IL MILAN DI AMORIM NON VA( PER ORA)
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L’esordio in Europa League per il Milan di Amorim doveva essere un modo per testare il progresso della squadra e dare continuità al secondo tempo contro la Lazio, così non è stato. Anzi si è rivelato un incubo. Tra colpe del tecnico e anche mancanze tecniche in questo articolo provo a riassumere brevemente l’inizio di Amorim sulla panchina del Milan.
FORMAZIONI SBAGLIATE
Il tecnico portoghese in questo inizio di stagione è stato molto spesso criticato per le sue formazioni iniziali, spesso incomprensibili a dire la verità. Se alla prima giornata, ma anche alla seconda, c’erano tutte le scusanti possibili per via del fatto che alcuni sono tornati tardi dal Mondiale, dalla terza in poi è difficile capire il perché di tali scelte. Il Milan non ha mai iniziato una singola partita con l’undici che teoricamente dovrebbe essere titolare. Moreira ha giocato dall’inizio solo una volta contro la Juventus, Pulisic non è ancora partito titolare, Rabiot è partito dal primo minuto solo in due occasioni. E’ difficile creare una base solida se non metti mai i tuoi migliori giocatori. Al Milan per me manca principalmente questo: una base su cui appoggiarsi. Le rotazioni si possono fare, ed è doveroso farle, ma in campo ci devono essere sempre i punti cardine.
La formazione iniziale messa in campo è sbagliata non solo per gli uomini messi in campo, ma per il messaggio che si manda. Il Milan deve giocare vincere l‘Europa League e quando di fronte hai una delle poche squadre candidate alla vittoria finale, devi giocare con i migliori indipendentemente dal fatto che loro non schierino i titolari. E’ una questione di intenti e presentarsi con Terracciano titolare, con Bartesaghi preferito a Moreira, senza Rabiot, senza Pulisic, senza Gila, senza Modric va in controtendenza con le dichiarazioni fatte il giorno prima. La questione delle formazioni sbagliate si riferisce anche a sabato contro la Lazio, dove l’11 tipo viene schierato solo nel secondo tempo e la differenza si è vista. La differenza tra i titolari e i sostituti è enorme e se vuoi elevare anche gli elementi che sono più indietro devi affidarti a delle colonne. Se ogni volta dopo 45 minuti sei costretto a fare almeno due cambi, vuol dire che qualcosa la sbagli.

LA SQUADRA FATICA A RECEPIRE I “DOGMI” DELL’ALLENATORE
La partita di ieri, soprattutto il primo tempo, ci dice che la squadra ancora non recepisce a pieno cosa il tecnico gli chiede. Il tecnico portoghese è dall’inizio della stagione che chiede ai suoi trequartisti, ai suoi centrocampisti di buttarsi dentro, di andare dietro l’avversario ma i giocatori rossoneri non sempre lo fanno, anzi. Il modo di giocare di Amorim mi ha sempre attratto, poichè le sue squadre sono molto energiche, fluide ma rigide allo stesso tempo, nel Milan questo ancora non si è visto. E dal mio punto di vista non si parla del livello del giocatore, poichè ad esempio anche uno come Adrien Rabiot non sempre si inserisce, uno come lui dovrebbe essere più continuo in questo fondamentale poichè è una delle sue caratteristiche migliori. Va anche detto che i giocatori rossoneri giocano con la paura. Un esempio è quando ieri Bartesaghi aveva l’occasione di servire Goncalo Ramos che aveva dettato il movimento, ma l’italiano ha preferito il passaggio comodo. Il non assecondare il movimento dei compagni è successo tantissime volte in questo inizio di stagione. Bisogna osare e i giocatori del Milan devono avere il coraggio di fare delle giocate un po’ meno comode.
E’ molto interessante il passaggio nell’intervista post partita di Amorim quando alla domanda su cosa non andasse nella sua squadra afferma che: “Spesso abbiamo la palla,ma a volte quando ce l’abbiamo creiamo pericoli a noi stessi. Teniamo il possesso ma ci manca creatività vicino all’area, a volte facciamo tutto velocemente e senza qualità.E poi la perdiamo in momenti pericolosi. I pericoli arrivano quando la perdiamo”.” Con queste parole lui ci fa capire chiaramente che quando il Milan ha la palla è sterile, i trequartisti non fanno i giusti movimenti, non creano scompiglio e quando perdono palla la linea il centrocampo non è posizionato nella maniera corretta. Questo significa che poi ci sono delle praterie per gli avversari.
I rossoneri devono migliorare tantissimo nel pressing, uno dei dogmi principali di Ruben Amorim. E pensare che nell’esordio a Torino era una delle cose che più aveva funzionato, con il passare del tempo invece ha funzionato solo a intermittenza. Il Milan contro il Benfica e nel primo tempo con la Lazio corre verso gli avversari, non pressa e c’è una differenza enorme. Jashari ieri aveva il compito di chiamare lui il pressing, e non lo ha mai fatto con quella determinazione giusta, con quella voglia matta di recuperare palla. Ieri il Milan si limitava a correre verso gli avversari. Nelle prima pressione, oltre l’attaccante, è il centrocampista, accompagnato da tutta la squadra a dover aggredire il portatore di palla e ad andare uomo su uomo. Nei rossoneri questo particolare lo vediamo solo in alcuni spezzoni e non va bene. Spesso vediamo pressioni solitarie più che di squadra.
Amorim pretende che le sue squadre siano intense dal primo all’ultimo minuto. E‘ una questione di preparazione fisica o la squadra fa fatica nel recepire questo?.
LA NON PERCEZIONE DEL PERICOLO E L’ATTEGGIAMENTO
Se alcune cose sono riconducibili ad Amorim altre invece un po’ meno, perché per chi guarda il Milan assiduamente sa benissimo che ci sono cose che dipendono più dal gruppo squadra che dall’allenatore di turno. Un esempio chiarissimo è l’atteggiamento che i giocatori rossoneri hanno nei primi tempi. E’ dall’ultimo Pioli che i rossoneri “dormono” nei primi tempi, dove spesso sono indolenti e inefficaci. Neanche con allenatori più di polso come Coinceicao e Fonseca si è riusciti a sopperire a questo problema. La cosa che fa riflettere è che sono cambiati anche tanti i giocatori, quindi cosa è che non va nella testa dei giocatori rossoneri?.
Un dato che conferma la tesi dei primi tempi è quello dei 0 gol segnati in queste prime cinque partite nella prima frazione. Sintomo chiaro dell’atteggiamento che non va. Amorim ha pienamente ragione a dire che deve essere il Milan a segnare per primo, poichè acquisisci fiducia e porti la partita dove vuoi tu. Segnare subito, indirizzare la partita è fondamentale e mi aspetto che con il Lecce la squadra rossonera si mangi agonisticamente l’avversario. Devono essere i giocatori, però a volere ciò, poichè l’allenatore può dare tutte le direttive che vuole ma poi sono i calciatori a scendere in campo e il tema dei primi tempi va avanti da troppo tempo per essere riconducibile solamente all’allenatore.
Il tema della percezione del pericolo è stato sollevato più volte lo scorso anno da Massimiliano Allegri e né lui né al momento Amorim sono riusciti a cambiare le cose. Nel gol dello 0-2 di Kaminski si ha il riassunto perfetto tra il tema della non percezione del pericolo e il tema dell’atteggiamento. I rossoneri nel gol del 2-0 battezzano in fuorigioco John Duran ma non si accorgono che sul pallone può arrivarci El Karouani, a quel punto Jashari non ha la forza di accorciare sul giocatore marocchino che mette in mezzo e trova Kaminski libero in area con ben 8 giocatori rossoneri fermi attorno a lui a guardarlo. In quella situazioni tutti potevano uscire sull’ucraino poichè non c’era letteralmente nessuno in quella zona. L’errore principale lo fa Chukuweze che aveva tutto il tempo di accorciare e mettersi a uomo, anche se dal mio punto di vista tutti potevano accorciare. Non è possibile ed è inaccettabile, e qui il problema sono i calciatori. Sono i calciatori che in quel momento devono prendere delle decisioni non l’allenatore.
IL PROBLEMA NON E’ GONCALO RAMOS
Ho visto già i soliti noti dare colpe all’attaccante portoghese poichè secondo questi luminari è lui il problema. Partiamo col dire che l’ex Psg è un rifinitore d’élite, di conseguenza se gli metti un pallone degno ci sono ottime probabilità che converta in gol il pallone ricevuto. Al Milan questo sta accadendo molto poco, poiché non ricordo grandi opportunità da lui sciupate. Questo perché non gli arrivano i giusti impulsi, spesso lo vediamo scendere fino a metà campo per ricevere palla e in fase difensiva lo vediamo un altro po fare il terzino. Nelle partite del Milan è sempre quello che percorre più chilometri di tutti, e questo è sia un plus che un Malus. Naturalmente nessuno ha le energie infinite, anche se Gonçalo Ramos ha nel percorrere tanti chilometri come una delle caratteristiche principali.
Il Milan deve portare di più il portoghese nell’area di rigore, lì difficilmente sbaglia ma ad oggi non sta succedendo. Se non erro sono solo quattro i tiri nelle ultime tre partite, troppo poco. I rossoneri hanno assolutamente bisogno di valorizzare il loro investimento da quasi 80 milioni di euro.

E’ GIA’ ORA DI CAMBIARE?
La risposta è assolutamente no perché per avere un cambiamento è necessario dare del tempo. Bisogna anche capire da quale situazione si veniva prima, e il Milan veniva da un anno dove praticamente non ha giocato a calcio. I giocatori non sono abituati ad una pressione continua, tranne alcuni elementi. Lo scorso anno i rossoneri si limitavano a mettersi tutti dietro e ripartire. In questo caso stiamo parlando di uno stile di gioco completamente diverso che si basa sul controllo palla, sull’aggressione e sulla riaggressione. Richieste completamente diverse.
Altro fattore è che la rosa verrà completata con il tempo, dove i rossoneri aggiungeranno pezzi ad ogni sessione. Una cosa però che deve fare Amorim è liberarsi delle zavorre come Estupinan, Terracciano e compagnia poichè non sono adatti né al suo gioco né al giocare nel Milan. Quindi le sue valutazioni in estate dal mio punto di vista dovevano essere più rapide poichè adesso sei costretto a farti quattro mesi con loro nelle rotazioni.
Il Milan ha avuto degli alti e bassi in questo avvio, però la squadra vista con il Torino, con il Venezia e nel secondo tempo con la Lazio è una squadra intrigante che con i suoi uomini migliori può davvero imporsi e fare una grande stagione.
Cardinale deve mostrare forza nel proteggerlo e deve andare avanti con lui, è normale che ci sia qualche passo falso nel percorso, soprattutto all’inizio e parlare di esonero alla prima sconfitta è del tutto fuori luogo. Bisogna rendersi conto che se si vuole tornare ad essere il Milan di una volta bisogna concedere tempo ed accettare qualche passo falso. A capirlo devono essere soprattutto i tifosi che in queste ore ne hanno dette di ogni, pensando che il Milan sia quello di una volta. Non è così. I rossoneri hanno fatto una scelta coraggiosa, credibile dal mio punto di vista, affidandosi ad uno dei migliori allenatori emergenti che ci sono.
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