CHAMPIONS LEAGUE: VALVERDE- MANCHESTER CITY 3-0
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La partita forse più attesa dell’intero programma degli ottavi di finale di Champions League era quella tra il Real Madrid di Arbeloa e il Manchester City di Pep Guardiola. Una partita che nelle ultime annate è stata una sorta di “classico” della competizione, con le due squadre che dalla stagione 21/22 si sono sempre scontrate,e che anche quest’anno si erano già scontrate nella fase a gironi dove a prevalere fu il City per 2-1, sconfitta che fu il preludio dell’esonero di Xabi Alonso.
Indimenticabile la semifinale di ritorno della stagione 21/22 quando i cityzens erano in vantaggio al 90°, ma poi nel giro di 90 secondi arrivarono i due flash di Rodrygo che portarono la partita ai supplementari, con Benzema che manderà in deliro il popolo blancos.
A questa partita le squadre arrivano in maniera completamente diversa, i padroni di casa arrivano con un morale non altissimo visto l’aver perso il primo posto in Liga ai danni del Barcellona e soprattutto con una situazione infortuni da far mettere le mani nei capelli, infatti questa partita i blancos l’hanno disputata senza Mbappe, Bellingham, Alaba, Rodrygo, Carreras, Militao e Ceballos. Assenza pesantissime che manderebbero k.o. qualsiasi squadra.
Manchester City invece che arriva a questa partita con il morale alle stelle visto che nell’ultimo mese e mezzo è riuscito a recuperare il grande svantaggio in campionato che aveva maturato ai danni dell’Arsenal, che adesso è solo a -5 ma con una partita da recupera e quindi potenzialmente è a meno -2, e oltre a ciò arriva a questa sfida con l’infermeria praticamente vuota tranne Rico Lewis, Mateo Kovacic e il lungo degente Joskvo Gvardiol. Inoltre nelle ultime 11 partite in tutte le competizioni i blues ne hanno vinte 9 e pareggiate solo 2.
LA PARTITA
Arbeloa per questa notte magica schiera una formazione obbligata viste le tantissime e pesantissime assenze, schierandosi con un apparente 4-3-3 e affidandosi a Courtois in porta, Rudiger, Huijsen, Mendy e Alexander Arnold in difesa, a centrocampo invece c’è il canterano Pitarch e Tchouameni, in attacco il tridente molto atipico con Vinicius jr, Brahim Diaz e Guler falso 9.
Guardiola schiera una formazione particolare , ossia un 4-1-3-2 composto da: Donnarumma in porta, Ruben Dias, Guehi, Khusanov e O’Reilly in difesa, a centrocampo il solo Rodri a sostenere la batteria di trequartisti composto da Bernardo Silva, Doku e Semenyo alle spalle di Haaland.
Il canovaccio della partita è molto chiaro sin sa dubito con il Real Madrid molto stretto e compatto con un baricentro basso, e il City invece chiamato a fare la partita e a gestire il pallone. La prima occasione del match la ha il Real Madrid con Brahim Diaz che dopo invenzione di Vinicius non riesce a battere Donnarumma. Il City con il passare dei minuti prova a concretizzare il suo maggiore possesso palla e il suo baricentro più alto e per poco non ci riesce, quando Bernardo Silva prova da fuori con la palla che esce di pochissimo. La giocata che scombina i piani e che apre le danze arriva al 20° quando Courtois con un lancio di 60 metri serve Valverde sorprendendo O’Reilly alle spalle , l’uruguaiano con un controllo folle salta l’inglese e vola verso la porta di Donnarumma, salta anche il portiere italiano e deposita il pallone in rete.
Il City è scosso e non riesce a reagire, con il Madrid che continua con il suo piano partita e al 26° arriva un altro gol per i blancos con Vinicius che penetra nella difesa del City e d’esterno serve Valverde, che stoppa e da posizione difficilissima incrocia perfettamente di sinistro battendo ancora Donnarumma. Un gol bellissimo e da far rivedere ai bambini delle scuole calcio, poiché il 90% del gol viene fatto con il controllo. Il primo tempo e la serata magica del “pacarito” non è certo finita qui, anzi il meglio deve ancora arrivare. Il meglio arriva al 42° quando Brahim scucchiaia in area di rigore premiandol’inserimento del numero 8 del Madrid, il quale con un sombrero salta Guehi e scaraventa con tutta la sua forza il pallone nell’angolino. E’ 3-0 ed è deliro blancos. Un giocatore semplicemente fortissimo.
Guardiola deve provare a rimettere partita e qualificazione nel binario giusto e per farlo a inizio ripresa sostituisce Savinho inserendo Reijnder e passando a un centrocampo praticamente a 3 seppur molto offensivo, con Rodri mediano e Bernardo Silva e l’olandese a fare le mezzali. A partire meglio è ancora la squadra di Arbeloa e un minuto dopo il fischio dell’arbitro ha un’altra occasione stavolta con Brahim Diaz che penetra nell’area avversaria, mette a sedere Guehi e calcia verso la porta, ma uno straordinario intervento di Gigio Donnarumma gli evita la gioia. Al 55° arriva un altro episodio che può chiudere definitivamente i giochi, quando Guler con un lancio impressionante lancia in profondità Vini che si invola in campo aperto, si presenta in area ma viene steso dal portiere italiano e si guadagna il penalty. Il brasiliano stesso si presenta dagli 11 metri ma la sua conclusione sulla sinistra di Donnarumma viene parata e lascia una minima speranza al City. Vedremo se questo errore poi ai fini della qualificazione peserà.
Il Cityzens si riversano ancora di più nella metacampo avversaria e al 68° hanno una buona occasione di accorciare quando Semenyo, mette dentro un gran pallone ma uno strepitoso intervento in scivolata di Rudiger nega ad Haaland di spingere la palla dentro. La squadra di Guardiola l’opportunità più grande la ha al 75° con O’Reilly che va a contrasto in area di rigore con Pitarch, durante il contrasto indirizza il pallone verso la porta a botta sicura ma un riflesso innaturale di Courtois nega all’inglese il suo secondo gol consecutivo, e soprattutto il gol che avrebbe rimesso in gioco i cityzens. Una parata senza senso.
Il Real Madrid vince per 3-0 domando completamente gli uomini di Guardiola con una prestazione stoica e di grande madridismo ipotecando già all’andata il passaggio del turno.

COME ARBELOA HA INCASTRATO PEP GUARDIOLA
Questa partita il Real Madrid l’ha vinta nell’approccio difensivo, oltre che nell’approccio mentale. Il presunto 4-3-3 ha messo in molta difficoltà Guardiola, poiché la squadra di Arbeloa è stata molto mobile. Guler ad esempio ha davvero fatto di tutto, lo abbiamo visto in difesa, a centrocampo e in attacco. Il turco è stata una delle armi principali visto il suo continuo svariare. Oltre a ciò l’allenatore spagnolo è stato molto bravo nel dare supporto a Trent Alexander-Arnold nel duello contro Doku. L’inglese è stato sempre supportato da Valverde nel duello con il belga, altrimenti sarebbe stato un mismatch importante della partita.
Naturalmente essendo senza punta i centrocampisti dei blancos hanno svolto un lavoro fondamentale soprattutto con Valverde che ha confermato di essere un giocatore totale. I tre gol arrivano grazie ai suoi inserimenti, in tutti e 3 i gol l’uruguaiano si è sempre buttato dentro con forza, con i giocatori del City che non sono mai riuscito a prenderlo. Anche forse l’approccio dei blancos al match ha forse un po’ stupito Guardiola e i suoi, visto che i padroni di casa hanno giocato con un baricentro molto basso e di ripartenza. Questo non è un fattore da sottovalutare, visto che comunque il Madrid in casa tende sempre a produrre un determinato tipo di gioco.
E’ difficile trovare un giocatore del Real che ha giocato male. Uno che mi ha convinto tanto è stato Aurelien Tchouameni che ha disputato una partita straordinaria, perfetto negli anticipi, nelle letture e anche nella gestione della partita. Da tempo per me il francese non disputava una partita del genere.
Impossibile non soffermarsi sull’Mvp del match Federico Valverde che ha sfornato una delle sue prestazioni clamorose, e forse questa ha un valore addirittura maggiore. Dico questo perché quest’anno è stato sacrificato in ruoli dove lui nonna potuto rendere al massimo, il numero 8 si è sacrificato e non ha mai detto una parola fuori posto, anzi ha posto sempre la squadra d’avanti a sé. Tra l’altro qualsiasi ruolo ha fatto, lo ha interpretato ad un livello superiore. La partita e i gol di ieri sono di un giocatore decisamente fuori categoria. Padronanza tecnica, corsa fino all’infinito, intelligenza calcistica di un altro livello. Eppure c’è qualcuno che lo sottavaluta e che si dimentica spesso che tra i giocatori in assoluto più forti del mondo c’è senza dubbio Federico Valverde, che nelle notti dei campioni lui esce e si prende la scena.
Per il Manchester City invece non ha funzionato nulla con i cityzens che non ci hanno capito praticamente nulla. Lo schierare Doku titolare per mettere in apprensione Arnold ,che nella fase difensiva non trova di sicuro il suo punto forte, non ha funzionato visto che il belga è stato duplicato/triplicato in continuazione e otre a ciò ha fatto parecchia confusione. O’Reilly invece probabilmente avrà gli incubi di Valverde per un po’ di giorni. L’inglese si è fatto trovare sorpreso troppo facilmente sul primo gol e questo errore ha pesato sulla partita, inoltre i pericoli maggiori sono arrivati sempre dalle sua parti. Concedere tutto quel campo aperto a Vinicius e compagni è come suicidarsi e onestamente mi aspettavo tutt’altra partita da parte del City.
Il grande assente della serata è senza dubbio Erling Haaland che di palloni ne ha toccati pochissimi e non ha mai calciato verso la porta. Sono ben 0 i tiri verso la porta di Courtois. Ma dal mio punto di vista la colpa non è solo sua visto che i suoi compagni non gli hanno mai dato un pallone giocabile che potesse impensierire la retroguardia blancos. Mai un pallone in profondità, mai un cross per poter colpire di testa, niente di niente. Nel City ieri sera non ha funzionato nulla.

C’E’ SPERANZA PER IL RITORNO?
Le possibilità di rimonta per il Manchester City sono pochissime, anzi tendono allo zero visto che probabilmente i blancos nella loro storia non sono mai stati rimontati di tre reti in Champions League. E soprattutto per la prossima settimana il Real Madrid potrebbe recuperare qualche giocatore importante come ad esempio Kylian Mbappe. Servirà tutt’altro tipo di prestazione per gli inglese per provare ad impensierire gli spagnoli e soprattutto viene difficile da pensare che il Madrid non riesca a segnare nemmeno un gol, visto che se proviamo ad immaginare la partita è probabile che ci saranno molti spazi.
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