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IL MILAN DI AMORIM E LE STOCCATE DI SPALLETTI

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pierorutigliano19@gmail.com

La domenica di Serie A come portate principali vedeva l’esordio della Juventus di Luciano Spalletti e l’esordio assoluto nel nostro calcio di Ruben Amorim con il suo Milan. Le due squadre hanno affrontato squadre molto diverse tra loro, non solo a livello di qualità ma anche a livello di ambizioni.

In questo articolo non mi soffermerò molto sulle singole partite poichè ritengo che lì ci voglia un focus a parte e soprattutto più test, ci tengo a dare più le prime impressioni e soprattutto ci tengo a marcare delle differenze comunicative importanti tra i due.

UN MODO DI COMUNICARE COMPLETAMENTE DIVERSO

Partiamo dalla Juventus di Luciano Spalletti che ha vinto per un 1-0 contro il Frosinone grazie al gol di Gleison Bremer. Una partita che i bianconeri hanno stradominato per quasi tutto il tempo, ma che ha mostrato ancora le stesse lacune dello scorso anno: difesa che quando viene attaccata soffre quasi sempre e soprattutto la mancanza di cinismo sotto porta. La squadra di Spalletti ha sprecato una miriade di occasioni con Yildiz, Coinceicao e soprattutto Kolo Muani che già alla prima giornata potrebbe aver sbagliato il gol più semplice di tutto il campionato. Naturalmente se poi non chiudi le partite per forza di cose vai incontro a dei rischi, come successo in pieno recupero quando in situazione da corner Calvani centra in pieno un clamoroso incrocio dei pali. Più che sulla partita però, che mostra al momento la stessa Juventus della scorsa annata, mi soffermerei sulle dichiarazioni post partita dell’allenatore toscano. Il tecnico ha criticato fortemente Kolo Muani con affermazioni veramente pesanti: “Ce lo siamo andati a prendere, l’abbiamo coccolato e sappiamo qual è il suo valore, ma si deve rendere conto che è due anni che non gioca e un motivo ci sarà. A volte si crede di essere di un livello eccezionale e poi invece hai lasciato qualcosa da parte e lo devi andare a riprendere. Kolo sa tener palla, andare nello spazio, è forte fisicamente, ma queste son partite in cui c’è bisogno che porti a casa dei gol“.

Mi chiedo una cosa: sei tu ad averlo voluto a tutti i costi, a tal punto che praticamente non esistevano attaccanti a mondo tranne lui, era necessaria una dichiarazione del genere già alla prima giornata?. Sul fatto che non giochi praticamente da due anni, è vero ma allo stesso tempo dovresti aspettarti una prestazione del genere e che non sia al meglio appunto perché non gioca da due anni. La comunicazione di Spalletti la ritengo da sempre complessa, è un sanguigno ma che a volte fa dichiarazioni molto infelici, e vedendo un po’ la storia di Kolo Muani, dubito che un affermazione del genere gli sia piaciuta, non penso che la vedrà come uno stimolo, tutt’altro.

Discorso diverso per Ruben Amorim, che batte bene il Torino di Ignazio Abate grazie a 75 minuti molto buoni, discorso diverso invece pregi ultimi 15 minuti dove la squadra è crollata fisicamente. Ma ci sta, siamo ad agosto e nel pieno della preparazione. A prendersi la scena è stata indubbiamente il teenager Alphadjo Cisse con un gol che si può definire con due sole parole: PURO TALENTO. La velocità con cui stoppa e calcia è roba per pochi, però non bisogna mettergli pressione e deve crescere con la giusta calma. I rossoneri giocano un’ottima partita, e la capacità della squadra di assorbire così velocemente i diktat di Amorim mi ha impressionato. Hanno schiacciato la squadra di Abate e il pressing per recuperare palla è molto interessante. Una delle cose che mi è piaciuta più di Amorim è il modo in cui sta trattando Cisse anche tramite le dichiarazioni. Quando dice in conferenza I love Cisse” lo pensa realmente, gli brillano gli occhi e soprattutto sa che ha tra le mani un giocatore potenzialmente top. Mi è piaciuto molto il modo in cui ha elogiato il classe 2006 ieri dicendo che vede qualcosa di speciale in lui in allenamento, che ha un atteggiamento furbo, di uno che apprende tutto. Mi è piaciuto di più quando ha detto che l’italiano giocherà e non giocherà, e che deve tenere i piedi ben saldi. Questo significa usare bene la carota e il bastone. E’ stato molto dolce nelle parole e soprattutto nei modi.

Mi è piaciuto anche quando ad esempio ha dovuto comunicare le criticità avute nel fine gara dai rossoneri, sempre con i modi e senza attaccare nessuno, anzi se nè assunto la responsabilità, per esempio sulla gestione dei cambi. Il cambiamento più importante di Amorim penso sia avvenuto nel suo modo di comunicare, al Manchester United era troppo “vulcanico”, esplodeva spesso nelle conferenze stampa e criticava apertamente i giocatori, al Milan invece sembra aver cambiato approccio e capito che le cose più rimangono discrete meglio è. Le criticità si risolvono lavorando e soprattutto dentro lo spogliatoio. Il modo di giocare del Milan sembra esser finalmente degno dell’ideologia storica rossonera, ma anche il modo di comunicare dell’allenatore sta tornando ad essere del blasone che merita il Milan.

Quindi con questo voglio dire che la comunicazione di Spalletti non mi è particolarmente piaciuta, tutt’altro e credo che se sei allenatore della Juventus dovresti avere un modo di comunicare più idoneo al dna juventino, da sempre molto pacato, elegante ma allo stesso tempo diretto. Mentre il modo comunicativo di Amorim mi è piaciuto molto: dalla protezione di Cissè, passando per la gestione del caso Leao e finendo sulle criticità del finale. Il Milan sembra aver trovato finalmente un uomo che sa davvero su che panchina si trova e sa che adesso il calcio è totalmente diverso dal passato. I media sono capaci di influenzare i giocatori, e forse adesso lo ha capito al meglio. La differenza tra i due su questo ambito la si può definire così: DIVARIO TEMPORALE.

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