Anche quest’oggi purtroppo ci ritroviamo a parlare del Milan poiché per l’ennesima volta in casa rossonera succedono cose impronosticabili e che hanno davvero poco senso, oltre ad essere difficili da spiegare. Dopo la sconfitta di domenica in casa col Cagliari che ha privato il diavolo di disputare la prossima Champions League, Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic hanno deciso di effettuare una profonda rivoluzione licenziano in tronco l’Ad Giorgio Furlani, il Direttore Tecnico Geoffrey Moncada, il Direttore Sportivo Igli Tare e l’allenatore della prima squadra Massimiliano Allegri. Da quel momento in poi in casa Milan c’è un caos senza precedenti, con i rossoneri che al momento non hanno nessun dirigente che può sviluppare il calciomercato o portare avanti trattative, rinnovi e soprattutto non c’è l’allenatore con la stagione che è ormai alle porte.
Dopo i licenziamenti appena citati Gerry Cardinale assieme a Zlatan Ibrahimovic hanno deciso di convocare una sorta di conferenza stampa a porte chiuse solo per 6/7 giornalisti in cui spiegavano il nuovo corso del Milan, da cui traspare secondo le indiscrezioni, la volontà di scegliere un allenatore alla Fabregas, ossia uno che gioca a calcio, che crea valore e che porta un calcio moderno. Dal mio punto di vista questa conferenza stampa a porte chiuse per una cerchia ristretta di giornalisti è a mio modo di vedere una scelta discutibile dove la proprietà ha dimostrato ancora una volta di non volere il contraddittorio e di fatto di non voler rispondere alle domande scomode. La proprietà ha giustificato questa scelta dicendo che questi giornalisti sono quelli che non si sono accaniti sulla stagione e in generale Milan a differenza di altri.

IL CAOS REGNA SOVRANO E IL CIRCO CONTINUA
Dal momento del comunicato mi aspettavo che il Milan avesse dei nomi subito pronti per progettare sin da subito la prossima stagione, ma cosi non è, anzi. Da lunedì sera impazza il toto nomi, con la certezza assoluta che il club rossonero si è autocolto per l’ennesima volto alla sprovvista. In questi giorni abbiamo sentito miriadi di nomi per l’area tecnica, per il ruolo di A.D, D.S e per il ruolo di allenatore come ad esempio Congerton, Ferrari, Galliani, Iraola, Xavi, Italiano, Edwards, Begiristain ecc… . Quello che è certo è che nelle scorse settimane, precisamente a metà maggio, Cardinale e Ibrahimovic hanno contatto Andoni Iraola ormai ex allenatore del Bournemouth in procinto di passare al Liverpool, che nella giornata di sabato ha esonerato Arne Slot. A incuriosire è il timing dei contatti, visto che la stampa italiana faceva filtrare che in caso di qualificazione in Champions League Massimiliano Allegri sarebbe rimasto sulla panchina del Milan. Questo testimonia che probabilmente c’era già l’intenzione da parte di Gerry Cardinale di cambiare la guida tecnica della squadra, questo lo testimonia anche la conferenza stampa a porte chiuse in cui avrebbe affermato che in caso di permanenza di Allegri si sarebbe sprecato un anno visto il non gioco prodotto dalla squadra. Il Milan nel corso di questa settimana ha provato in tutti i modi a convincere Iraola che aveva anche aperto alla proposta rossonera, ma sempre tergiversando in attesa di qualcosa di più grande e soprattutto che gli permettesse di rimanere in Inghilterra. Quel qualcosa di più grande era il Liverpool con cui era già in contatto e con Iraola che aspettava solo il via libera dei reds, via libera che è arrivato e che porterà il tecnico basco ai reds. Questo è un gran peccato per il calcio italiano, reputo Iraola uno dei migliori allenatori emergenti, ciò che ha fatto a Bournemouth con il suo calcio e con la sua filosofia è straordinario e sono sicuro che al Liverpool farà benissimo. Rossoneri che ci hanno provato anche per Xavi con Ibrahimovic che ha tentato di convincere il suo ex compagno, ma la leggenda spagnola ha preferito declinare per via di problemi familiari e in questo momento accetterebbe solo una Nazionale.
Ci tengo a precisare una cosa, il Milan ha deciso di non parlare per nulla con la stampa e quindi ciò che esce sono indiscrezioni, agenti che parlano e così via, quindi bisogna prendere tutto con le pinze. Ciò che filtra dalla stampa è che in questo momento ci sarebbero due correnti di pensiero in casa Milan, da una parte c’è Zlatan Ibrahimovic che vorrebbe portare il duo Slot- Planes, dall’altra parte c’è Calvelli che vorrebbe affidare l’intero progetto a Ralf Rangnick che a sua volta porterebbe a Milano Oliver Glasner ormai ex allenatore del Crystal Palace di cui ha fatto la storia. Il progetto Rangnick è sicuramente più intrigante poiché il guru tedesco porterebbe all’incirca una 20ina di suoi uomini impostando un tipo di mentalità sin dalle giovanili. Di fatto l’attuale Ct dell’Austria prenderebbe le chiavi del Milan, in questo caso perlomeno si parlerebbe di un progetto serio e duraturo, sulla carta. Discorso diverso quello riguardante Zlatan Ibrahimovic che vorrebbe portare una tipologia di calcio, basata totalmente sul controllo della gara tramite il possesso palla, la riaggressione, il pressing alto e avrebbe individuato in Arne Slot l’uomo perfetto. A dire la verità Ibrahimovic sembra che cambi un allenatore al giorno e questo bisogna dirlo. Al suo fianco vorrebbe affiancargli Ramon Planes attuale direttore sportivo dell’Al Itthad e soprattutto ex direttore sportivo del Barcellona. L’idea dello svedese è chiara, vuole una scuola più spagnoleggiante con Slot che ha comunque dei principi che prendono fortemente spunto dalla scuola spagnola. Va chiarito anche che sono due scuole di pensiero molto diverse, con Slot che pratica un calcio più di possesso, di 1vs1, mentre Glasner pratica un calcio più fisico, di pressing feroce e che tende ad avere poco il pallone tra i piedi preferendo andare in porta nel minor tempo possibile. Qualora venisse scelta l’opzione Rangnick- Glasner saremmo d’avanti a uno sconfessamento degli intenti che la società ha fatto trapelare dalla stampa, ma questa non sarebbe la prima volta che la proprietà si autosmentisce. Tra l’altro Rangnick avrebbe fatto una serie di richieste importanti alla proprietà e una delle quali è quella che nessuno metta bocca o si intrometta nel suo progetto, e su questo punto potrebbero esserci delle complicanze visto il passato
Ciò che sorprende è che in questi giorni sono trapelati una lista enorme di candidati, ma tutti profondamente diversi. Questo fa sembrare che la società stia navigando a vista, che non abbia un piano e che soprattutto cambia un’ideologia al minuto. Se vuoi un determinato tipo di progetto e in questo caso stiamo parlando di un calcio alla “spagnola” maniera, prendi un allenatore e un direttore sportivo con quelle idee, non che ad un allenatore abbini un direttore sportivo sì con le stesse caratteristiche ma sconfessando in maniera totale la tua nuova presunta filosofia. Se scegli di proporre un calcio alla spagnola vai su quella strada, non che cambi in continuazione andando prima sullo spagnolo, poi sul tedesco, poi sul francese, poi sull’austriaco ecc… . Così sembra una barzelletta.
Non comprendo neanche il non voler andare per nessuna maniera su profili italiani come affermato da Franco Ordine, presente a quel famoso meeting. Nel calcio italiano è fondamentale avere figure di un certo potere nel palazzo e che sappiamo muoversi nel calcio italiano, che è principalmente basato sui rapporti. Il Milan in questo fondamentale è ancora più in confusione rispetto al resto. Se posso capirlo dal punto di vista del voler cambiare stile di gioco, cercando di proporre un calcio più moderno, non riesco a capire questo secco no nelle figure dirigenziali. La sensazione generale è che in casa Milan ci sia una confusione che regna sovrana, con l’aggravante di non aver chiaro le figure da dover inserire nell’organigramma con la stagione ormai alle porte. Il Milan sta partendo per l’ennesima volta in enorme ritardo nella preparazione della stagione, del calciomercato e di tutto quello che ne consegue e questi fattori rischiano di essere ancora una volta fatali. Quando scrivo quest’articolo, il Milan è ancora senza A.d, senza Direttore Sportivo, senza Direttore Tecnico e senza allenatore ed è un insulto per un club del genere.

I CALCIATORI INIZIANO A STRAPARLARE
Con tutto questo caos societario è inevitabile che i calciatori della rosa siano molto preoccupati, anche perché non hanno figure con cui interfacciarsi e avere le dovute rassicurazioni. In questi ci sono tantissime indiscrezioni su giocatori che vorrebbero chiedere la cessione e giocatori che invece sono richiesti da altre squadre su tutti Jashari e Ricci , il primo nel mirino di Atalanta, Roma, club di Premier League e di Bundesliga, il secondo nel mirino sempre dei bergamaschi. In questa situazione è possibile che giocatori che non spiccano di sensibilità( chiamiamola cosi) vadano a parlare alla stampa dichiarando cose che non dovrebbero. Questo è l’esempio di Rafael Leao che nella serata di sabato ha dichiarato ai microfoni di Sport Tv di aver dato tutto al Milan, di esser entrato nella storia del club e di essere ormai pronto per una nuova sfida in un altro campionato. Dichiarazioni che nell’ambiente rossonero hanno preso le sembianze di una bomba, visto che il clima intorno al club è tutt’altro che positivo.
Sulle dichiarazioni mi soffermo sul dire che è vero ed indiscutibile che il talento portoghese abbia scritto pagine di storia del club conquistando da assoluto protagonista la Serie A nel 2022 oppure che abbia trascinato il club l’anno successivo alla semifinale di Champions League, ma mi sento di dissentire sul fatto che lui abbia dato tutto soprattutto nei tempi recenti. L’atteggiamento nelle ultime due stagioni non è stato per niente positivo, è stato molto irritante e infatti il pubblico di San Siro nelle ultime settimane ha deciso di fischiarlo pesantemente, e pensare che San Siro fino a qualche tempo gli dedicava un coro personalizzato, cosa che solo in pochi possono vantare. Io sono un grandissimo fan di Leao e penso che il suo potenziale sia da super top mondiale, ma l’età avanza e non riesce a crescere in determinati in questi aspetti. Che Leao ami il Milan nessuno lo mette in dubbio, ma che avrebbe potuto fare di più… beh quello è altrettanto indiscutibile. Se il problema era il Milan lo scopriremo presto. Le sue dichiarazioni le trovo una grande mancanza di rispetto verso i tifosi, che sono già molto provati e da lui mi aspettavo un altro tipo di atteggiamento. Leao è questo e ormai lo conosciamo tutti.
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