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MONDIALI, GIRONE C: IL MAROCCO E’ UNO SHOW, IL BRASILE NO

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pierorutigliano19@gmail.com

Nella nottata di domenica 14 giugno si è disputata la partita probabilmente più attesa dell’intera fase a gironi, ossia Brasile-Marocco rispettivamente numero 7 e numero 6 del ranking Fifa.Due squadre sulla carta forti che brillano soprattutto nel reparto offensivo, ma due squadre con due filosofie profondamente diverse. Il Marocco viene da un ultimo Mondiale grandioso con una  persa contro una grande Francia nel in Qatar, e una Coppa d’Africa molto discussa con i tre leoni che sul campo hanno perso la finale col Senegal, ma che si sono visti assegnare il titolo per via dell’abbandono del campo da parte dei giocatori del Senegal dopo un rigore discusso. Il Brasile invece viene da varie delusioni negli ultimi anni, soprattutto nei Mondiali e per provare a rimettersi in carreggiata si è affidato al gestore migliore di tutti e ad un grande allenatore: Carlo Ancelotti.

IL MAROCCO DOMINA IL BRASILE MA NON BASTA

Ancelotti nella sua prima partita in un Mondiale sceglie di sorprendere attraverso le scelte di formazione, che hanno fatto discutere pre e post partita. Sembrava scontato che al posto dell’infortunato Wesley sarebbe toccato a Danilo ereditare la fascia destra, ma così non è stato visto che al suo posto è stato preferito Ibanez. Anche a sinistra, il tecnico italiano ha deciso di sorprendere scegliendo Douglas Santos, dal mio punto di vista ci sono sorprese anche sulla trequarti e in attacco: mi aspettavo Endrick e invece ha scelto Igor Thiago, mi aspettavo Cunha dall’inizio e invece in campo è sceso Paquetà.

Il Marocco invece è sceso in campo con la formazione che mi aspettavo, visti anche gli infortuni avuti in settimana che hanno posto fine al Mondiale ancor prima di iniziare per quanto riguarda i casi di Abde Ezzalzouli e Nayef Aguerd. Ouahbi mette dentro tantissima qualità per impensierire la Nazionale verdeoro: Bouaddi, Ounahi, Brahim Diaz, Saibari ma non solo perché dal centrocampo in su è la qualità a comandare. Importantissimo anche il rientro di Mazraoui che non solo aumenta notevolmente l’affidabilità difensiva, ma che aumenta anche l’imprevedibilità offensiva.

A partire forte è il Marocco che prende immediatamente il controllo della partita soffocando il Brasile con il pressing e comandando il gioco. Al 6° Mazraoui salta secco Ibanez, mette dentro un gran pallone a rimorchio che finisce sui piedi del romanista El Aynaoui il quale calcia a botta sicura ma arriva il salvataggio sulla linea di Bruno Guimaraes, che tiene il punteggio fermo sullo 0-0. I primi 10 muniti di partita sono in totale stampo marocchino: molta più qualità nell’uscita col pallone e in generale nella gestione del possesso, più aggressività, sempre passaggi tra le linee in verticale a rompere le linee avversarie, continui 1vs1. Il Brasile invece fa una fatica enorme nel riuscire ad uscire col pallone tra i piedi. Al 13° arriva però il primo squillo dei brasiliani, con Paqueta che riesce a rompere una linea di pressing servendo Raphinha con un bel passaggio in verticale, il giocatore del Barcellona serve Vinicius Jr che punta Hakimi e mette dentro un gran pallone con Igor Thiago che cicca clamorosamente il pallone. Uno dei punti deboli della squadra di Ancelotti nel primo tempo è senza dubbio Lucas Paqueta che perde una quantità di pallone notevole, ogni qual volta viene pressato viene mangiato dall’avversario. Al 21° recupero di Mazraoui su Paqueta, palla che arriva nei piedi di Brahim Diaz che imbuca alla grande per Saibari il quale si infila tra Gabriel e Marquinhos, si porta d’avanti ad Alisson e batte con un cucchiaio morbido morbido il portiere del Liverpool.

Il Brasile è completamente in bambola, ma al 31° si scuote con uno dei giocatori più attesi del Mondiale: Vinicius Jr. Il fuoriclasse brasiliano viene imbucato da Bruno Guimaraes, punta forte Diop, se la sposta e fa partire uno scaldabagno che finisce sotto l’incrocio. Un gol bellissimo.L’ultima azione pericolosa della frazione è per il Brasile con il suo peggiore in campo, ossia Lucas Paquetà che prima fa un sombrero a centrocampo poi si butta dentro l’area, il suo inserimento viene premiato e per poco non trova un gran gol, con Bonou che si allunga sulla sua sforbiciata.

Il secondo tempo è meno denso di azioni pericolose, ma vediamo in mostra la grande tecnica che il Marocco possiede, ma non solo poichè ci abbinano anche una intensità fisica impressionante. Le occasioni arrivano nel finale e sono una per parte: la prima è per i verdeoro con Cunha che serve con un gran pallone Vinicus, il quale punta ancora Diop ma stavolta preferisce il “paso de la muerte” che trova Raphinha, il fuoriclasse brasiliano calcia centrale. Al 99° ad avere l’ultimissima chance è la nazionale dei leoni dell’Atlante con El Aynaoui che calcia da fuori e impegna Alisson che prima toglie la palla dall’ angolino e successivamente sulla respinta toglie il pallone dalla disponibilità di Amaimouni con un gran riflesso.

Il Brasile di Ancelotti è la fotocopia del suo ultimo Real Madrid che vinse la Champions, una squadra che subisce, viene messa alle corde e rischia tante volte prendere gol, ma alla fine il risultato te lo porta a casa.

TOPSHOT – Brazil’s forward #07 Vinicius Junior (R) celebrates scoring his team’s first goal during the 2026 World Cup Group C football match between Brazil and Morocco at the New York/New Jersey Stadium in East Rutherford on June 13, 2026. (Photo by Jewel SAMAD / AFP)

IL CALCIO E’ CAMBIATO E AVVOLTE NON CE NE RENDIAMO CONTO

La cosa che mi ha lasciato più stranito ma allo stesso tempo sbalordito della nottata è di come il calcio sia cambiato notevolmente nel corso degli ultimi, di come si sia sviluppato in terre che fino a poco tempo fa non consideravamo neanche in questo settore. Questa notte era più il Marocco a sembrare il Brasile che siamo abituati a conoscere, che il contrario. La crescita di giocatori tecnici della nazionale dei rossoverdi è impressionate, basti pensare a Saibari, Brahim Diaz e su tutti Bouaddi autore di una partita straordinaria. Il classe 2007 ha fatto girare a vuoto il Brasile per 90 minuti, non andando mai in difficolta quando pressato e mostrando una classe che nel calcio di oggi in pochi vantano. Il giocatore del Lille si appresta ad essere uno dei pezzi pregiatissimi del mercato estivo. Vedere i calciatori del Marocco toccare il pallone con molta più qualità, delicatezza rispetto ai giocatori del Brasile all’inizio mi ha stupefatto.

Ma il Marocco non è solo qualità, poiché nel calcio di oggi solo questa componente non basta. E’ anche fisicità basti pensare a Diop ed El Ayanoui, è aggressività , continui 1vs1 ed anche organizzazione difensiva. Prima del Mondiale mettevo in lizza il Marocco in pole position per quanto riguarda le squadre del continente africano, questa partita mi da assoluta certezza del fatto che sono una squadra in grado di lottare per la vittoria del Mondiale.

Il Brasile invece è difficile da giudicare, gioca un primo tempo pessimo con Casemiro e soprattutto Paqueta che non riescono a stare al ritmo. Il giocatore del Flamengo tolto il finale di prima frazione, non capisce nulla, sbaglia stop e si perde. Casemiro invece sente inevitabilmente il passare degli anni, nonostante la grande stagione in Premier League con il Manchester United. Ancelotti nella prima frazione parte con l’idea di mettere Raphinha vicino Vinicius e Paqueta largo a destra facendo il finto esterno, ma la prestazione dell’ex West Ham stravolge i piani. I verdeoro trovano più o meno stabilità con l’inserimento di Fabinho al posto di Casemiro durante l’intervallo, e successivamente con l’ingresso di Cunha che non può assolutamente stare fuori in questa nazionale. Igor Thiago invece non sembra un attaccante del Brasile, francamente la scelta di lasciare a casa Joao Pedro reduce da un’ottima stagione personale è incomprensibile. Ancelotti deve osare un po’ di più, adesso il calcio è fatto di 1vs1, di potenza e mi ha stupito non vedere nè RayanEndrick.  Non fraintendiamoci il Brasile d’avanti ha tanta qualità, ma il Marocco da la sensazione di essergli superiore non solo nei piedi ma anche nell’idea di gioco.

Brasile e Marocco pareggiano e adesso sono entrambe a caccia della Scozia vincitrice nell’esordio contro l’Haiti grazie alla rete di John McGinn, e alla prossima si decide già un pezzo di qualificazione visto che ci sarà lo scontro diretto tra Scozia e Marocco.

 

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