COMMUNITY SHIELD: DOMINIO GUNNERS
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Community Shield significa solo una cosa: il calcio inglese è tornato e da adesso si fa sul serio. Già perché come ogni anno, questa finale si disputa una settimana prima dell’inizio della Premier League. Questa partita è il primo assaggio di calcio vero, dove si possono scrutare i nuovi acquisti e dove gli allenatori si rendono realmente conto dei progressi fatti e dove invece bisogna migliorare.
Ad affrontarsi sono l‘Arsenal di Arteta vincitore della Premier League e il Manchester City del neo allenatore Enzo Maresca vincitrice della FA Cup nella splendida cornice del Millenium Stadium. Una rivalità che negli ultimi anni ha animato non solo il calcio inglese, una rivalità destinata ad entrare nella storia. Questa partita arriva in maniera particolare, visto che una buona maggioranza dei giocatori è appena arrivata in ritiro per via delle fatiche al Mondiale e di conseguenza sono in ritardo nella preparazione.
Arteta per la sua prima ufficiale dell’anno da neo campione d’Inghilterra si affida per lo più ai giocatori che hanno fatto maggiormente la pre-season e aggiunge le nuove leve sin qui portate dal mercato: Bruno Guimaraes e Christos Tzolis. Due giocatori destinati a prendersi le chiavi della squadra e che alzano il livello generale e non di poco.
Maresca invece si schiera con un 4-2-3-1 e non stravolge totalmente la squadra rispetto a come la schierava Guardiola. Le variazioni giù significative sono Khusanov schierato come terzino destro e la titolarità immediata di Elliot Anderson.
I GUNNERS DOMINANO
Partiamo subito col dire, che tranne qualche fiammata, la partita è stata a senso unico. La squadra di Arteta ci ha messo 25 secondi ad indirizzare il match e a far capire l’andazzo grazie al nostro Riccardo Calafiori che viene servito magnificamente dall’imbucata di Lewis Kelly, l’italiano è freddissimo e batte Donnarumma. Già dai primi 25 secondi si intuisce cosa farà male al City: gli inserimenti e il numero di giocatori che porta l’Arsenal in area di rigore. Il City non riuscirà mai a colmare questa lacuna durante l’arco della partita.L’Arsenal è una squadra indubbiamente più rodata e lo si vede chiaramente, scambi continui di posizione, chiarezza nel cosa fare indipendentemente da chi è in campo e una capacità difensiva di stare corti impressionante.
Anche il secondo gol è un marchio di fabbrica gunners: palla sul secondo palo perfetta di Odegaard a trovare l’inserimento di Tzolis, che fa una bella sponda in mezzo trovando Havertz che di testa non sbaglia. L’Arsenal ha giocato con grande aggressività, soprattutto dal mio punto di vista per mandare un messaggio a quelli che alla fine sono i loro diretti rivali. Aggressività, pressing come al solito spaziale ed eseguito nei tempi giusti, qualità e anche capacità di mettere tutti a loro agio, compresi i nuovi acquisti Tzolis e Bruno Guimaraes che sembravano giocare da anni insieme. Attenzione a Tzolis che dal mio punto di vista è un crack assoluto.
I gunners chiudono il discorso e si portano a casa il loro 18°Community Shield al minuto 48 grazie a Myles Kelly che apre verso Tzolis, il greco mette dentro una gran palla per Odegaard che si inserisce e si porta d’avanti a Donnarumma, lo mette a sedere e deposita il pallone in rete. Mi vorrei soffermare sul capitano di questa squadra: Martin Odegaard. Il norvegese ha disputato una partita perfetta, dettato i tempi e da continuità ad un grande Mondiale. Lo scorso anno per lui è stata una stagione difficile per via degli infortuni, ma da quando è tornato la squadra di Arteta ha cambiato marcia, non tanto dal punto di vista dei risultati ma dal punto di vista del gioco. Quando c’è lui lo spartito cambia perché ha visione di gioco, capacità di effettuare sempre la scelta giusta e attenzione alla posizione in cui ha giocato oggi, ossia più da trequartista che da mezz’ala. I suoi inserimenti sono stati letali, non ha sbagliato un passaggio e vedere come ha giocato oggi non può che non essere una buona notizia per Arteta e per i tifosi dei gunners.
L’Arsenal vince 3-0, ma oltre al punteggio è impressionante il come hanno giocato, hanno creato veramente tante occasioni e sofferto pochissimo al cospetto di una delle squadre più forti in circolazione. I gunners si portano a casa il primo trofeo stagionale, simbolo di un’era che è appena iniziata e con la sensazione fortissima che siano loro i favoriti in patria. ARTETA HA APPENA INIZIATO E NON INTENDE FERMARSI.

MARESCA HA TANTO DA LAVORARE
Meno positivo invece, il pomeriggio di Enzo Maresca e del suo Manchester City autore di una partita che lancia tanti segnali d’allarme. I cityzens tolto il finale di primo tempo dove hanno sfiorato il gol del pareggio in due occasioni prima con Haaland e poi con Doku, non sono mai stati pericolosi. Ma oltre alla mancanza di capacità di creare occasioni, a preoccupare è soprattutto la fase difensiva.
La fase difensiva della squadra blu di Manchester è stata totalmente insufficiente, questo perché non sono mai riusciti a prendere i punti di riferimento nella prima pressione. Infatti si può notare chiaramente come l’Arsenal nella prima fase di possesso sia riuscita sempre a trovare l’uomo libero per impostare. Durante la prima pressione i giocatori di Maresca sembravano non aver ben chiaro chi dovesse prendere chi, con il pressing che alla fine risultava totalmente disorganizzato.
Altro fattore è stata la mancanza di affiatamento a centrocampo, chiaramente aggravata dall’assenza di Rodri. Il City ha sempre sofferto enormemente la mancanza del centrocampista spagnolo, ma diciamo che con il modo che avevano di giocare con Guardiola e con l’affiatamento di un gruppo che si conosceva da tantissimi anni, riusciva a sopperire. Ora invece che c’è un cambiamento in atto, le difficoltà si notano decisamente di più. Senza Rodri sono dolori, e bisognerà capire chi piazzare in caso il Pallone d’Oro spagnolo vada al Barcellona. Sinceramente non penso che Enzo Fernandez sia l’opzione migliore. Serve un centrocampista più di possesso, capace di dettare i tempi di gioco e di portare dalla sua la partita, l’argentino invece per me è un centrocampista forte più negli inserimenti che nella gestione dei tempi della partita e del pallone.
Un’altra cosa che ho notato è anche lo stato della preparazione fisica della squadra di Maresca. In alcuni frangenti della partita sembravano sulle gambe, e quando pressavano lo facevano in maniera quasi compassata. Anche l’esperimento Khusanov terzino destro non ha funzionato, l’uzbeko infatti non è parso molto timoroso e quando attaccato non è mai riuscito ad accorciare nella maniera giusta. Il Man City è all’inizio di un nuovo ciclo e ha perso tanti uomini chiave nell’ultima stagione non solo in panchina ma anche in campo: Bernardo Silva, John Stones, Nathan Ake. Tutte queste partenze in una botta sola sono toste da affrontare non solo in campo ma soprattutto a livello di spogliatoio. Per Maresca c’è un lavoro importante da fare.

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