FA CUP, CHELSEA-MAN CITY: SEMENYO SHOW
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L’attesissima finale di FA CUP nella sempre bellissima e suggestiva cornice di Wembley tra Chelsea e Manchester City è finalmente arrivata. Una finale importantissima per ambedue le squadre: il Chelsea per salvare la faccia in una stagione ai limiti dell’orribile, il Manchester City per chiudere alla grande il cerchio di alcuni grandi senatori come Bernardo Silva e John Stones, e chissà per salutare(forse) anche Pep Guardiola.
Le due squadre arrivano in maniera completamente diversa, i blues non vincono in campionato dal 4 marzo contro l’Aston Villa e l’ultima vittoria in generale, risale al 26 aprile contro il Leeds nella semifinale di FA CUP. Il Manchester City viaggia a tutt’altra velocità dalla finale di League Cup vinta contro l’Arsenal, 7 vittorie nelle ultime 8 partite in tutte le competizioni e si sta giocando la Premier League punto a punto contro l’Arsenal di Arteta.
UNA PARTITA TESA, COMBATTUTA MA CHE PREMIA LA SQUADRA PIU’ FORTE E CHE CI HA PROVATO DI PIU’
McFarlane per affrontare l’armata di Pep Guardiola decide di affidarsi ad un 3-4-2-1 che desse un po’ più di solidità e copertura, lo fa con Sanchez che gioca la partita con un caschetto alla Cech, la difesa a tre è formata da Colwill, Hato e Fofana, a centrocampo al centro troviamo come al solito la diga Caicedo, al suo fianco c’è il capitano Reece James rientrante dall’infortunio, sugli esterni ci sono da un lato Cucurella, e dall’altro Malo Gusto, sulla trequarti troviamo Cole Palmer ed Enzo Fernandez al supporto del totem offensivo Joao Pedro. Una formazione molto votata al difendere che però presenta elementi di valore assoluto in grado di far male alla difesa del Manchester City.
Pep Guardiola invece schiera il suo 4-2-3-1 camuffato da 4-2-2-2, conferma i suoi titolarissimi con però una piccola sorpresa, in porta troviamo il portiere di coppa Trafford, la difesa è formata da Guehi e Khusanov al centro, sulla destra troviamo Matheus Nunes, sulla sinistra Nico O’Reilly, a centrocampo la coppia di mediani è formata da Rodri che recupera in tempo dall’ infortunio all’inguine, e Bernardo Silva, d’avanti a loro troviamo Marmoush che agirà sia da trequartista che da seconda punta al posto di Cherki, Doku sulla sinistra e Semenyo sulla destra alle spalle di Erling Haaland.
In un Wembley infuocato la partita parte piano sul lato dalle occasioni, ma forte dal piano dell’agonismo. La prima occasione è del Manchester City che dagli sviluppi di un corner permette a Doku di mettere un gran pallone sul secondo palo che trova la testa di Rodri che batte verso la porta di Sanchez, per fortuna del portiere ecuadoriano sulla traiettoria del pallone c’è Joao Pedro che quasi sulla linea, salva tutto. Il Chelsea però sulla metà del primo tempo, anche qualche minuto prima,inizia a dare segnali di vita e sviluppa una buona manovra, avvolgente che permette a Malo Gusto di mettere un gran bel cross in mezzo verso il secondo palo, che però trova un grande salvataggio di Nunes. Il Manchester City pressa forte e pressa alto, al 23° Doku recupera palla nei pressi dell’area di rigore, serve Haaland sull’esterno dell’area di rigore, che però con una sorta di tiro cross non riesce a trovare nessun compagno. Il Chelsea fa spesso fatica a tenere su palla con Khusanov e Guehi che non fanno respirare Joao Pedro, di conseguenza Trafford non corre grandi rischi. L’ultima occasione del primo tempo è ancora per il Manchester City, stavolta Guehi, molto coinvolto anche in fase di impostazione, imbuca per il 9 norvegese che calcia forte ma trova un buon intervento di Robert Sanchez.
Guardiola all’intervallo sostituisce Marmoush e inserisce Cherki nel tentativo di scombinare una difesa molto compatta e concentrata da parte dei cityzens. Inoltre l’egiziano ha disputato una prima frazione molto incolore, non toccando praticamente mai palla. La seconda frazione vede i cityzens partire forte e lo fanno grazie all’ennesimo recupero alto, ancora di Doku che serve Cherki, il francese serve a sua volta Nico O’Reilly che mette dentro un grande pallone che trova Semenyo, il ghanese colpisce di testa da ottima posizione, ma manda alto. Il Chelsea risponde al minuto 54 con un corner ben battuto da Enzo Fernandez che trova Trafford impreparato, il quale esce male con il pallone che finisce sulla testa di Caicedo, l’ex Brighton colpisce ma trova il salvataggio di Rodri che respinge sulla linea. Al 72° Haaland fa la guerra con i difensori del Chelsea, fa la sponda per Bernardo il quale premia l’inserimento dello stesso norvegese che mette dentro un gran pallone che trova Semenyo, il quale con un “taconazo” fantastico batte Sanchez e fa esplodere la parte celeste di Wembley portando i suoi sull’1-0. Un gol bellissimo, destinato a rimanere nella storia, da parte di un giocatore in costante ascesa. Il ghanese ha messo in costante difficoltà per tutta la partita Cucurella puntandolo sempre, e il gol è più che meritato. Dopo il gol dei cityzens il Chelsea butta dentro Pedro Neto e si mette a trazione anteriore, al 74° Colwill di naso prolunga verso Enzo Fernandez che da ottima posizione spreca l’occasione per agguantare il pareggio. I blues continuano a spingere sull’acceleratore e con un azione avvolgente permettono a Malo Gusto di mettere dentro un tiro-cross interessantissimo che impensierisce Trafford, il portiere inglese però, respinge bene. Il Man City va vicino a chiudere i giochi all’84° con Nunes che vede esser premiato il suo inserimento da Cherki e colpisce il palo. Un minuto il francese si divora il gol del 2-0 d’avanti a Sanchez calciando fortissimo ma centrale.Il Chelsea dopo quel piccolo sfogo non ha la forza mentale e fisica, e questo lo si nota chiaramente dal fatto che molti giocatori non riescono più a sprintare, neanche i cambi offensivi danno qualcosa ai blues. Gli ultimi minuti della partita vedono il Manchester City disinnescare gli uomini di McFarlane grazie al possesso palla e ad una quantità industriale di falli guadagnati, non permettendo mai al Chelsea di avvicinarsi pericolosamente dalle parti di Trafford. Il Manchester City vince per 1-0 in una finale che ha premiato semplicemente la squadra che ha giocato, la squadra migliore.

L’ULTIMO(FORSE) TROFEO DI PEP E L’ADDIO DEI SENATORI
Questa partita non era una “semplice” finale, era una partita speciale che potrebbe aver segnato la fine di un’epoca. Pep Guardiola, John Stones, Bernardo Silva infatti potrebbero essere tutti e tre alla fine della loro avventura cityzens. I due calciatori hanno già ufficializzato l’addio al termine della stagione, mentre l’allenatore spagnolo non ha ancora preso una decisione ufficiale, ma sembra aver deciso di chiudere la sua avventura questa stagione. Le lacrime di Bernardo Silva e l’emozione di John Stones nei festeggiamenti dicono tutto di questa squadra che ha scritto pagine importantissime del calcio inglese.
Il City ha disputato una grandissima partita, da squadra abituata a giocare finali, cosa che in effetti è. La cosa che mi ha più stupito di questa partita da parte del Manchester City è una fase difensiva ai limiti della perfezione, con Guehi che si candida ad essere uno degli acquisti più importanti degli ultimi anni. Il fortissimo centrale inglese non ha fatto passare manco l’aria, ha dominato i duelli con Joao Pedro e ha neutralizzato alla grande Palmer, oltre a ciò è stato anche molto partecipe nella fase di impostazione cercando spesso i movimenti di Haaland. Molto bene anche il suo collega di reparto Khusanov, diventato una certezza assoluta della difesa e spedendo in panchina un certo Ruben Dias.
Partita enorme anche quella di Semenyo che ha arato la fascia destra del Chelsea. L’ex Bournemouth ha fatto ammattire Cucurella puntandolo praticamente sempre, inoltre d’avanti alla porta ha delle doti speciali. Il gol che ha fatto lo può fare solo gente con un talento superiore, e lui è uno di quelli. La sua capacità di essere ambidestro è un’arma importantissima per Guardiola, è un giocatore che ti può andare via da qualsiasi parte con i difensori che spesso non sanno cosa fare. Ottima partita anche di Doku che continua a crescere in maniera esponenziale in questo finale di stagione. Quando parte da fermo non lo prendi mai, oggi però non è stato eccezionale solo in fase offensiva ma se l’è cavata piuttosto bene anche nella fase di pressione recuperando svariati palloni, e ha anche aiutato Nico O’Reilly nella fase di copertura.
Guardiola si porta a casa il suo 20° trofeo da quando è alla guida del Manchester City, un percorso in costante crescita, con qualche piccola caduta, che però è nulla in confronto a ciò che ha portato. Ha portato il club inglese in un’altra dimensione, da squadra ricchissima con tanto potenziale ad una delle squadre più forti del mondo, se non la più forte per un bel lasso di tempo. Un’esperienza che ha portato tantissimi record, tantissimi trofei, che rimarrà in eterno nella storia del club ma lascia anche una base solidissima per chi verrà. Attenzione però perché queste sono solo supposizioni poiché non c’è stato nessun comunicato ufficiale. Probabilmente in questo momento nella testa di Pep ci sono solo le ultime due partite di Premier League dove proverà a concludere una rimonta che resterebbe nella storia.

IL CHELSEA CI PROVA MA NON PUO’ NULLA
La partita del Chelsea è stata impeccabile dal punto di vista dell’atteggiamento e dell’agonismo, che però si sono rivelati nulli d’avanti ad una squadra che voleva a tutti i costi portarsi a casa il trofeo. Sono stati ottimi nella fase di non possesso, grande compattezza e una difesa molto attenta. Non è un caso che il City nella prima frazione crei pochissimo. Il problema però è stata ancora una volta la fase offensiva che in questo momento spara a salve. Il poco riempimento dell’area di rigore da parte dei blues ha avvantaggiato tantissimo i cityzens, McFarlane ha provato ad impostare la partita sui contropiedi ma non è andata come previsto, anche perché dal mio punto di vista mancavano giocatori in grado di fare ciò. Tutti hanno giocato una discreta partita, ma nessuno ha eccelso. Cole Palmer ha giocato una grandissima partita di sacrificio aiutando tantissimo in fase difensiva Malo Gusto, ma ha fatto tanta fatica dove di solito fa male. Semplicemente il Chelsea oggi ha fatto troppo poco.
I problemi che ha questa squadra li conosciamo tutti e nei prossimi giorni arriverà un articolo specifico e bello lungo su cosa non è andato in questa stagione. Intanto post partita secondo Fabrizio Romano, il Chelsea avrebbe ingaggiato Xabi Alonso, l’annuncio è imminente. Un allenatore fenomenale che potrebbe riportare serietà e ambizione in un ambiente e soprattutto in un club totalmente incasinato.
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