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MA ALLA FINE: CHE MONDIALE E’ STATO?

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pierorutigliano19@gmail.com

Dopo 40 giorni dall’inizio del Mondiale la parola fine è finalmente arrivata, con la Spagna che grazie al gol di Ferran Torres nei supplementari si è laureata Campione del Mondo per la seconda volta della sua storia, a 16 anni dall’ultima volta. Le furie rosse hanno stradominato la finale contro l’Argentina sin dal primo istante, a volte il divario tra le due squadre è stato quasi imbarazzante, al 110° minuto erano 20 i tiri verso la porta da parte degli spagnoli mentre 0 erano quelli da parte dell’Argentina. Dominio totale degli spagnoli.

Vittoria che mi sento di dire meritata, la Spagna ha giocato un Mondiale fantastico e tolto l’esordio che ha visto Capo Verde fare il miracolo e bloccare i Campioni d’Europa, è indubbio dire che siano stati la squadra più forte. La squadra di De La Fuente ha subito 1 solo gol in tutto il torneo, sintomo che chi ha lai difesa migliore spesso vince, soprattutto in questi tipi di tornei. Ma oltre alla difesa, a spiccare è la qualità del gioco espresso dagli spagnoli, i meccanismi sono totalmente oliati, non fanno praticamente mai toccare palla agli avversari e hanno una qualità superiore. La Spagna è ha tutti gli effetti una squadra di club, ma di questo ne parleremo in un altro articolo. Vittoria meritata anche per il percorso che hanno dovuto affrontare, infatti sulla strada per la vittoria hanno dovuto affrontare molte delle candidate principali alla vittoria come Portogallo, Belgio e Francia. Il percorso affrontato e soprattutto il come hanno affrontato queste partite lascia sbalorditi, non hanno praticamente mai sofferto e hanno sempre messo sotto l’avversario. Una squadra fantastica, un concetto di calcio fantastico che mette oggi più che mai la Spagna in cima alla piramide calcistica per la capacità di seguire una filosofia sin dalle giovanili. Ma la domanda sorge spontanea: al netto del campo, che Mondiale è stato?.

IL MONDO BRUCIA E TRUMP FA IL CLOWN

Il premio di miglior attore protagonista lo vince senza alcun dubbio Donald Trump che tra un bombardamento e l’altro, ha rilasciato una miriade di dichiarazioni discutibili. A testimoniare che la figura del Presidente U.S.A sia quantomeno discutibile ci sono le immagini della premiazione dove molti giocatori spagnoli gli stringono la mano senza neanche guardarlo e con Rodri che prima di alzare la coppa lo sposta. Questo perché c’è un clima di tensione tra Spagna e U.S.A con il Presidente Trump che accusa il governo Sanchez di non aver aiutato la causa statunitense. Oltre a ciò però è impossibile non soffermarsi ancora una volta sulla situazione riguardante il conflitto tra Iran e Stati Uniti. Il Mondiale poteva essere una grossa occasione per abbassare i toni e per un piccolo momento è stato anche così, con l’accordo per la pace tra i due popoli avvenuto durante proprio la Coppa del Mondo. Il problema però è che durato pochi giorni e tornando al calcio, il trattamento riservato ai giocatori e allo staff dell’Iran è stato vergognoso: visti negati a gran parte dello staff, viaggi durati un’eternità, nessuna possibilità di sostare negli U.S.A, allenamenti negati e controlli troppo approfonditi. Il Mondiale per un calciatore è il sogno di una vita, per i calciatori iraniani invece è stato più un incubo che un sogno. A testimoniare ciò ci sono anche le parole forti di Taremi che ha apertamente attaccato la Fifa per l’organizzazione del loro Mondiale e ha anche avanzato dei sospetti sulle partite. Vedendo successivamente come è andata la situazione Balogun, il sospetto è lecito.

Altra piccola postilla su Trump: da quando è esperto di calcio?. No perché ho visto che ha criticato allenatori, giocatori ecc… . Il Mondiale nella sua storia è stato teatro di rappacificamento tra popoli come ad esempio nel 1998 quando sempre Stati Uniti ed Iran usarono la loro sfida come canale di diplomazia tra popoli scattandosi una foto tutti insieme, oppure quando la Corea del Sud e la Corea del Nord riuscirono a qualificarsi entrambe al Mondiale e usarono questa avvenimento per distendere i loro rapporti, oppure quando Drogba e compagni furono in grado di fermare una guerra civile nel proprio paese. Insomma spesso il Mondiale è stato terra di pace, ma questa volta non è andata così. Il Mondiale è gioia, unione di culture, comprensione e scoperta di culture altrui ma questa volta non è bastato. Un gran peccato.

LA FIFA E’ UNA ISTITUZIONE MORTA

Qualche parola la merita anche la Fifa guidata da Gianni Infantino che si è dimostrata per l’ennesima volta un’istituzione completamente inadeguata. Già era partita male non riuscendo a gestire il caso Iran-Usa, di fatto penalizzando solamente gli iraniani, dichiarando che il calcio in questioni politiche non può entrare e che le decisioni dipendevano soltanto dal paese ospitante( pinocchio), e ha finito ancora peggio con il caso Balogun. Se pensavamo di averle viste tutte, ci sbagliavamo. Il giocatore statunitense suo malgrado, si è visto protagonista di un episodio che verrà ricordato per sempre nella storia della competizione e non solo. Il giocatore del Monaco è stato espulso nella partita contro la Bosnia in maniera discutibile(questo va detto) e cosa ha ben pensato di fare Gianni Infantino?. Rimuovere la squalifica su chiamata di Trump. Questo è un vero e proprio attentato al calcio, è inconcepibile che una scelta dubbia che però rimane incontrastabile venga ribaltata dalla politica. Il calcio non deve entrare nella politica e la politica non deve entrare nel calcio. Infantino tra l’altro era alla prova del nove con questa manifestazione visto le discusse assegnazioni dei Mondiali 2022 in  Qatar e i Mondiali 2034 in Arabia Saudita, paesi che non rispettano molti dei basilari diritti umani e sappiamo bene la il ruolo che la Fifa apparentemente svolge a favore dei diritti umani e tutto il resto che ne consegue. Oltre a ciò c’era anche la polemica riguardante i biglietti decisamente troppo costosi di questo Mondiale, polemica incendiata anche dal diretto interessato con le sue dichiarazioni ai limiti della follia. Per lui è normale pagare di 10,ooo euro un biglietto per una partita di calcio. Ok.

Durissima è stata la risposta della Uefa che ha dichiarato che la Fifa ha superato un limite invalicabile. Se prima in molti, soprattutto in Italia, avevano il dubbio che a decidere le partite, i campionati, i tornei non fossero solo i 22 giocatori presenti in campo, adesso si ha la conferma. Nel calcio devono essere assolutamente evitati i retropensieri, con quello che è successo invece si va a gettare benzina sul fuoco. Che Infantino fosse una persona umanamente discutibile lo si deduce dal fatto che ha scelto di dare il premio Fifa Prize For Peace sempre al Tycoon americano. Premio che tra l’altro veniva inaugurato con questa assegnazione. Ma quanto puoi essere fuori dal mondo per assegnare un premio di tale valore a un personaggio che nel giro di due anni ha praticamente bombardato mezzo mondo?. Facciamo i seri. Infantino si è confermato per l’ennesima volta il cagnolino di Trump e ha confermato per l’ennesima volta di essere totalmente inadeguato nel guidare la massima Federazione calcistica mondiale. In questo modo e con lui i valori del calcio sono stati totalmente infangati.

Qualche commento lo meritano anche gli Hydration Break. L’Hydration Break è una delle schifezze sportive più grandi che abbia mai visto, come si può rendere il calcio che è uno sport che storicamente è costituito da una sola pausa, ossia quella dell’intervallo, e renderlo una partita Nba. In questo modo il gioco viene troppo spezzettato e toglie alle squadre di minore qualità di fare le imprese. In questo modo i top team hanno il tempo di riorganizzarsi e mettersi a posto, e non è un caso che ad approfittare di questi break siano state spesso le squadre più forti. Cosi sì toglie l’imprevedibilità che il calcio ha sempre saputo fornire come nessun altro sport.

IL MONDIALE DELLE STELLE

Tornando al campo, è stato un bel Mondiale dove tutte( o quasi) le stelle hanno giocato ai massimi livelli. E’ stato il Mondiale di Jude Bellingham che si è confermato come uno dei giocatori più forti e intriganti del mondo, è stato il Mondiale di Harry Kane che si è confermato ancora una volta uno dei più grandi attaccanti della storia, è stato il Mondiale di Kylian Mbappe che dopo aver battuto il record di gol nella competizione si conferma essere generazionale, è stato il Mondiale con cui Messi si è consacrato ancora una volta( qualora ce ne fosse bisogno) come il giocatore più forte della storia, è stato il Mondiale di Haaland che era alla prima partecipazione in questo torneo lo ha demolito a suon di gol, è stato il primo Mondiale di Olise che ha sfasciato il record di assist in una singola competizione, ed è stato soprattutto il Mondiale di Rodri.

Il centrocampista spagnolo è un bellissimo esempio di come da una brutta botta, anche la più brutta che si possa subire, si possa rinascere più forti. Il centrocampista del Man City quasi due anni fa subiva un grave infortunio al legamento crociato, la sua ripresa è stata più lenta del previsto e quando è tornato non ha mai fornito le prestazioni che avevano incantato tutti negli ultimi anni. La ripresa è stata lenta, con intoppi durante il percorso, ma come ha detto Guardiola: “il vero Rodri lo vedrete al Mondiale“. Così è stato. Ha giocato un Mondiale in continuo crescendo e quando il livello si è alzato è stato semplicemente magnifico. Ha fatto girare a vuoto squadre come Francia, Portogallo e Argentina e alla fine è stato premiato come miglior giocatore della competizione. Giocatore clamoroso quando si alza la pressione, e grazie a questa vittoria si consacra come uno dei migliori giocatori di sempre nel suo ruolo. Vincitore dell’Europeo e del premio miglior giocatore, vincitore della Champions League, vincitore del Mondiale e del premio miglior giocatore, Pallone d’Oro, più altri tantissimi titoli. Anche in questo caso siamo d’avanti ad un giocatore generazionale.

Tutte le stelle più attese, tolto Yamal che non ha mai recuperato appieno dall’infortunio ma che ha comunque fornito il suo contributo , hanno rispetto i pronostici. Su Cristiano Ronaldo personalmente non avevo attese poiché per me sin dal Mondiale in Qatar era chiaro in che condizioni fosse e cosa potesse dare( o togliere) alla squadra.

Ricapitolando: è stato un Mondiale che sul campo non ha deluso le aspettative, anzi è stato emozionante con gli exploit di Capo Verde e Congo, grazie all’immortalità di Leo Messi, grazie ai fuoriclasse del presente e del futuro, è stato il Mondiale delle star che hanno riempito gli stadi. Tutto bellissimo, ma è fuori dal rettangolo verde che questa manifestazione è stata un’enorme delusione ed è li che è mancata. Poteva e doveva essere l’occasione per unire i popoli ma così non è stato.

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