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NAZIONALE, UN PAESE DI DINOSAURI

pierorutigliano19@gmail.com

Dopo la nomina di Malagò come Presidente della F.I.G.C e dopo la conseguente nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico e Presidente del club Italia e di Leonardo come advisor, tutti ci aspettavamo che si andasse verso una direzione nuova, innovativa e con una comunità di intenti totale, così non è stato. Già perché dopo queste nomine è successo veramente di tutto, con il progetto Maldini e Leonardo che è durato solo 17 giorni. UN DISASTRO SENZA PRECEDENTI E UNA FIGURACCIA PLANETARIA.

IL DISASTRO COMUNICATIVO DI MALDINI

Partiamo dal principio, quando Paolo Maldini durante la conferenza stampa d presentazione annuncia che, come giusto che sia, si è partiti dal contattare i top allenatori al mondo: Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. Il primo problema nasce proprio quando comunica il nome dell’ex tecnico del Real Madrid e del Milan attualmente impegnato alla guida della nazionale brasiliana. Il contattare un allenatore sotto contratto è una cosa che da regolamento non può avvenire e il fatto che Maldini comunichi ai quattro venti di averci parlato è una caduta di stile anche per uno come lui, inoltre la federazione brasiliana non l’ha presa per niente bene ed è rimasta arrabbiata e spiazzata dalle parole della leggenda italiana.

L’altro caso riguarda la trattativa Guardiola e la sue gestione. Che la mossa di contattare Guardiola sia profondamente giusta è indiscutibile, il fatto che però venga sbandierato il suo nome sui giornali prima di essere arrivati a una conclusione positiva è un grave errore. Il duo Maldini-Leonardo non è riuscito a tenere nascosta la trattativa, infatti sono state più volte visti in aeroporti e a Barcellona. Il fatto che poi ne parli apertamente in conferenza stampa è la pietra tombale sulla vicenda. Sappiamo che Guardiola è uno molto riservato e questa uscita pubblica di Maldini sicuramente non gli avrà fatto piacere, nonostante l’enorme ammirazione che il tecnico catalano ha nei confronti della leggenda rossonera. Neanche 24 ore dopo infatti Guardiola declina la proposta azzurra, facendo filtrare che avrebbe voluto dedicare più tempo alla sua famiglia come già detto tante volte dopo il termine della sua avventura al Manchester City. Dopo di ciò naturalmente l’opinione pubblica si è scatenata, soprattutto visto il nome che è uscito dopo Guardiola: Andrea Pirlo. Bastava tenere questa questione estremamente riservata e forse la stampa e il popolo l’avrebbero presa un po’ meglio, e non si sarebbe scatenato il putiferio.

Che Pirlo fosse nella lista di Maldini era chiaro sin dall’inizio viste le indiscrezioni sui giornali e visto il fatto che il dirigente azzurro lo voleva anche sulla panchina del Milan dopo l’addio di Pioli. Io ora mi chiedo: come siamo passati da Guardiola a Pirlo?. Con tutto il rispetto per uno dei centrocampisti più forti della storia, ma da allenatore ha fallito praticamente ovunque ed è sempre stato esonerato.

Ora io nel giudizio non mi baso sul dove ha allenato, ma su come ha allenato e quali obiettivi ha raggiunto ed è oggettivo dire che abbia fatto male ovunque, forse la sua unica esperienza positiva è stata alla Juventus, dove comunque ha deluso le attese. C’erano tantissimi profili migliori di Pirlo, persino Palladino sarebbe stato più adeguato, ma il duo Maldini- Leonardo era deciso sul suo nome e ha proseguito con lui. Dopo aver raggiunto l’accordo, l’opinione pubblica insorge e insorge anche la politica visto il fatto che l’ex Juventus e Milan è un ambassador di Fonte. Fonbet è una agenzia di scommesse russa, e la politica italiana è insorta in massa sostenendo che è inaccettabile che il commissario tecnico della nazionale sia in qualche modo correlato alla Russia in questo momento storico. Altra svista di Maldini, che a quanto pare non sapeva di questo legame. Altro ERRORE. Tra l’altro mi permetto di dire che non è stato neanche dato il tempo a Pirlo di potersi scusare o dissociarsi in modo da poter proseguire con la sua nomina.

Dopo il mancato arrivo di Pirlo sono arrivate le dimissioni di Maldini e Leonardo che hanno di fatto accusato Malagò, sostenendo che la carta bianca che gli era stata data non era poi così bianca. La scelta del duo arriva anche dopo il fatto che Malagò sceglie personalmente il nuovo Ct, ossia Roberto Mancini, senza ascoltare le alternative dei due dirigenti. Scelta non avallata dai due, che quindi vedendosi scavalcati hanno scelto di farsi da parte. Scelta a livello morale perfetta, quando non vengono mantenute le promesse è giusto farsi da parte e farsi rispettare, sopratutto visto il circo che li circonda. Ciò nonostante però, gli errori dei due sono stati tanti e sono GRAVI, e anche se ti chiami Paolo Maldini o Leonardo è giusto riconoscere cosa non è andato. Ritengo che questa sia una perdita enorme per la rifondazione del calcio italiano, adesso assisteremo alla solita farsa a cui siamo abituati e che non ci ha portato a TRE Mondiali.

LA STAMPA ASSOLUTAMENTE NON LIBERA

Altra cosa che mi ha incuriosito di questa vicenda è che quando si era paventata la possibilità di arrivare a Guardiola, una determinata parte di stampa ha iniziato a fare campagne contro il tecnico ex Man City. Una roba senza precedenti, soprattutto se consideriamo che Guardiola è il miglior tecnico del mondo, in piena carriera e uno dei migliori tecnici di sempre. Questo perché a qualcuno abituato ad essere al centro della scena non gli andava bene questa scelta, anche perché poi bisognava necessariamente attenersi alle indicazioni del tecnico catalano. In un paese di dinosauri abituati a fare di tutto per tenersi la poltrona, questo era un oltraggio vero e proprio. Con Guardiola poi si sarebbe imposta una linea sin dalle giovanili, naturalmente così facendo anche il gioco che fanno i procuratori sarebbe venuto meno.

E siccome siamo in un paese per niente fatto di “amichettismo”, di stampa che esegue gli ordini da determinate persone, alla nomina di Roberto Mancini sono uscite prime pagine piene di elogi verso l’ex Ct dell’Arabia Saudita, soprattutto di un determinato giornale. Ma ci rendiamo conto in che paese viviamo?. Viviamo in un paese dove non ci sono pareri oggettivi, dove ci sono pareri in base all’amicizia che il protagonista ha nei confronti di alcuni giornalisti. Uno schifo. Anche il fatto che la politica, che poi influenza i giornali, si sia espressa in maniera così determinata nei confronti della possibile nomina di Pirlo fa abbastanza ridere. Un paese totalmente ai piedi di altre nazioni che si permette di giudicare intollerabile la nomina di un Ct di calcio. Direi che in questo paese ci sono problemi più importanti e imminenti rispetto alla nomina di un allenatore di calcio.

SI VA INDIETRO

Con la scelta di affidare la panchina a Roberto Mancini e Claudio Ranieri come Direttore Tecnico è difficile avere fiducia, soprattutto perché non sembra uno stacco netto dal passato, ma anzi un proseguio della vecchia linea. Vecchia linea che ci ha portato a saltare tre Mondiali consecutivi e a collezionare figuracce in giro per il mondo. Cosa ci aspettiamo possano portare queste due figure, soprattutto quella di Mancini che abbandonò la Nazionale per andarsi a prendere i milioni in Arabia Saudita, in un momento già di per se difficile per il nostro movimento calcistico. Il fatto che stavamo andando in una direziona nuova, con la voglia di riformare tutto il sistema calcio mi intrigava. Adesso invece siamo al punto di partenza.

Queste nomine sono però in realtà delle nomine che Malagò avrebbe già voluto fare sin dall’inizio, tanto che i maggiori insider di mercato italiani davano da Aprile il nome di Roberto Mancini come principale candidato alla panchina azzurra, con accordi che erano già stati raggiunti. Poi la virata del neo presidente della F.I.G.C su Maldini che però è durata solo pochi giorni, vista la mancanza di sintonia tra le parti, e la conseguente marcia indietro sul suo piano originale. Parlano sempre di rifondare tutto, ma anche sta volta è finita a tarallucci e vino, e in questi giorni parleremo della figura di Malagò visto come il salvatore della patria, che però in un batter d’occhio si è affidato all’amichettismo.

Se nomini un nuovo direttore tecnico e gli affidi di fatto le chiavi di Coverciano è giusto che faccia le sue scelte e le porti avanti, indipendentemente dal fatto che si possa essere d’accordo o meno. In questo caso invece abbiamo visto una modalità di sfiducia senza precedenti,soprattutto nella velocità con cui sono avvenute le cose. Anche io non ero d’accordo sulla nomina di Pirlo, ma pensavo fosse giusto dare del tempo a Maldini e soprattutto avrei voluto capire quali fossero anche le alternative a Pirlo. Invece adesso ci ritroviamo con un tecnico che si ci ha fatto vincere un Europeo(miracolo), ma che ha mancato ancora una volta la qualificazione ai Mondiali e soprattutto è fuggito come un coniglio.

Eravamo partiti da un progetto innovativo e siamo finiti con la solita minestra riscaldata. Anche la figura fatta a livello internazionale è pessima, mentre gli altri prendono Klopp per rifondare, noi prendiamo Mancini e Ranieri che ormai hanno già dato tutto al nostro calcio. Gli altri si affidano a gente giovane, noi a di fatto dei dinosauri che dovrebbero godersi la pensione, siamo in Italia e questo è tutto nella norma. Una normalità che ci ha reso mediocri, anche dove eravamo dei numeri uno e la strada per la risalita è sempre ardua.

 

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