Anche in casa Juventus, il clima è tutt’altro che sereno con il rapporto tra l’attuale allenatore Luciano Spalletti e l’amministratore delegato Damien Comolli che di decollare non ne vuole proprio sapere. In queste ore emergono ulteriori frizioni tra il massimo dirigente bianconero e l’allenatore toscano per via di divergenze sul progetto. Una situazioni molto simile a quella di altri club italiani.
UN RAPPORTO DIFFICILE SIN DALL’INIZIO
Sin dall’approdo di Luciano Spalletti il rapporto con Comolli è stentato a decollare anche a causa da divergenze di opinioni soprattutto sul mercato invernale. Al suo approdo il tecnico ex Napoli aveva chiesto alla dirigenza bianconera che nel mercato di gennaio sarebbero dovuti vari profili, in primis l’attaccante con determinate caratteristiche. Spalletti voleva una punta si capace di legare il gioco, ma che d’avanti alla porta buttasse il pallone dentro la rete, cosa che è mancata per tutta l’annata. La Juventus però di fatto sul mercato non può operare liberamente visti gli enormi buchi finanziari degli anni passati che hanno costretto i bianconeri a sottoscrivere un accordo con la Uefa sul Fair Play Finanziario, potendo praticamente operare sul mercato solo tramite prestiti. I bianconeri hanno trattato tanti tanti profili ma non sono riusciti a chiudere per nessuno per via delle cifre richieste dai club, che volevano monetizzare. Io poi non capisco il perché la Juventus sia andata su profili che potevano muoversi solo a titolo definitivo e a cifre alte, come ad esempio Jean Philippe Mateta e non su altri tipi di profili. Tra l’altro a gennaio tramite intermediari era stato offerto Donyell Malen che poteva muoversi in prestito gratuito e la Juventus ha declinato. Altra cosa che non capisco dell’ambiente Juventus e qui faccio una critica ai media, è: perché ogni giorno sulle prime pagine dei giornali ci sono nomi di giocatori di altissimo rilievo internazionale che la Juve obiettivamente non può permettersi?. I tifosi non sono mica tutti stupidi e la si dovrebbe smettere di insultare l’intelligenza delle persone.
Tornando al rapporto tra Comolli e Spalletti si narra che alla Continassa i due si salutino a malapena, con entrambi che hanno una veduta diversa del calcio. Il francese ha una visione più analitica delle cose, più basata su dati e algoritmi e lo ha ribadito anche recentemente dove ha addirittura affermato che anche le figure dirigenziali possono essere scelte tramite questi algoritmi, La visione di Spalletti la conosciamo tutti, è basata sulle sensazioni di campo, sullo studio approfondito delle qualità del giocatore, sulla visione ossessiva del calciatore. Quindi è facile capire il perché ci siano divergenze. Altro aspetto che viene sottovalutato sono le dichiarazioni che entrambi i protagonisti fanno dove si rispondono in maniera indiretta. L’ultimo battibecco indiretto risale a qualche giorno fa quando Comolli ha dichiarato che l’ultima stagione della Juventus è un totale fallimento, cosa che ha indispettito e non poco Spalletti. Se ricordiamo infatti, post partita contro la Fiorentina l’ex allenatore della Nazionale e del Napoli ha dichiarato che la stagione poteva essere pure peggiore visto come era partita e che nella vista queste cose non sono importanti. Su quest’ultimo punto concordo al 100%, sull’altro invece ni. Questo perché quando Spalletti era arrivato, la Juventus era sesta in classifica e a fine campionato ha occupato la stessa posizione, quindi sotto questo punto di vista non c’è stato né un miglioramento né un peggioramento. Ha portato tanto dal punto di vista del gioco, ma poco dal punto di vista dei punti e di conseguenza della classifica. Altro punto su cui non concordano è la questione Dusan Vlahovic, con il tecnico che farebbe carte false per rinnovarlo poiché reputa il serbo difficilmente sostituibile viste le problematiche economiche, il dirigente francese invece preferirebbe liberarsi del serbo visto l’oneroso contratto. E al momento a prevalere sarebbe questa linea visto che non ci sono appuntamenti con l’agente di Vlahovic per discutere il rinnovo, dopo che durante l’inverno era stata trovata una mezza bozza di accordo. Altro fattore che ha influito nel costante declino del rapporto tra i due è il fatto che Comolli non tolleri che Spalletti debba intervenire in questioni di mercato, di scelta di giocatori, mentre l’allenatore vorrebbe essere lui stesso ad indicare i profili.
Spalletti poi, recrimina costantemente la lentezza operativa con cui opera Damien Comolli, reo di operare solo tramite agenti a lui vicini e di essere molto lento nel chiudere le trattative. Ultimo caso è quello di Alisson, con il tecnico che ha parlato tanto con il portiere brasiliano per convincere a sposare il progetto bianconero ma che al momento rischia di sfumare per via della posizione del Liverpool. L’errore qui sta nell’aver assicurato all’allenatore bianconero di aver praticamente chiuso l’operazione quando in realtà così non era, e con il brasiliano che per rispetto del Liverpool rimarrebbe un altro anno in cui la squadra inglese subirà una profonda ristrutturazione.

JOHN ELKANN NON SCEGLIE
La scorsa estate il Presidente della Juventus ha deciso di rifondare totalmente la parte dirigenziale e la parte sportiva e per fare ciò aveva deciso di affidare le chiavi del club a Damien Comolli. Il dirigente ha portato nuove figure nel club come quella di Chiellini, Modesto e successivamente Ottolini. Quando è stato esonerato Tudor tutta la dirigenza era d’accordo sul nome di Spalletti, ma col passare dei mesi il tecnico più che interfacciarsi con Comolli preferiva parlare con Elkann, il quale ha grandissima stima del tecnico di Certaldo. Il presidente della Juventus secondo la stampa era d’avanti ad una scelta, e la scelta tendeva verso la conferma di Spalletti e la cacciata di Comolli. La scelta di John Elkann invece è stata quella di non scegliere e ha confermato entrambi, costringendo di fatto i due a dover cooperare. Vedremo se avrà avuto ragione, ma la realtà è che le basi su cui si poggia la prossima stagione sembrano già essere piuttosto deboli.
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