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PREMIER LEAGUE, CHELSEA: UN DISASTRO ANNUNCIATO

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pierorutigliano19@gmail.com

La piega che sta prendendo la stagione del Chelsea è sempre più drammatica, con i blues che dopo i trionfi dello scorso anno dovevano provare a dare continuità e se possibile lottare per il titolo. Continuità che però non c’è stata visto che Enzo Maresca ha deciso di lasciare il club per delle nette divergenze con il proprietario Todd Boehly e la dirigenza della squadra londinese.

Le ultime settimane dei blues a livello sportivo sono un vero e proprio disastro, con tutti gli obiettivi che adesso sembrano sfuggire di mano. La sconfitta pesantissima per 3-0 all’Hill Dickinson Stadium contro l’Everton rischia di mettere fine alla stagione anche se siamo a fine marzo, questo perché il Chelsea viene da una settimana pesantissima dove con molta probabilità ha preso coscienza della sua situazione. Una situazione che è anche difficile da spiegare.

I TOFFEES ANNIENTANO I BLUES

Per i blues la partita di ieri contro l’Everton era di fondamentale importanza visto anche il fatto che il Liverpool nel match di mezzogiorno era stato battuto dal Brighton, questo significava che c’era possibilità di sorpassare i reds e mettere nel mirino Aston Villa e Manchester United nella corsa alla prossima Champions League. Beh così non è stato.

La partita degli uomini di Rosenior è disastrosa sotto tanti punti di vista, preparata male e giocata peggio. Su 2 dei 3 gol ci sono errori tecnici e di concetto che da giocatori che giocano nel Chelsea non ti aspetti. I blues partono male sin da subito con l’Everton che annusa la possibilità di fare risultato pieno già dai primi istanti del match. Già al minuto 14 i blues rischiano di farsi male da soli quando Hato sbaglia clamorosamente il passaggio versi Cucurella , innescando la controffensiva dei toffees con Garner che calcia a botta sicura ma Malo Gusto salva tutto sulla linea di porta. L’Everton continua a spingere e trova il meritato vantaggio al 33° con Beto, che viene innescato splendidamente da Garner con un gran pallone in profondità, il portoghese si presenta d’avanti a Sanchez e lo batte con un delizioso tocco sotto. Qui l’errore grave è di Fofana che si perde il portoghese ex Udinese, facendoselo sfilare. Il Chelsea ha un sussulto tre minuti dopo dagli sviluppi da corner quando Enzo Fernandez da dentro l’area piccola calcia a botta sicura ma trovo uno strepitoso intervento di Jordan Pickford.

Dopo il gol dell’1-0 la partita vive una fase di stallo con il Chelsea che prova a fare la partita ma non ci riesce. Il Chelsea ha un’altra occasione al 61° ancora con Enzo Fernandez che prova dalla distanza, calcia benissimo ma trova un altro grande intervento di Pickford. Un minuto dopo però un passaggio a metà da parte di Santos permette a Gueye di anticipare sia Enzo Fernandez che Cucurella, il senegalese se li mangia, porta avanti il contropiede e poi serve Beto che calcia malissimo, ma la papera di Sanchez permette ai toffiees di andare sul 2-0. Malissimo qui il portiere dei blues che si fa passare il pallone da sotto le gambe. La squadra di casa la chiude definitivamente con un grandissimo gol di Ndiaye che toglie le ragnatele dal sette.

Una partita disastrosa per i blues che mette ancora più in evidenza come questa rosa sia stata costruita male e che nel reparto difensivo presenta delle lacune mostruose.L’intensità e l’aggressività che ci hanno messe quelli dell’Everton è stata 3 volte superiore a quella messa in mostra dai giocatori di Rosenior.

ROSENIOR: UN INIZIO FULMINANTE, POI IL DECLINO

Il Chelsea per sostituire Enzo Maresca decide di affidarsi a Liam Rosenior, fino a quel momento allenatore dello Strasburgo che in Francia stava incantando tutti. L’inglese viene scelto per la sua capacità di lavorare con i giovani, visto che il Salisburgo è una squadra piena di giovani talenti, inoltre la squadra francese fa parte della “galassia Chelsea” dato che il proprietario è lo stesso. Quindi viene fatta una scelta basata sulla continuità e inoltre l’allenatore inglese in quel momento era uno dei profili più interessanti che il calcio europeo proponeva.

L’inizio dell’allenatore inglese è ottimo tanto che a Stamford Bridge ogni tanto ci si dimenticava di Maresca, debutta vincendo per 5-1 contro il Charlton in FA Cup e nelle prime 11 partite ne vince ben 7 perdendo solo nella doppia sfida di EFL Cup contro l’Arsenal, riuscendo anche ad entrare nelle prime 8 in Champions League. Dal mio punto di vista il suo Chelsea non giocava benissimo ma segnava tanto e sfruttava appieno le sue caratteristiche, quindi le ripartenze. Poi però dal pareggio col Burnley in casa qualcosa si è rotto, con i blues che hanno fornito delle prestazioni disastrose e rendendo ancora più evidenti i problemi difensivi della squadra. Sono ben 18 le reti subite in 8 partite, negli ultimi dieci giorni ben 12 sono stati i gol subiti: 8 in totale dal Psg, 3 dall’Everton e 1 dal Newcastle.

La doppia sfida col Psg ha portato tanto malumore nella tifoseria, con i tifosi del Blues che nella sfida di ritorno già dopo il 2-0 hanno iniziato ad abbandonare lo stadio di fatto sfiduciando la gestione Rosenior. Il confronto con i parigini è stato impietoso e ha messo in evidenza la differenza abissale che c’è tra le due, a differenza della sfida avvenuta nella finale del Mondiale per Club. Hanno perso su tutti i fronti: tecnico, tattico e tutto il resto. Il bello è che a soldi spesi siamo lì, ma è la competenza nell’investirli che cambia tutto. Il Psg ha preso le pedine giuste, il Chelsea pedine a caso.

MARESCA AVEVA RAGIONE SU TUTTA LA LINEA

Enzo Maresca lascia il club di comune accordo con la proprietà, ma la realtà è che l’ex allenatore del Leicester City era in forte disaccordo con il management blues e quindi è come se si fosse dimesso. Le divergenze nascono soprattutto in chiave mercato, con l’allenatore che ha più volte detto alla proprietà che in difesa servivano giocatori di livello, già pronti per il Chelsea al posto dei soliti giovani, tra l’altro pagati tantissimo. La società interferiva sulle scelte dell’allenatore suggerendogli che doveva affidarsi di più alle seconde linee. Maresca naturalmente non era per nulla d’accordo, infatti per lui in una squadra ci devono essere delle chiare gerarchie tra titolari e riserve. Inoltre quando ha fatto un po’ di turnover, la squadra non è stata decisamente all’altezza, esempio lampante è il pareggio per 2-2 contro il Leeds. Dal mio punto di vista Maresca era riuscito a riunire una “banda” di giocatori e a fare ordine sia in squadra e società. Note sono le questioni relative al numero enorme di giocatori presenti in rosa, con i blues costretti di fatto a fare delle “selezioni”. Maresca è stato fenomenale anche in questo caso, ha preso decisioni difficili e alla fine ha avuto ragione lui.

Il malcontento di Maresca deriva anche dal fatto che il Chelsea ha una particolare conformazione societaria, con il club londinese che ha ben sei direttori sportivi e questo per l’allenatore italiano( e non solo) crea enorme confusione. Inoltre l’ex Leicester non si sentiva sostenuto affatto dalla società e questo per lui era decisamente troppo.

Lasciare andare via Maresca è stato incomprensibile, il tecnico italiano infatti dopo anni nell’anonimato più totale e dopo tantissimi milioni spesi male era riuscito a riportare il club in Champions League, a vincere la Conference League e sopratutto a vincere il Mondiale per Club distruggendo il Psg in finale. Questi successi hanno reso il Chelsea l’unico club nella storia a vincere tutte le competizioni possibili. Non accontentarlo sul mercato con quello che ha richiesto è una mancanza enorme di rispetto, e non sostenerlo è ancora peggio. Poco male però, perché per Enzo Maresca adesso si prospetta la panchina del Manchester City e li verrà sicuramente ascoltato.

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