GIRONE F: L’OLANDA FRENA,IL GIAPPONE STUPISCE
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Nella nottata di lunedì 15 giugno si è conclusa la prima giornata del girone F, che ha dato una conferma e una stupefacente prova di forza. La partita più importante e più attesa del girone era sicuramente Olanda-Giappone poichè entrambe le nazionali vengono da percorsi di crescita importanti. Dopo aver mancato il Mondiale 2018 le oranje hanno ritrovato se stessi e sono tornati al vertice del calcio mondiale disputando un ottimo Mondiale in Qatar e un ottimo Europeo. Il Giappone invece cresce costantemente e dopo l’ottimo Mondiale in Qatar dove è arrivato primo nel girone battendo avversarie come Spagna e Germania, questo è un grande banco di prova per certificare il processo del calcio asiatico.
KOEMAN MANDA TUTTO ALL’ARIA
Ronald Koeman per affrontare il Giappone sceglie di affidarsi alla formazione migliore, almeno sulla carta: sceglie il 4-3-3, Van Dijk con Van Hecke al centro della difesa, Van De Ven va a fare il terzino sinistro, centrocampo fortissimo( per me) composto da Gravenberch, De Jong e Tijani Reijnders, in attacco invece c’è Malen, Gakpo e la new entry Crysencio Summerville. Una squadra piena di talento, solida e che può veramente dire la sua in questo Mondiale, ma l’atteggiamento troppo conservatore di Koeman ha rovinato l’ esordio della Nazionale olandese nel massimo torneo internazionale. Dall’altro lato abbiamo un Giappone molto solido con giocatori di alto livello, come per esempio Ito del Bayern Monaco a guidare la difesa, Kamada del Crystal Palace, Nakamura autore di una stagione fenomenale al Reims, Kubo della Real Sociedad sulla trequarti e Ueda autore di una stagione da record da ben 40 gol stagionali tra Feyenoord e Nazionale.
Nel primo tempo il canovaccio della partita è abbastanza chiaro: dominio del possesso dell’Olanda, Giappone tutto dietro. L’Olanda parte subito bene creando già al 3° minuto una grande occasione quando Gakpo serve Malen che è bravissimo nello stretto liberandosi di due avversari per poi far partire un gran tiro su cui Suzuki è costretto a fare un miracolo. I primi 30 minuti sono soporiferi, gli olandesi provano a sbloccare la partita al 35° con un angolo battuto da Reijnders che trova ancora Malen che colpisce bene di testa, ma Suzuki vola ancora. Il Giappone si sveglia sul finire delle prima frazione collezzionando due occasioni: la prima arriva dopo un buon sviluppo di manovra, con il pallone che dopo un rimpallo finisce sui piedi di Nakamura il quale calcia bene, ma il pallone finisce fuori di poco. La seconda arriva con Kamada che serve Maeda il quale calcia forte ma trova solo l’esterno della rete.
Il secondo tempo invece regala speettaccolo. Al 51° l’Olanda guadagna una punizione sulla trequarti, il Giappone non riesce a liberare definitivamente e il pallone finisce sui piedi di De Jong che serve a sua volta Gravenberch, il quale mette dentro un gran pallone che trova Van Dijk che di testa è bravissimo a piazzarla e a portare in vantaggio i suoi. Da quel momento in poi il Giappone prende coraggio e inizia a giocare bene, facendo salire sensibilmente i giri del motore. Al 57° ancora sulla sinista, il Giappone crea l’azione del pareggio, con un buono sviluppo che porta Kubo a mettere dietro un pallone per Nakamura, il quale con un gran tiro rasoterra e complice il traffico d’avanti a Vertbruggen, porta in pareggio i suoi. Un giocatore molto molto interessante, che in questa gara ha mostrato imprevedibilità, rapidità e capacita di fare male. L‘Olanda non si perde d’animo e torna in vantaggio grazie a Crysencio Summerville che servito dopo una bella giocata di Gravenberch, rientra e calcia con il piede debole( il sinistro) con il pallone che da un bacino al palo e supera Suzuki. Le oranje continuano a spingere pochi minuti dopo De Jong con una gran palla in profondità trova Cody Gakpo che punta il suo diretto avversario, lo salta e fa partire un gran tiro verso il primo palo sul quale Suzuki interviene con un altro grande intervento. Il problema dell’Olanda sono però i cambi di Koeman che dal 70° sceglie di concedersi totalmente al Giappone di Moriyasu scegliendo di sostituire Summerville per far entrare Koopmeiners. In questo modo di fatto, visto che l’olandese è andato a ricoprire proprio il ruolo dell’ala del West Ham, dai la sensazione di volerti abbassare, di essere più prudente. E non è solo una sensazione, è anche un messaggio ai propri calciatori. Gli oranje si abbassano tanto e il Giappone arriva con sempre più insistenza verso i pressi dell’area di rigore olandese come ad esempio con Junia Ito che sguscia via su De Jong e mette dietro un pallone pericolo per Segawara che da ottima posizione calcia troppo debolmente. I giapponesi vanno sempre a cercare l’1vs1, riempiono di più l’area e per questo Koeman inserisce Ake al posto di Gravenberch, passando con la difesa a 3 che si trasforma a 5 e inserendo Brobbey al posto di Gakpo, passando ad un finale 3-5-2 / 5-3-2 scegliete voi. I fantasmi dei tifosi olandesi si materializzano all’88° quando Ogawa svetta in area di rigore e colpisce la testa di Kamada che permette al pallone di finire sotto l’incrocio dei pali e di portare il match sul 2-2.
Il calcio sta mandando dei messaggi molto chiari, non è più il tempo di speculare sul risultato poiché adesso tutte le squadre hanno le armi per poter creare qualcosa. Koeman inoltre deve trovare il modo anche per valorizzare Dumfries che in questa partita è stato praticamente nullo. L‘Olanda gioca anche bene, ha giocatori di altissimo livello ma deve trovare il modo di essere più imprevedibile e deve cercare delle soluzioni alternative per rendere Malen quello visto sotto Gasperini.

IL GIAPPONE SI CONFERMA GRANDE CON LE GRANDI
Il Giappone invece si conferma una squadra in costante crescita capace di sfornare giocatori niente male. Mi è sinceramente piaciuta molto poco nella prima frazione dove ha scelto di consegnarsi all’avversario, molto più positivo il secondo tempo dove ha giocato con coraggio, personalità andando a sfruttare la sua arma migliore: la rapidità. Soprattutto gli esterni dispongono di questa qualità, e infatti è proprio sulle fasce che sono arrivati i pericoli maggiori. Il Giappone è una squadra molto molto solida, brava nel creare quando messa in condizione di andare 1vs1. A mancare nella serata è stato Ueda, il quale però era in mezzo a due giocatori come Van Dijk e Van Hecke.
Il Giappone è una di quelle squadra che può far saltare il banco e che soprattutto può far saltare qualche big. Sono molto organizzati e hanno le idee chiare, inoltre il calcio giapponese dimostra di essere sempre in crescita formando talenti veri. Per il Giappone la partita contro la Tunisia rischia di essere fondamentale non solo per il passaggio del turno, ma anche per il primo posto in classifica, che potrebbe diventare alla portata.

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