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SERIE A, INTER-JUVENTUS: AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

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pierorutigliano19@gmail.com

Oggi avrei voluto parlare di situazioni campo riguardante il super big match Inter-Juventus, degli errori e delle giocate avvenute durante la partita. Una partita importantissima per tutte e due le squadre che poteva ridisegnare gli equilibri del campionato sia in zona scudetto che in zona Champions.

Purtroppo questo non è possibile, visto l’enorme episodio che ha caratterizzato la partita e che influenza in maniera netta il campionato. QUESTO PUNTO DEVE ESSERE CHIARO E OGGI SARO’ MOLTO DURO.

IL CALCIO ITALIANO STA DEFINITIVAMENTE MORENDO

L’episodio chiave e quello ormai famosissimo di cui tutti stanno parlando, è quello del non contatto tra Bastoni e Kalulu. Il contatto non serve neanche descriverlo poiché lo hanno visto in tutto il mondo. L’arbitro Federico La Penna non era chiaramente idoneo ad arbitrare questo tipo di match, poiché Juventus-Inter è una partita diversa, dove ci si gioca tanta, una partita che ha una determinata storia e dove c’è una rivalità che va oltre il campo.

L’errore di La Penna è gravissimo, dove non ci sono giustificazioni e che influenzerà il campionato. Già il primo fallo di Kalulu e la conseguente ammonizione è molto dubbia,, quello su Bastoni invece è un fallo e un cartellino giallo fuori dal mondo. Inoltre la gestione dell’arbitro romano della partita è sta pessima sin dall’inizio con una direzione di gara a senso univo. Ci dicono che non dobbiamo pensare male ma è difficile a questo punto non pensare che le cose siano predeterminate.

Le avvisaglie le avevamo avute già dal pomeriggio durante la partita Como-Fiorentina quando Parisi ha fatto una delle sue sceneggiate su Addai. Ma anche durante la partita di venerdì sera tra Pisa e Milan c’è stato l’episodio Rabiot- Fabbri, con il francese che sfiora Loyola, naturalmente il giocatore del Pisa simula accentuando il contatto, con Fabbri che decide non solo di premiare la simulazione ma anche di ammonire il francese, espellendolo poi per qualche parola di troppo.

Ma adesso torniamo all’episodio ben più grave, che è quello di ieri sera. L’arbitro La Penna si è condannato quando ha subito messo la mano nel taschino per prendere il cartellino giallo e non si è preso nemmeno un secondo per valutare la situazione e farsi aiutare “ufficiosamente” dal var.

Il problema però non si ferma solo a questa partita, ma a tutto il campionato e vale per ogni squadra. Ogni fine settimana ci ritroviamo a parlare degli errori arbitrali gravi che condizionano le partita. Basta, siamo stanchi. ogni tifoso e appassionato di calcio vuole vedere la sua squadra perdere o vincere, ma sul campo. Non ci devono essere sempre ” interferenze” esterne. E’ chiaro che c’è qualcosa che non va, che bisogna rifondare tutto e che c’è bisogno di un regolamento chiaro e il più oggettivo possibile. Ogni settimana vediamo interpretazioni soggettive, gli arbitri interpretano a gusto loro le situazioni, ed è gravissimo. Quest’anno ne stiamo vedendo di tutti i colori.

Molto speso ci dicono che l’arbitro ì l’alibi dei perdenti, che non ci si deve attaccare agli errori degli arbitri e bla bla bla. Io su queste affermazioni non sono completamente d’accordo, perché gli arbitri con il loro atteggiamento e con le loro decisioni influenzano le partite e di conseguenza i campionati. Quante volte abbiamo visto arbitri arroganti che innervosiscono i giocatori, che incattiviscono la partita. Quest’anno abbiamo visto anche arbitri andare a sgambettare i giocatori, chiedere a Maignan durante Roma-Milan.

Pairetto, Colombo, La Penna, Sozza, Fabbri e tutta la combriccola sono arbitri scarsi, presuntuosi e arroganti. La cosa più grave però è il non ammettere mai l’errore. Ogni settimana durante Open Var, che per chi non lo sapesse è una trasmissione ad hoc per spiegare le decisioni arbitrali, ci propinano delle cavolate che non stanno né in cielo e né i terra per giustificare i loro errori. Sono arbitri che non comprendono il calcio e le sue dinamiche, arbitri che non hanno personalità e che di conseguenza si fanno fregare dalle simulazioni continue dei calciatori.

Trovo incomprensibile anche il fatto che in questi 8 anni e mezzo da quando c’è il Var non si sia riusciti a migliorare il regolamento, anzi è addirittura peggiorato. Come è possibile, ancora, che un errore su una doppia ammonizione non sia un chiaro ed evidente errore dove il Var può intervenire. Il Var deve intervenire su queste cose non quando non serve, facendo le pulci in situazioni folli.

Il calcio italiano è notevolmente peggiorato da quando c’è la tecnologia, ma non perché la strumento non sia valido anzi, ma perché questo è il paese dei furbi e degli arroganti, dove il progresso non va avanti quanto potrebbe. In questi anni abbiamo visto di tutto a partire dai fuorigiochi geografici per arrivare all’episodio di ieri sera.

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SI DIMETTANO TUTTI

Sarebbe auspicabile e consono alla situazione che Gianluca Rocchi, capo dell‘Aia e designatore arbitrale, si dimettesse e che ci sia una ventata d’aria fresca che porti gente competente e che porti gente che almeno sa cos’è un pallone.

Ma attenzione non ci si deve fermare solo a Rocchi ma bisogna arrivare anche a Gravina, con il calcio italiano che da quando c’è lui è un completo disastro, che sta perdendo sempre più credibilità e che viene deriso da tutto il mondo. Non andiamo ai Mondiali da 12 anni, non si riescono a vendere i diritti tv in maniera decente, non si riescono a produrre talenti degni della Nazionale, si è riuscito addirittura ad insinuare il dubbio nel tifoso che le cose vengano decise prima e tanto tanto altro. Perché viene sempre rieletto senza un merito?. Che ci sta a fare ancora lì?. Quali sono i suoi meriti?.

rocchi

I GIOCATORI DEVONO AIUTARE

Attenzione però perché la colpa ieri sera non è solo dell’arbitro ma anche e soprattutto di Bastoni. Il calciatore nerazzurro non è stato praticamente toccato, con Kalulu che gli sfiora a malapena il gomito e soprattutto non c’è stato un minino incrocio tra le gambe. Bastoni invece simula come se fosse stato gambizzato, come se avesse subito un infortunio serio. Il replay però è stato impietoso, e fare queste sceneggiate è nocivo sia per il calciatore stesso che per lo spirito di questo sport.

L’esultanza in faccia a Kalulu, post simulazione è di una pochezza indecente, che fa disinnamorare di questo sport e che ci provoca un sorriso ironico. Da uno che veste la maglia azzurra e che deve dare l’esempio mi aspetto altro.

In Serie A siamo pieni di gente che simula come Barella, Saelemakers , lo stesso Bastoni, Dybala, Parisi e potremmo stare qui a elencare i nomi per ore. Il mio appello ai calciatori è: smettetela. Siamo stanchi, vogliamo vedere gente che gioca a calcio, partite con intensità, non gente che al minimo contatto sta lì per terra a simulare come se gli avessero sparato.

Questo deve partire anche dalle società che devono, sin dalle giovanili, inculcare dei valori puri dove i valori delle sport devono prevalere. La malizia deve essere lasciata da parte e bisogna far capire che bisogna vincere con dei valori. Vincere facendo i furbi è deprimente e di una pochezza nemmeno spiegabile.

E mi fa rabbrividire come alcune società abbiano assunto gente che spieghi ai calciatori come comportarsi con gli arbitri, quali parole usare e oggi suonano ancora più forti le parole di Gasperini di una settimana fa, quando ha affermato che alcune società hanno ingaggiato ex arbitri per insegnare a simulare.

Ammetto che seguo la Serie A il giusto, mi limito a vedere la mia squadra del cuore e i match che ritengo importanti, e seguo tanto la Premier League. La seguo non solo per il livello che in generale è molto più alto, ma la seguo anche e soprattutto perché li si gioca il calcio vero, pieno di contatti, fisico e dove i calciatori non stanno lì a simulare per terra, ma si rialzano subito vanno rincorrere l’avversario. Quello per me è CALCIO.

Ripeto, bisogna invertire subito la rotta. Bisogna ammonire i calciatori che simulano eccessivamente e anche le società devono fare la loro parte in questo. Ci tengo a precisare che questo articolo non è un attacco all’Inter e ai suoi giocatori, ma è riferito a tutto il sistema calcio italiano.

FINALMENTE LE MASCHERE INIZIANO A CADERE

Sin dal suo arrivo Christian Chivu ci ha propinato le sue supercazzole da finto prete e ieri mi aspettavo che nelle sue dichiarazioni continuasse con la sua linea di estrema correttezza, di perbenismo. Invece l’allenatore dell’Inter ci dice che il fallo c’era e che Kalulu non doveva mettere la mano lì. Quindi per lui il francese deve correre con le mani nei pantaloncini.

Queste parole fanno ridere soprattuto quando due giorni fa parlò così della situazione arbitri: “quando vedrò un allenatore in conferenza chiedere scusa dopo un episodio a favore. Ci si lamenta sempre quando sbagliano, è normale. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri.” 

Beh qui la decisione a favore c’è stata e non hai detto una parola, anzi.

Dopo la partita sono arrivati d’avanti le telecamere Chiellini e Comolli ad esprimere il forte dissenso. Sono molto d’accordo con le parole di Chiellini ma devo anche affermare che l’ex bianconero ha fatto parte di un sistema sporco, poco pulito e questo gridare alla correttezza me lo aspetto da gente che della sportività, della lealtà fa dei suoi punti di forza. Diciamo che avrei mandato solo Comolli a parlare.

Spero che questo episodio porti a un cambiamento positivo, che l’arroganza degli arbitri diminuisca, che i calciatori diano un esempio positivo, che ci sia più apertura al dialogo e che ci sia un miglioramento netto del nostro prodotto. Dubito che avverrà visto il paese in cui viviamo, dove il progresso è visto come il nemico.

Cosa ne pensi di questo episodio?. Dove e come bisogna migliorare per arginare questa situazione?.

Fammelo sapere qui sotto e ricordati di seguirmi su X.

Leggi anche: PREMIER LEAGUE, E’ TUTTO APERTO.

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