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SERIE A, JUVENTUS-COMO 0-2: SPROFONDO BIANCONERO

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pierorutigliano19@gmail.com

Il big match del sabato pomeriggio di Serie A tra Juventus e Como era un match importantissimo per entrambe le squadre, con la Juventus che doveva assolutamente rialzarsi dopo la batosta turca, mentre per il Como era la partita più importante della stagione. Vincere oggi per la squadra di Fabregas significava soprattutto rimettersi con forza nella corsa alla prossima Champions League.

UNA PARTITA SENZA STORIA

Il Como a differenza della partita contro il Milan a San Siro, torna nel suo assetto standard con una difesa a 4, con Douvikas che prende il posto di Nico Paz e con Da Cunha che torna titolare dopo la trasferta di Milano.

Spalletti invece schiera una difesa a 3 per sopperire alle lacune difensive della sua squadra,difesa che però è priva dei suoi leader, ossia Bremer e Kalulu. Mossa a sorpresa invece quella di schierare McKennie sulla corsia destra con Miretti e Yildiz dietro Lois Openda.

La partita sin dall’inizio, dal mio punto di vista, è stata senza storia con il Como che è stato semplicemente incredibile nella qualità e nel capire tutti i momenti della partita. Il Como per gran parte della gara ha palleggiato in faccia alla squadra bianconera, ed è stato impressionante vedere come riuscissero sempre a trovare delle linee di passaggio pulite, e molto spesso verticali.

Il primo gol dei comaschi deriva da due errori dei bianconeri: il primo di Weston McKennie che sbaglia un passaggio banale sulla sua trequarti e lancia il contropiede del Como; il secondo è quello di Di Gregorio che sbaglia ancora una volta, sul tiro di Vojvoda, impattando male il pallone e di fatto spingendolo in porta.

Un primo tempo che ha visto la Juventus essere totalmente dominata e succube del palleggio dei biancoblu. L’unica occasione del primo tempo per i bianconblu arriva al 22° quando la difesa del Como si fa sorprendere da un lancio di Kelly che arriva sui piedi di Openda, il belga però non riesce a superare Butez che era parecchio fuori dai pali.

Il Como sfiora anche il secondo gol nella prima frazione con Da Cunha, che dopo un errore incontentabile della difesa Juventina, colpisce l’incrocio dei pali con la porta completamente sguarnita.

Il secondo tempo inizia con una Juventus leggermente più frizzante, grazie a Conceicao subentrato al posto di Miretti. Frizzantezza che dura giusto cinque minuti, con il Como che va vicinissimo per due volte al raddoppio con Douvikas, il quale trova una barriera umana a impedire la rete dello 0-2.

Gol del 2-0 che arriva al 60°, con un contropiede magistrale dopo un corner battuto malissimo dai bianconeri. Sergi Roberto recupera il pallone, serve Perrone il quale premia la corsa di Da Cunha che a sua volta serve un pallone semplicemente splendido per Caqueret che a porta vuota non può assolutamente sbagliare. La corsa di Da Cunha e il pallone che serve a Caqueret sono semplicemente da rivedere e rivedere. Bellissimo.

Il Como dopo il 2-0 continua a fare quello che ha fatto per tutta la gara, ossia gestire il ritmo della partita con il possesso palla, non dando quasi mai alla Juventus l’opportunità di essere pericolosa. L’unica vera occasione peri bianconeri del secondo tempo arriva all’83° con la punizione di Koopmeiners, l’olandese calcia benissimo, ma sulla sua strada trova il palo che nega ai suoi la possibilità di tornare in gara.

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UNA VITTORIA CHE CAMBIA TUTTO

Questa vittoria da parte del Como cambia tutto, da confidenza e da ancora più entusiasmo. La squadra di Fabregas oggi potrebbe aver fatto quel salto mentale che potrebbe portarli veramente al clamoroso 4° posto, che significa Champions League. Ieri i comaschi hanno disputato la loro miglior partita della stagione, nonostante in alcune partita abbiano creato di più.

La gestione della gara da parte dei ragazzi di Fabregas è stata semplicemente perfetta, hanno capito perfettamente tutti i tempi della partita. Palleggiavano appena vedevano che la Juventus provava ad alzare i ritmi e il pressing, e lo ha fatto tramite i movimenti perfetti di difensori e centrocampisti, che tagliavano in due la squadra di Spalletti. Anche quando bisognava uscire la “spada” sono stati perfetti. Sono stati bravissimi nel commettere falli tattici spezzando di fatto tutte le azioni della Juventus. La capacità di trovare gli spazi, di tagliare sempre il campo con dei passaggi in verticale e la tenuta difensiva sono impressionanti. Butez ha dovuto fare una sola parata, questo la dice lunga.

Anche la crescita di Da Cunha è spaventosa, il brasiliano ha disputato una partita sontuosa, fenomenale. Giocatore di corsa ma anche tecnicamente bravissimo. La crescita che ha avuto sotto la guida di Fabregas è sotto gli occhi di tutti e dal mio punto di vista sta diventando un giocatore di altissimo livello, pronto per una big o per la Premier League. L’assist che fa sul secondo gol è tanta tanta roba, il 99% dei giocatori da lì avrebbe tirato, mentre lui ha visto un una linea di passaggio incredibile. Giocatore che a me ricorda tantissimo Bruno Guimaraes per la capacità di abbinare qualità e quantità. E pensare che 1 anno e mezzo fa era in Serie B.

UNA JUVENTUS PRIVA DI TUTTO

La prestazione della Juventus invece è stata disastrosa sotto tutti i punti di vista. Il tema portiere, soprattutto in vista della prossima stagione va assolutamente tenuto in primo piano. I bianconeri hanno subito gol al primo tiro in ben 13 occasioni, con Di Gregorio che in molti casi non è stato all’altezza. Dal mio punto di vista l’ex Monza non è assolutamente al livello dei suoi predecessori.

Anche la difesa non è esente da colpe e quando manca Bremer è un martirio, un tiro al bersaglio. Tantissimi errori tecnici, di marcatura, di concetto. Gli errori che fanno Cambiaso e Di Gregorio che per poco non porta alla rete di Da Cunha nel primo tempo, sono da mani dai capelli. I limiti tecnici della Juventus sono evidenti e faccio fatica a capire come qualcuno ad inizio anno la metteva come possibile vincitrice del campionato.

Ma oltre a questo ciò che mi lascia ancora più perplesso è la mancanza totale di voglia, di cattiveria agonistica da parte dei bianconeri nel riprendere la partita. I bianconeri sono stati inermi d’avanti al possesso degli avversari, non sono stati in grado neanche di metterla sul piano agonistico, non sono mai riusciti a prendere le misure sui movimenti dei giocatori del Como. Sembravano totalmente spenti. Ben 15 gol subiti nelle ultime 5 partite, 4 sconfitte nelle ultime 5 e la sensazione che appena si alza il livello sono dolori. Questo doveva essere il periodo della stagione, viste le avversarie, che ci doveva dire qual’era il vero livello di questa squadra. Le risposte le abbiamo avute e sono molto chiare.

Dopo la sconfitta a San Siro, la Juventus poteva prendere due direzioni: vivere o morire. La Juve ha scelto di morire, prendendo quella sconfitta come una ghigliottina che pende sulla testa di un uomo. Adesso per il posto Champions si fa durissima, con la Roma che se dovesse battere la Cremonese andrebbe a +4 e con l’opportunità di scappare definitivamente domenica sera, con lo scontro diretto tra Roma e Juventus in un Olimpico che si preannuncia infuocato.

Juventus che deve guardarsi dietro, visto che il Como con questa vittoria dista solo 1 punto e con l’Atalanta che in caso di vittoria sul Napoli si potrebbe portare anch’essa a -1.

yildizcomo

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