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PREMIER LEAGUE, CHELSEA: ROSENIOR OUT. E ADESSO?

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pierorutigliano19@gmail.com

Il turno infrasettimanale di Premier League non ci ha regalato grosse sorprese se non la pesante sconfitta per 3-0 subita dal Chelsea contro il Brighton di Hurzleler. Una sconfitta totale con i blues presi a pallonate dall’inizio alla fine, una sconfitta, la quinta di fila in campionato tra l’altro, che è costata caro a Liam Rosenior arrivato solo a gennaio. L’inizio dell’allenatore inglese sulla panchina del Chelsea non era stato negativo, anzi, aveva ottenuto ben 9 risultati utili nelle prime 12 partite e aveva permesso ai suoi di entrare nelle prime otto classificate in Champions League.

Poi però la squadra è calata tantissimo, l’umiliante eliminazione in Champions League subita per mano del Paris Saint Germain e le ultime cinque giornate di campionato senza vincere e soprattutto senza segnare neanche un gol e subendo ben 11 reti hanno fatto il resto. Un’involuzione preoccupante della squadra che si è riscoperta fragilissima ancora una volta nonostante tutti i milioni spesi. Il colpevole però non è solo l’allenatore, ma la colpa va suddivisa anche con la società ed inevitabilmente con i calciatori.

Che fosse tutto un errore, in questo blog era già stato detto più volte. Lasciare andare Enzo Maresca è un stato un errore colossale e adesso penso che se ne siano accorti tutti. Il comunicato del Chelsea quando Maresca ha deciso di abbandonare la nave , diceva che era la scelta migliore e che il cambiamento avrebbe potuto permettere al Chelsea di poter essere ancora più competitivo. Tutto ciò si può riassumere con una parola: INSOMMA.

Nonostante lo Strasburgo di Rosenior giocasse molto bene e fosse una delle squadre più sorprendenti della Ligue 1, il suo Chelsea non ha mai brillato sotto l’aspetto del gioco. Sotto la sua guida mi è sempre sembrata una squadra che nonostante l’enorme talento che possiede lì d’avanti, non sempre riesce a metterlo in mostra. A dire la verità il gioco del Chelsea è molto molto prevedibile. Poi è una squadra che possiede fin troppe alternative, questo non ha semplificato il lavoro di Rosenior che veniva da una realtà completamente diversa. Troppe alternative= confusione.

Anche nella gestione dello spogliatoio Rosenior non è stato perfetto, seppur abbia tentato di mettere al primo posto il club. L’ultimo caso riguarda Enzo Fernandez che in una recente intervista aveva affermato che vivere a Madrid sarebbe bellissimo poiché molto vicina alla sua cultura. Parole che Rosenior ha interpretato in maniera diversa, ossia per l’allenatore inglese questa parole sarebbero un chiaro riferimento sulla volontà dell’argentino di accasarsi al Real Madrid durante l’estate. L’inglese ha quindi scelto di estromettere volontariamente, dichiarando a mezzo stampa che Enzo Fernandez non sarebbe stato convocato per le prossime due partite.

Altro episodio importante e un po’ sottovalutato riguarda le dichiarazioni di martedì sera dopo la sconfitta con le seagles, in cui affermava che almeno tre-quattro giocatori partiti titolari non sarebbero al livello del club. Parole che adesso suonano come un tuono. Per lui però adesso si prospetta una sorta di pensionamento d’oro visto il contratto folle che i blues hanno stipulato. L’accordo prevede che in questo caso il Chelsea sborsi una notevole somma per la buonuscita, si parla di ben 24 milioni di euro.

UN CLUB SENZA CREDIBILITA’

Questa stagione, l’ennesima da quando Abramovic ha lasciato, testimonia quanto poco credibilità abbia ormai questo club. Una società mai in grado di portare avanti un progetto a lungo termine, incapace di scegliere un uomo ed andare avanti con lui, che spende e spande senza criterio. Il risultato non può che essere quello a cui stiamo assistendo. Io mi domando come mai giocatori molto contesi come Estevao, come Enzo Fernandez, come Caicedo abbiano scelto un club che senza alcuna programmazione . Magari in fase di trattativa sono bravi a venderti un grande progetto a lungo termine, ma la realtà oggettiva è che non è cosi.

Ed è difficile dire se il grande club inglese uscirà a breve da questa situazione, visto che Todd Boehly non sembra imparare dai suoi errori, anzi ci persevera sopra. E purtroppo questo modo di gestire un club di calcio da parte degli americani non è nemmeno un unicum e in patria abbiamo degli esempi lampanti. Una squadra con ben 5 direttori sportivi, che cambia allenatore ogni sei mesi, che acquista giocatori come se fosse un centro di accoglimento, che ha una presunzione altissima nonostante i pessimi risultati pre e post Maresca, non può andare lontano e queste sono le conseguenze.

Adesso sarà interessante vedere chi si andrà a prendere questa patata bollente viste le premesse. In Inghilterra si parla di come Fabregas sia nella short list stilata dal club, ma dubito che lo spagnolo possa accettare la proposta del club inglese visto il peso che esprime nel Como, è un allenatore che vuole avere l’ultima parola, e poi andare a portarlo via da Como sarebbe difficile vista la forte proprietà del club. Quest’estate ci saranno tanti allenatori allenatori interessanti liberi, ma sono convinto che sbaglieranno anche questa questa, andando a strapagare il presunto astro nascente degli allenatori di turno.

Di certo c’è che fino a fine campionato sulla panchina dei blues si siederà Calum McFarlane, allenatore prima dell’Under 19 e fino a un giorno fa dell’Under 21 del club. L’obiettivo è quello di raggiungere la qualificazione in Europa e di andare più avanti possibile in Fa Cup. Non sarà un impresa facile viste le premesse.

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