventus e Roma, i giallorossi hanno agganciato il Milan a quota 67 punti, mentre i bianconeri hanno addirittura superato i rossoneri andando a quota 68. La Roma ha vinto una partita che si era complicata e neanche poco visto che fino al 92° erano sotto con il Parma in vantaggio per 2-1 grazie alle reti di Keita e Valeri, la squadra di Gasperini prima la pareggia grazie a Rensch dopo un batti e ribatti che ha generato e genererà polemiche, e poi la vince con Malen che dal dischetto la incastra sotto l’incrocio battendo un ottimo Parma. Vittoria fondamentale che da slancio alla squadra giallorossa e che mette tantissima pressione al Milan.

Discorso simile anche per la Juventus che al Via Del Mare batte il Lecce grazie al gol che vale un record da parte di Dusan Vlahovic che dopo appena 12 secondi segna il gol più veloce della storia bianconera. Un gol che vale tre pesantissimi punti e che permette ai bianconeri di superare come detto in precedenza, il Milan in classifica. La squadra di Spalletti mostra gli stessi pregi e difetti da quando c’è l’allenatore ex Napoli. Grande aggressività, capacità di far male ma dietro traballa e fa una fatica enorme nel chiudere le partite.

CALENDARI A CONFRONTO

Adesso per forza di cose il calendario può diventare amico o nemico ed è indubbio che il calendario sulla carta sia più semplice per il Milan di Massimiliano Allegri che domenica alle 12:30 se la vedrà contro il Genoa di De Rossi e successivamente chiuderà il campionato a San Siro contro il Cagliari.

Anche la Juventus ha un calendario abbordabile ma leggermente più difficile dei rossoneri visto anche la rivalità che ha contro le due squadre che andranno ad affrontare. I bianconeri giocheranno domenica alle 12:30 contro la Fiorentina di Vanoli, una sfida con un’antichissima rivalità, e poi chiuderanno allo stadio Grande Torino la stagione contro appunto il Torino in un derby da sempre sentitissimo.

Ad avere il calendario sulla carta più difficile è la Roma di Gasperini che affronterà domenica mezzogiorno la Lazio di Sarri un derby, quello romano, storico e tanto tanto sentito che molto spesso vale una stagione intera, sicuramente i biancazzurri giocheranno col coltello fra i denti indipendentemente dal risultato della finale di Coppa Italia che la squadra di Sarri disputerà mercoledì contro l’Inter. La squadra di Gasperini chiuderà il suo campionato al Bentegodi contro l‘Hellas Verona, ormai già retrocesso.

Secondo te chi la spunterà?

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