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MONDIALI, GIRONE A: INIZIO OK PER MESSICO E COREA DEL SUD

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pierorutigliano19@gmail.com

Il Mondiale ha preso finalmente il via e lo ha fatto in Messico nella splendida cornice dello Stadio Azteca che ha visto esordire il suo Messico contro il Sudafrica. Ad aprire la serata è stata la cerimonia di apertura della manifestazione che ha visto brillare ancora una volta Shakira affiancata da Burna Boy con la loro “Dai Dai”, poi è toccato a Danny Ocean con “Partidazo” e infine durante l’ultima parte dello show dedicata all’ingresso e allo sbandieramento delle bandiere nazionali è toccato ad Andrea Bocelli, David Guetta e EJAE che hanno suonato l’intro “DNA”. Una cerimonia di apertura molto bella che sancisce ufficialmente con l’inizio del Mondiale e che fa aumentare il rosicamento nel non vedere ancora una volta la nostra Nazionale nel palcoscenico più importante del mondo.

NELLA BOLGIA DELL’AZTECA IL MESSICO DOMINA

Colori sgargianti, atmosfera da brividi all’inno messicano fomentano ancora di più la squadra di Javier Aguirre che domina la partita dal primo all’ultimo secondo il Sudafrica di Hugo Broos. Una partita che mette in marcata evidenza la differenza di valori tecnici tra le due squadre. Il Messico si schiera un po’ a sorpresa con il 4-1-4-1 che nella fase offensiva prende più le somiglianze di un 4-3-3. Il Sudafrica invece si schiera con il 5-3-2 per provare a reggere. Ma così non sarà. In apertura arriva subito la prima occasionassima del Messico con Raul Jimenez che raccoglie il gran cross di Reyes al centro dell’area di rigore, calcia forte ma centrale e Williams con un buon intervento salva i suoi. La superiorità del Messico è totale, i padroni di casa vanno a prendere il Sudafrica sin dalla loro area di rigore, e al è proprio un errore in fase di costruzione di Sithole che controlla male il pallone a spianare la strada ai messicani, Lima recupera palla e serve Quinones che se la sposta e calcia forte, facendo passare il pallone sotto le gambe di Williams. Dieci minuti più tardi è ancora Quinones ad essere pericoloso, stavolta con un grande tiro dalla distanza. Il Messico gioca bene ed arriva a costruire buone trame che permettono alla squadra di portarsi più volte nei presi dell’area avversaria. Al 42° arriva un’altra occasione ancora per Quinones che dopo un’azione insistita raccoglie la sponda di Gutierrez e fa partire un tiro preciso verso l’angolino, che però trova il palo. In pieno recupero Gutierrez spreca d’avanti al portiere un gran pallone di Quinones, divorandosi la rete del 2-0 a tu per tu con il portiere.

La chiave della partita per il Messico è il pressing alto sul mediano, quindi su Sithole. Al 46° pressing forte ancora una volta su di lui, pallone recuperato e botta potente dalla distanza di Gutierrez. Sithole completa la sua partita disastrosa al 49° quando la linea difensiva del Sudafrica si fa sorprendere da una palla in verticale che premia l’inserimento di Gutierrez, il mediano stende da ultimo uomo il messicano e se ne va meritatamente sotto la doccia. Una partita disastrosa del centrocampista sudafricano, penso una delle peggiori di sempre in un Mondiale. Il Messico chiude la pratica al 67° con Raul Jimenez che avvia e rifinisce l’azione con un gran colpo di testa sul secondo palo, e si lascia andare in una esultanza rabbiosa. Si è visto sin dal primo istante che era quello che più di tutti ci teneva. Il Messico va sul 2-0, con un uomo in più e chiude la partita. La pessima partita del Sudafrica vede addirittura peggiorarsi quando all’80° Zwane subentrato da poco, colpisce con una manata volontaria Alvarado nel tentativo di liberarsi e si becca il cartellino rosso con l’ausilio del Var. L’unica nota stonata della giornata messicana arriva al 92° quando Montes stende Mudau che stava correndo verso l’esterno dell’area di rigore, l’arbitro la interpreta come una chiara occasione da gol, quindi DOGSO, ed espelle il centrale della Lokomotiv Mosca. Poco male, il Messico vince 2 a 0 e inizia decisamente bene il percorso nel Mondiale, mettendosi subito d’avanti e mettendo in mostra una prestazione davvero convincente, fatta di aggressività, intensità, voglia ma anche qualità. Ad impressionare di più è stato sicuramente Julian Quinones, giocatore attualmente in forza all’ Al Qasdiah autore di un stagione fenomenale con con 33 gol in 31 giornate nella Saudi League e 4 gol in 3 partite nella King Cup. Giocatore rapido, che salta l’uomo dotato di buon piede e ottima finalizzazione. Da tenere d’occhio.

LA COREA DEL SUD VINCE E CONVINCE

A scendere in campo nella nottata invece sono state Corea del Sud e Repubblica Ceca all’ Estadio Akron di Zapopan. Onestamente non ho visto molto di questa partita e sarei un bugiardo se vi dicessi che ho seguito tutta la partita. Ho visto qualche spezzone stamattina e di quello parliamo. La Corea del Sud capitanata da Heung Min Son approccia bene la partita e lo fa forse con uno dei giocatori più sottovalutati in circolazione, ossia Lee Kang-In che scalda le mani di Kovar con una grande botta dalla distanza. La Corea gioca meglio dei Cechi, hanno più qualità nel fraseggio e quando arrivano nella trequarti avversaria sanno essere pericolosi. Son dimostra di stare ancora piuttosto bene e nella prima frazione va vicino alla rete per ben due volte, prima con un gran tiro da fuori e poi arrivando in ritardo sulla palla messa a rimorchio. La Repubblica Ceca cerca di portare la partita sulla fisicità che alla fine è l’arma migliore a loro disposizione. L’inizio del secondo tempo vede sempre la Corea del Sud creare pericoli e appena subito dopo l’inizio della ripresa ha una doppia occasione per andare in vantaggio: prima con Hwang che imbucato alla perfezione da Lee Kang-In non è freddo d’avanti al portiere, e poi con Lee Jae-Jung che sulla respinta di Kovar gli calcia addosso.

A sorpresa, a passare in vantaggio è la Repubblica Ceca grazie alla sua arma migliore: la fisicità. Al minuto 58, una rimessa con le mani stile rugby di Coufal fa arrivare il pallone sulla testa di Krejci che svetta più in alto di tutti e porta avanti i suoi. La reazione è immediata, al 66° Kang In Lee imbuca alla perfezione per Hwang che controlla, mette a sedere il portiere e con un pallonetto morbido morbido mette dentro il pallone dell‘1-1. Davvero un bel gol. La sliding doors della partita arriva al 76° quando i cechi da una punizione sulla trequarti trovano l’inzuccata vincente da parte di Thomas Soucek che batte tutti sul tempo, ma parte in posizione irregolare e di conseguenza il gol del vantaggio è annullato. Tre minuti dopo Paik serve splendidamente l’inserimento di Hwang In Boem con un gran passaggio di prima, il giocatore del Mainz mette dentro un gran pallone sul quale si fionda Oh Hyeon-Gyu che con una spaccata batte Kovar e porta i suoi sul 2-1. La Corea del Sud vince meritatamente per 2-1 con una grande prestazione piena di qualità giocando davvero bene, e questo mi ha un po’ stupito. Pensavo fossero un po’ più grezzi sotto questo punto di vista, invece hanno giocato una partita tecnicamente pulitissima. La Corea del Sud può essere la sorpresa di questo Mondiale?

 

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