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COPPA ITALIA, INTER: UNA FINALE STRADOMINATA

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pierorutigliano19@gmail.com

L’attesa finale di Coppa Italia che vedeva l’Inter di Chivu contro la Lazio di Sarri si è conclusa nella maniera più prevedibile che ci potesse essere. Una partita che aveva un peso enorme, innanzitutto perché ci si gioca un trofeo che non fa mai male, e anche perché lato Lazio ci si gioca l’unica possibilità di arrivare in una competizione europea.

Le due squadre a questa finale ci arrivano in maniera completamente diversa, i nerazzurri galvanizzati dallo Scudetto appena conquistato, i biancazzurri invece nelle ultime giornate si sono chiaramente risparmiati in un campionato dove ormai non hanno più niente da dire, per arrivare al meglio a questa finale.

UNA FINALE STRADOMINATA

Sarri per affrontare i neo Campioni D’Italia, decide di schierare il suo solito 4-3-3 con Motta in porta, Marusic sulla destra, Gila e Romagnoli formano il centro della difesa, Tavares sulla sinistra, al centro del centrocampo troviamo Patric al posto di Rovella che è forse l’unica vera sorpresa di formazione, affianco a lui troviamo Basic e Taylor, il tridente è formato da Isaksen sulla destra, Zaccagni sulla sinistra e Noslin al centro dell’attacco.

Chivu invece si affida ai suoi migliori uomini possibili e schiera il solito 3-5-2 formato dal portiere di coppa Martinez, difesa a tre formata da Akanji, Bisseck e Bastoni, a centrocampo troviamo Barella e Sucic mezze ali, Zielinski mediano, Dumfries sulla destra, Di Marco sulla sinistra, in attacco troviamo la coppia Lautaro- Thuram con il francese in dubbio fino all’ultimo per un problema in allenamento.

Sin dai primi istanti di partita si capisce il netto dislivello tecnico che c’è tra le due formazioni, nonostante la Lazio ci metta la giusta carica. L’Inter è bravissima nel sbloccarla subito, al 15°, grazie all’autorete di Marusic propiziata dal corner di Di Marco. Il giocatore laziale fa francamente una figuraccia, con un gesto tecnico difficilmente comprensibile. Colpirla in quella maniera e con quella goffaggine era molto difficile, onore a lui. L’Inter chiude la pratica al 35°, dopo un altro suicidio sportivo della Lazio con Nuno Tavares che si fa soffiare palla al limite dell’area di rigore, l’olandese parte verso Motta e mette dentro per Lautaro Martinez che segna uno dei gol più facili della sua carriera, 2 a 0 e partita chiusa. La Lazio ci prova nel finale di primo tempo con Isaksen che punta Bastoni, va sull’esterno e calcia verso Martinez, la conclusione è larga e il primo tempo termina sul 2 a 0 in favore dei nerazzurri.

La Lazio prova a cambiare marcia con Rovella inserito nell’intervallo al posto di Patric. La squadra di Sarri al 57°, ha una clamorosa chance di accorciare le distanze con Noslin che dall’altezza del dischetto calcia incredibilmente a lato, dopo una bella imbucata di Rovella per Isaksen. L’Inter però nella fase centrale del secondo tempo è più reattivo, è più qualitativo e da la sensazione di essere in totale controllo della partita. Al 70° una grande sventagliata di Barella trova Di Marco che con un tiro cross trova Luis Henrique che spreca una clamorosa chance di andare sul 3 a 0. Al 75° la Lazio ha la più grande occasione della partita per riaprire un minimo il discorso e giocarsi un gran finale con Lazzari che con un gran pallone trova Dia che ha preso in mezzo Akanji e Bastoni, il senegalese si porta d’avanti a Martinez ma sbaglia clamorosamente calciando in faccia al portiere spagnolo. L’ultima occasione della partita è dei nerazzurri con Zielinski, che da ottima posizione mette a lato. Poco male però, perché l’Inter vince la sua decima Coppa Italia, vince il suo secondo trofeo della stagione e chiude in maniera ottima una stagione partita con mille difficoltà.

CHIVU NELLA STORIA

Grazie al successo in Coppa Italia e al campionato vinto Christian Chivu è entrato nella storia del club nerazzurro diventano il primo allenatore della storia del club a vincere due trofei nella stagione d’esordio. Un grandissimo traguardo per un allenatore, che lo scorso anno era alla sua prima annata in Serie A con sole 13 panchine nel massimo campionato italiano. E’ stato bravo nel seguire la stessa onda lasciata da Inzaghi, non andando a stravolgere niente ma semplicemente continuando il lavoro iniziato dall’ex Lazio. Sinceramente non ho visto grandi stravolgimenti dal punto di vista tattico, e probabilmente era proprio quello che cercava la dirigenza nerazzurra. Nella prossima stagione invece mi aspetto che Chivu lasci una sua impronta, che cambi il modo di giocare dell‘Inter prediligendo un modulo che preveda l’uso di giocatori bravi nell’uno contro uno. Cosa difficile visti gli interpreti nerazzurri, ma penso che nell’allenatore romeno questo pensiero c’è.

L’Inter conclude la sua annata in patria con il massimo dei trofei raggiungibili, una stagione che come detto più volte, era partita male ma che si è conclusa nel migliore dei modi. Campionato stravinto e Coppa Italia pure, adesso per i nerazzurri arriva un’estate importante dove probabilmente ci sarà qualche uscita importante, ma che vedrà l’entrata di giocatori altrettanto importanti.

SARRI NON BASTA

La finale della Lazio, ma direi tutto il campionato disputato, ha messo in evidenza il grande lavoro di Sarri svolta finora, e anche il disastro societario da cui sono affetti i biancocelesti. Sarri ha mascherato alla grandissima i limiti di una squadra da metà classifica, facendogli disputare un campionato più che rispettoso da parte di una squadra che ha delle carenze molto importanti. La Lazio quest’anno ha disputato grandi partite soprattutto con le big, ma ha compiuto tantissimi passi falsi con le “piccole”. Il disastro di Lotito è stato mascherato da un grande allenatore che probabilmente meriterebbe panchine più prestigiose, rimasto solo per l’amore che prova verso la tifoseria.

Il modo in cui è stato ingaggiato Sarri fa venire i brividi, con un Presidente che ha tenuto all’oscuro i gravi problemi societari e che di fatto non gli hanno permesso di fare mercato. Ha dovuto resuscitare giocatori che erano più che fuori dal progetto come ad esempio Dele Bashiru, Basic che era stato sul punto di essere ceduto più e più volte, ha perso Castellanos ed è stato rimpiazzato con un giocatore chiaramente non pronto come Ratkov, Guendouzi sostituito con nessuno. Sui gol presi cosa ci può fare Sarri? Se Marusic si fa autogol in quella maniera cosa ci può fare? Cosa ci può fare se Nuno Tavares perde palla in quella maniera?.

Sarà da capire che intenzioni avrà Sarri per il prossimo anno, se deciderà di continuare o di lasciare per un club più ambizioso. L’allenatore ex Napoli dal mio punto di vista sarà uno dei nomi caldissimi per il valzer delle panchine di Serie A, e occhio a quello che succede in casa Milan.

Inter players celebrate after winning the Italian Cup (Coppa Italia) final football match between Lazio Rome and Inter Milan at the Olympic stadium in Rome on May 13, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

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