Skip to content

JUVENTUS, UN MERCATO CHE NON SPOSTA

Posted in :

pierorutigliano19@gmail.com

Dopo il 6° posto raggiunto nella scorsa stagione con conseguente mancata qualificazione in Champions League in molti si aspettavano una rifondazione importante in casa Juventus ma così non è stato, almeno per il momento.

UNA SITUAZIONE FINANZIARIA COMPLESSA

Partiamo subito col dire una cosa che molti tralasciano o che non viene detta apposta, ossia che i bianconeri sono sotto un Settlement Agreement stringente con l’Uefa. Questo accordo di fatto prevede che per comprare devi necessariamente vendere, da qui non si scappa. Non è infatti un caso che John Elkann si sia affidato a Giovanni Carnevali come Ad, dirigente abilissimo nel mantenere in ordine i conti e bravissimo nel trovare gemme nascoste. Anche la politica avviata da tempo dallo stesso Elkann ( post scandalo plusvalenze) va sulla strada della sostenibilità con una netta diminuzione del monte ingaggi: nella passata stagione infatti si attestava a circa 110 milioni di euro lordi, cifra più bassa degli ultimi anni destinata ad abbassarsi ulteriormente visto il mancato rinnovo di Vlahovic andato via a parametro zero.

Quindi quando vi dicono che la Juve è su A, su B, su X ed è un nome molto costoso con soprattutto ingaggio elevato capite bene che sono prese in giro e faccio fatica a capire come c’è gente che ci caschi ancora. Vi prendono semplicemente in giro.

UN MERCATO CHE NON SPOSTA NULLA

Sin qui dal mio punto di vista il mercato della Juventus è da 6, nessun colpo che sposta veramente il livello della rosa. I bianconeri in attacco hanno perso Dusan Vlahovic e Lois Openda e li hanno sostituiti con Randal Kolo Muani che ritorna a Torino dopo il prestito di un anno e mezzo fa, e con Jeff Ekhator classe 2006 del Genoa. Se andiamo a vedere il valore dei giocatori e soprattutto il rendimento capiamo bene che praticamente nulla è cambiato, anzi paradossalmente forse ci ha pure perso qualcosina vista la stagione horror dell’attaccante francese con la maglia del Tottenham. Il mio punto di domanda sull’attacco juventino sono i gol, poiché tutti i giocatori del reparto offensivo bianconero non garantiscono un numero elevato di gol, basta vedere le statistiche. L’unico colpo che sposta veramente qualcosa lì d’avanti è senza dubbio l’acquisto di Karim Alajbegovic, giocatore classe 2007 reduce da una annata importante in Austria e da un buon Mondiale. Giocatore giovane e forte, vedremo con quale velocità si adatterà al campionato italiano, e soprattutto vedremo in quale posizione lo schiererà Spalletti. Quest’ultimo punto è il mio principale dubbio.

In difesa invece dopo una trattativa infinità è arrivato John Lucumi dal Bologna e assieme a lui è arrivato anche Zeki Celik svincolatosi dalla Roma. Due buoni acquisti ma che non spostano il livello della retroguardia difensiva bianconera che continua a sentire la mancanza di leader veri e di giocatori di assoluto livello come invece era un tempo. Il solo Bremer non può mantenere in piedi la baracca anche considerando il fatto dei suoi acciacchi fisici, che spesso lo obbligano a prendersi una pausa.

Discorso porta invece che è stato una vera e propria telenovela conclusasi con l’arrivo di Guglielmo Vicario. Per la scelta del portiere bisogna partire dalla primavera inoltrata quando i bianconeri con i loro vecchi dirigenti avevano bloccato Alisson praticamente a zero dal Liverpool. L’arrivo del brasiliano però è saltato per via del fatto che il Liverpool non voleva privarsi del giocatore in un anno di transizione e cambiamenti. Dopo Alisson i bianconeri vagliano varie opzioni e scelgono di affondare sul Dibu Martinez. Una trattativa durata un’eternità e non andata a buon fine per via del fatto che l’Aston Villa non ha mai cambiato posizione sul prezzo, mentre i bianconeri si aspettavano di portarselo a casa per una cifra sui 6-7 milioni di euro con i villans invece che ne volevano 15.

Dopo l’ennesimo no della squadra inglese i bianconeri chiudono Guglielmo Vicario in prestito con diritto di riscatto dal Tottenham per una cifra di 8 milioni di euro. Vicario sarà il titolare e andrà a sostituire Di Gregorio in rotta con l’ambiente bianconero. Chi segue un minimo il calcio inglese sa benissimo come è andata la sua avventura inglese e di certo non è un upgrade in porta, anzi. La Premier League ha messo in risalto tutti i suoi difetti nelle uscite e per me non ha nulla a che fare con la grande tradizione di portieri bianconera.

Sul discorso portiere non mi sono per nulla piaciute di Spalletti di qualche giorno fa che diceva testualmente “bisogna chiedersi perché il Tottenham vuole darlo via“. Affermazioni pesanti e che testimoniano come non fosse una sua scelta. Mi chiedo con che spirito Vicario abbia accolto tali dichiarazioni, tra l’altro il ruolo di portiere è molto particolare soprattutto per quanto riguarda il livello mentale.

Il bilancio è quindi di sostanziale parità tra entrate ed uscita, fino ad ora non noto un vero miglioramento nella rosa e attenzione anche nelle uscite poichè mi aspetto che anche qualcuno di importante alla fine possa uscire per via sempre del già citato Settlement Agreement.

UNO SCOUTING CHE NON FUNZIONA

Una cosa che ho notato non solo in questa sessione, ma anche nelle precedenti è il continuo ripetersi degli stessi identici nomi. Prendiamo per esempio Kolo Muani, sono almeno due anni che il suo nome è sempre in cima alla lista bianconera. Il francese dopo praticamente due anni di trattative è stato preso dai bianconeri per una cifra fissa di 38 milioni di euro + bonus, due anni di trattative inutili visto che il Psg non è mai sceso dalle sue cifre. Mi sono chiesto molto spesso perché la Juventus puntasse solo su di lui dopo anche il fatto che la sua annata agli spurs è stata terribile, e mi sono anche chiesto: possibile che non c’è un giocatore più forte a quelle cifre?.

Discorso simile anche per gli altri ruoli e anche per i rumor che circolano: si continua a parlare di Tomori già cercato due anni fa, si continua a parlare di Kessie nei radar anche lui da due anni. La vera Juventus avrebbe tante valide alternative e soprattutto uno scouting funzionante a modo. Non ci credo che per loro esistono quattro giocatori in croce, tra l’altro molti di questi con ingaggi pesanti. Perché non puntare su profili diversi?.

La Juventus per rilanciarsi avrebbe bisogno di idee fresche , di innovazione invece noto sempre che non si sceglie mai di cambiare con convinzione, ma si protende sempre per la classica via di mezzo che alla fine non fa felice nessuno.

Fammi sapere la tua qui sotto e ricordati di seguirmi su X.

Leggi anche: COMMUNITY SHIELD: DOMINIO GUNNERS.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *