L’attesissima e molto discussa 37esima giornata di Serie A è finalmente arrivata e mette come portata principale la corsa alla prossima Champions League che vede impegnate ben quattro squadre. Partite sulla carta alla portata di tutte le squadre coinvolte, ma che presentavano comunque delle insidie visti i momenti particolari di alcune squadre coinvolte, in primis Milan e Juventus. Metto anche la Juventus insieme al Milan poiché per me, nonostante l’ aver superato i rossoneri in classifica durante la scorsa giornata, in questo periodo non mi hanno mai convinto del tutto e hanno perso punti importanti.
IL MILAN RISORGE E LA ROMA VEDE IL TRAGUARDO
La partita più attesa e chiacchierata, visto ciò che è successo in settimana in casa Milan e di cui abbiamo parlato qui, è indubbiamente Genoa-Milan. Allegri arriva a questa partita in condizioni disastrose visto il caos societario, l’allenatore livornese fa una cosa però che rischia di cambiare tutto in maniera positiva: andare con i suoi in ritiro, scelta che permette di concentrarsi solo ed esclusivamente sulla partita. Il Milan gioca un primo tempo bruttino ma molto più solido rispetto alle ultime disastrose uscite, sul finale di frazione da dei piccoli segnali di risveglio con Nkunku, Rabiot e Jashari che cresce piano piano vincendo un po’ di contrasti, cosa che i suoi compagni non hanno per nulla fatto nella prima frazione.
Il secondo tempo invece è da squadra che vuole raggiungere l’obiettivo a tutti costi, da squadra seria. La frazione si apre con l’errore clamoroso di Amorim che sbaglia clamorosamente il passaggio verso Bijlow, Nkunku si avventa come un razzo, si porta d’avanti al portiere e viene atterrato dal portiere genoano. Sul dischetto si presenta il francese che è glaciale e spiazza Bijlow, portando i suoi sull’1-0 e alleggerendo la tensione in casa Milan. I rossoneri continuano a spingere e indirizzano fortemente la partita con Atekhame che con un gran tiro da fuori porta i suoi sul 2 a 0. Il Genoa però non molla un centimetro e la riapre fortunosamente con il suo capitano Vasquez che in maniera fortunosa riesce a battere Maignan. I rossoneri nel finale hanno svariate occasioni per andare sul 3 a 1 ma le sciupano, e dopo un maxi recupero di 10 minuti gestiti in maniera ottima riescono a tornare alla vittoria. Vittoria pesantissima che porta i rossoneri a quota 70 punti e soprattutto al terzo posto.
La Roma di Gasperini invece, arriva al derby con la Lazio in maniera perfetta grazie alle quattro vittorie consecutive, se non fosse per l’infortunio di Kone in allenamento. Diversa la situazione in casa Lazio che sta vivendo un finale di stagione pessimo, con l’ultima settimana che ha messo la definitiva pietra sulla stagione terribile programmata da Lotito e compagnia. Oltre a ciò la quantità industriale di infortuni che ha avuto la Lazio in questo ultimo periodo, ma anche in tutta la stagione ha fatto il resto. A partire meglio è sorprendentemente la Lazio che entra meglio in campo e va vicino al vantaggio due volte nel giro di un minuto, prima con Provstgaard e poi con Noslin che si divora il gol d’avanti a Svilar. La Roma col passare dei minuti esce, ed esce forte visto che sul finire della prima frazione sblocca il derby con Gianluca Mancini che svetta su Cancellieri e manda in deliro il suo popolo. Dopo il gol dei giallorossi la Lazio svanisce dal campo e la squadra di Gasperini sovrasta completamente gli uomini di Sarri.
Il secondo tempo vede i padroni da casa dominare e sfiorare il 2 a 0 con Malen che stava per fare un gol bellissimo, ma Furlanetto sfoggia un gran parata. La Roma prima ci prova con Dybala da calcio di punizione, e poi la chiude ancora con Mancini che svetta ancora una volta più in alto di tutti e batte l’incolpevole Furlanetto. I giallorossi nel finale potevano addirittura dilagare con El Shaarawy, Dovbyk e Soule. Poco male però perché i giallorossi si portano a casa tre meritatissimi punti e consolidano il 4° posto agganciando il Milan in classifica e soprattutto superando la Juventus, Come è strano il calcio, una settimana fa verso le 20 di sera erano praticamente fuori dal discorso Champions League, poi però la magia del calcio permette ai giallorossi di completare una clamorosa rimonta ai danni del Parma in pieno recupero. Adesso c’è da fare solo l’ultimissimo passo, il più importante.

LA JUVENTUS VICINA AL KO TECNICO
La grande delusa della domenica di pranzo è senza dubbio la Juventus di Luciano Spalletti che sbatte violentemente contro la Fiorentina di Vanoli. La Juve approccia malissimo la partita, poca grinta, poca qualità ma ha comunque un’occasione importante con Vlahovic che d’avanti a De Gea si divora l’1 a 0. Grazie alla poca aggressività Juventina la Fiorentina entra man mano in partita e trova il gol al 33° con Ndour che dopo un bell’inserimento purga Di Gregorio, ancora una volta imperfetto. Il primo tempo si conclude con la viola ancora in avanti e che per poco non trova il raddoppio con Harrison.
Il secondo tempo segue la falsa linea del primo, e anche nella seconda frazione la prima occasione è per gli uomini di Spalletti. Boga da ottima posizione calcia centrale e De Gea respinge con i pugni. Poco dopo ci riprova con Coinceicao che dopo una bella giocata di Yildiz calcia forte sul primo palo ma trova ancora De Gea che mette in calcio d’angolo. Al 59° arriva un episodio un po’ contestato con McKennie, che riesce a trovare il gol del pareggio che però viene immediatamente annullato, poiché secondo l’arbitro, l’americano si sarebbe liberato in maniera irregolare di Gosens con una leggera spinta. Un fallo che dal mio punto di vista è molto molto lieve e che sarebbe stato più opportuno non fischiare. Juventus che si vede annullare un altro gol dieci minuti più tardi, stavolta con Vlahovic che era leggermente oltre la linea difensiva avversaria. La viola cresce nel finale e la chiude all’82° con un grandissimo gol di Rolando Mandragora che da fuori calcia benissimo e la mette sotto l’incrocio portando i suoi sul 2 a 0. La Juve non reagisce nel finale, non crea nulla e perde una partita che rischia di pesare enormemente sul giudizio della stagione bianconera. Con questo risultato i bianconeri sono fuori dalle prime quattro e in questo momento ricoprono addirittura la sesta posizione vista la vittoria del Como e il vantaggio negli scontri diretti della squadra di Fabregas. Sulla situazione della Juventus abbiamo già parlato tanto, questa partita ne è la conferma. A 90 minuti dalla fine i bianconeri sono vicinissimi al ko tecnico.

IL COMO SOGNA ANCORA
La squadra di Fabregas dopo aver raggiunto la matematica qualificazione in Europa League può sognare ancora qualcosa in più, e può farlo grazie ad un calendario sulla carta abbordabilissimo. I comaschi vincono per 1 a 0 contro il Parma di Carlos Cuesta, demolendo gli emiliani. La squadra di Fabregas gioca benissimo e domina gli avversari colpendo ben due pali e poi riesce a trovare la via del gol grazie all’ uomo che non ti aspetti: Alberto Moreno. La squadra comasca si divora tantissimi gol con Baturina, Diao e Douvikas ma alla fine riesce a portarsela a casa.
Tre punti pesantissimi che permettono non solo l’aggancio alla Juventus, ma addirittura permette loro di superare la squadra di Spalletti visto il vantaggio negli scontri diretti. Una vittoria che permette a Fabregas di sognare ancora la Champions League, che avrebbe semplicemente dell’incredibile.
90 MINUTI DI FUOCO
Gli ultimi 90 minuti della Serie A si preannunciano infuocati. Il Milan affronterà a San Siro il Cagliari di Pisacane in un clima particolare, la Roma andrà a Verona ad affrontare l‘Hellas Verona che di sicuro non regala niente come dimostrato contro l’Inter a San Siro, il Como andrà a Cremona a giocare contro la Cremonese una partita semplice sulla carta che però si è complicata tantissimo nelle ultime ore visti i risultati degli scontri salvezza, la Juventus invece chiuderà il suo campionato nel derby di Torino in una partita che si preannuncia già caldissima.
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