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MONDIALI: AL VIA LA COMPETIZIONE PIU’ IMPORTANTE DEL MONDO IN UN CLIMA SURREALE

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pierorutigliano19@gmail.com

Tra pochissime ore, giovedì 11 giugno, la competizione sportiva più importante del mondo è pronta a prendere il via in Messico( dei tre paesi ospitanti assieme a Canada e Stati Uniti) con la sfida tra Messico e Sudafrica.  Il tutto nella magnifica cornice dello Stadio Azteca, iconico stadio che ha consacrato Pele nel 1970 nella finale di Coppa del Mondo contro l’Italia, che ha visto l’iconica  “mano de dios” e “il gol del secolo” di Maradona contro l’Inghilterra nel 1986, ma che ha anche visto eventi extra-calcistici destinati a rimanere nella storia dell’umanità come la visita di Papa Giovanni Paolo II oppure il concerto di Michael Jackson. Un inizio in una cornice deliziosa, che sembrerebbe promettere benissimo ma non è del tutto così.

In questi giorni stiamo vedendo tantissime immagini e ricevendo tante notizie della non idilliaca situazione che c’è negli Stati Uniti con le squadre che vengono perquisite in maniera ossessiva ai limiti della legalità come ad esempio l’episodio avvenuto con l‘Uzbekistan di Cannavaro,  e oltre a ciò c’è una situazione Iran che preoccupa enormemente. L’Iran infatti, sin dalla sua qualificazione, non ha mai avuto certezze sulle modalità di partecipazione ai Mondiali visto il conflitto tutt’ora in atto tra lo stesso Iran e gli Stati Uniti affiancati da Israele. La federcalcio iraniana infatti, dopo aver confermato la partecipazione alla Coppa del Mondo(in dubbio fino all’ultimo)  ha avviato una trattativa lunghissima con gli Stati Uniti per i luoghi di allenamento della squadra, dove disputare le partite, questioni logistiche e tutto il resto. L’accordo siglato inizialmente prevedeva che l’Iran avrebbe avuto la sua base in Messico ,sarebbe arrivato nel luogo delle partite un giorno prima(compresi gli U.S.A) cosi da permettere un miglior riposo e sarebbe partito il giorno dopo la partita.In prossimità della partenza dell’Iran però, l’ambasciata Iraniana ha affermato che le condizioni dell’accordo sono cambiate e prevedono che la squadra iraniana viaggi, giochi ed esca dal paese nel giorno della partita. Altro problema riguarda i visti che l’amministrazione Trump non ha concesso a 13 membri dello staff e della confederazione iraniana, una notizia che ha suscitato scalpore e indignazione. L’ultima bravata fatta dall’amministrazione del Tycoon  riguarda la questione biglietti, con la Federcalcio Iraniana che martedì ha dichiarato che la quota dell’ 8% dei biglietti che la Fifa destina alla popolazione è stata annullata senza motivo. Decisione che difatti impedisce all’Iran di avere il tifo del popolo al suo fianco, togliendo quell’elemento di bellezza che caratterizza di solito un Mondiale, e che mette la Fifa ancora una volta con le spalle al muro.Condizioni disumane che possono compromettere pesantemente il torneo sportivo della Nazionale iraniana. Una questione che purtroppo durerà ancora a lungo visto che i due paesi sono tornati a bombardarsi, voglio però dire una cosa: lo sport è sempre stato il più grande mezzo esistente per inviare messaggi positivi al mondo e spero che anche questo sia il caso.

Il problema visti però non riguarda solo l’Iran, nelle ultime ore infatti sta saltando alle cronache il caso riguardante l’arbitro somalo Omar Abdulkair Artan che all’arrivo negli U.S.A è stato rispedito a casa poiché secondo gli agenti non aveva i documenti adatti. Versione smentita dallo stesso protagonista che ha dichiarato che è stato sottoposto a un interrogatorio di ben 11 ore, dove principalmente gli è stata chiesta la situazione politica in Somalia e ha affermato che i suoi documenti erano perfettamente in regola come testimoniato anche dalla stessa Confederazione Africana. L’arbitro somalo si è dichiarato estremamente deluso, e a quanto pare l’unica motivazione per la quale non è entrato negli States è il paese di provenienza. La Somalia infatti è un paese soggetto alle restrizioni dell’amministrazione Trump. Oltre a ciò la Fifa se n’è lavata le mani(strano, di solito sono molto equi) dichiarando che su tale problematica la federazione non ha nessun potere. L’arbitro somalo inoltre è uno dei migliori arbitri della confederazione africana, a testimoniare ciò c’è il fatto che Artan è stato insignito del premio “miglior arbitro africano” quest’anno. Episodio che sa parecchio di DISCRIMINAZIONE.

Oltre a ciò a impensierire sono le strutture e la situazione climatica negli U.S.A. Molti sono i video di campi di allenamento non adatti per un torneo di questa portata, con il pallone che non rimbalza e con i giocatori che si guardano in faccia sorridendo amara. Un esempio di strutture non adeguate è la Svizzera che hanno la loro base a San Diego, California. Il centro di allenamento degli elvetici infatti è circondato da un ampissima zona di pericolo vista la presenza abbondante di serpenti a sonagli. Situazione che non lascia tranquilli gli uomini capitanati da Granit Xhaka che devono essere scortati ogni qual volta desiderano muoversi. Riguardo la situazione climatica invece rischia di verificarsi la situazione che abbiamo visto la scorsa estate durante il Mondiale per Club, con gli eventi climatici che rischiano di influenzare pesantemente l’andamento dei tornei, Negli Stati Uniti infatti ci sono dei protocolli serratissimi emanati dalla NOAA(National Oceanic and Atmospheric Administration) che prevedono la sospensione immediata dell’attività ogni qualvolta cada un fulmine entro 13km dall’impianto sportivo. La partita riprenderà solo se in 30 minuti non si saranno uditi altri tuoni nelle vicinanza, se invece si verificherà di nuovo il timer si azzera e si riparte di nuovo.

Diciamocelo chiaramente, il Mondiale che stiamo per vivere è totalmente diverso da quello a cui siamo abituati. Siamo abituati a colori, a forme di libertà originali, a passione, in questo caso però ci apprestiamo a vivere una situazione di gioia a metà, si respira tensione, un po’ di tristezza e anche un po’ di sconforto vista la situazione geopolitica attuale e viste anche il fatto che lo “spirito” del Mondiale sembra non essere presente . Gli States sotto l’amministrazione Trump si stanno dimostrando inadeguati nell’ospitare la manifestazione sportiva più importante che c’è, usando delle metodologie di accoglimento e di ospitalità discutibili, oltre ad una disorganizzazione che raramente si è mai vista. La Fifa stessa, promotrice di uguaglianza per tutti si sta rivelando falsa, con le promesse che servono soltanto a tenersi le poltrone visto che i fatti parlano in maniera abbastanza chiara. Gianni Infantino si sta rivelando la marionetta perfetta di Trump e anche questo appare ormai assodato.  Attenzione però perché tra poche ore si dirà che questo sarà il Mondiale più bello di sempre poiché ci saranno i folli Half-show da 25 minuti, perché ci sarà una nuova “intro” alle partite e tutte queste cavolate. All’inizio questo doveva essere un articolo dove parlavamo di favorite ed outsider, ma così non può essere visto quello che sta accadendo ed è doveroso dire qualche parola. Il mondo sta “bruciando” e la speranza è che sia ancora una volta lo sport a unire i popoli e a far andare avanti l’umanità instillando in ognuno di noi un senso di accettazione, rispetto e amore verso il prossimo come accaduto in passato.

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